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giovedì 23 maggio 2013

Intervista BURNING NITRUM

Qui per noi oggi su METALARCI WEBZINE il leader di una delle band più promettenti della scena metal barese, Davide Cillo, singer dei thrashers baresi BURNING NITRUM


1) Ciao Davide, iniziamo parlando del vostro ep "Pyromania" che sta giustamente riscuotendo ottimi pareri. Te l'aspettavi di entrare così da subito nelle grazie della critica del settore?

Ciao, grazie dello spazio! Mentirei se dicessi che me l'aspettassi, no non me l'aspettavo affatto. Spesso o per invidia o per pregiudizio o per altro é molto difficile riscuotere certi consensi quando si é così giovani. Per questo posso dire di essere rimasto piacevolmente sorpreso!


2) La soddisfazione è ancora maggiore se pensiamo al fatto che hai dovuto penare non poco per problemi di line up, ma alla fine la tua determinazione è stata premiata, parlaci di questa faticosa gestazione del gruppo e come si è arrivati alla line up attuale.

Beh, sì é davvero stata una "tragedia", io mi auguro che adesso i problemi siano finiti... l'unico che é con me dalla nostra nascita é il batterista Dario, per il resto mi é toccato fare 7 cambi di bassista, uno alla chitarra ritmica e uno alla solista. Visto l'importanza che questo progetto ha per me ci sono stati dei momenti che devo dire non facili. Ma alla fine tutto é bene quel che finisce bene! Speriamo di aver trovato il nostro assetto definitivo!


3) Ti risparmio la solita banalissima domanda sulle influenze musicali, è chiaro che vi riferite al thrash old school di vecchia scuola, spiega ai nostri lettori però cosa spinge 5 giovanissimi nati negli anni 90 ad abbracciare tali sonorità anzichè le più "facili" e inflazionate ritmiche groove/post thrash di adesso?

Cosa ci spinge? La passione. E anche la convinzione, la convinzione che il thrash sia tutt'oggi un genere sottovalutato a cui sono anteposte proposte musicali di minor valore. Il metal vecchio stampo non deve essere messo da parte, anzi và rivalutato per quello che é, uno dei pochissimi generi veramente riusciti
all'interno della storia della musica. E lo dice uno aperto ad ogni, se valida, sonorità. Spesso leggo recensioni o mi dicono frasi del tipo "nulla di nuovo, però bello" o "bello per gli amanti del genere". Perché? Non capisco il perché di questa cosa. Perché una qualche cosa deve essere nuova, se il "modello
precedente" era uscito meglio? Questo genere ha ancora tantissimo da dare, e ci teniamo di cuore a dimostrarlo noi per primi.


4) Da ottimo conoscitore thrash come giudichi la scena attuale, sia a livello regionale che italiana.

Micidiale. Sul serio. Potrei parlare dell'underground thrash della nuova ondata negli Stati Uniti, Sud America, Medio Oriente, ecc. ma nessuno supera quello italiano, nemmeno la terra dove questo genere é nato, anzi. Vedere gente che riscuote una certa fama all'interno del genere impugnare le chitarre e realizzare
che qui in Italia abbiamo ragazzi di livello ben superiore, mi fa venire a pensare che ci siano pregiudizi contro noi italiani da parte delle grandi label e non solo. E' ignoranza, é una situazione vergognosa. L'acciaio italiano non delude mai!! Un'idea più chiara di ciò che sto dicendo? Basta visitare il link e la avrete. Troverete più di una trentina di band di altissimo livello che possono essere già ritenute pronte per ogni tipo di scenario internazionale.


5) Come ho accennato in precedenza siete un gruppo con un'età media molto bassa, e quindi con ampi margini di miglioramento e con grandi prospettive, da leader del gruppo come però vi penalizza quest'aspetto? Immagino che il fronte live sia stato un pò compromesso, giusto? Vi gira meglio in compenso in quanto a figa?

Sì, specie qui nel Sud Italia non é raro trovare "senatori" del genere pronti a giudicare solo in base alla tua età. E magari preferire a te una band di gente d'esperienza che però sul palco e a livello compositivo non dimostrano nemmeno la metà. Ma grazie al cielo non sono tutti così, c'é anche gente simpaticissima
ed organizzatori che andrebbero onorati, per il lavoro che fanno. Certe volte penso che senza certa gente la nostra scena sarebbe in seria sofferenza, e il rispetto che ho per chi si impegna nel portarci avanti é indescrivibile. Basti guardare qui in Puglia eventi come il Metal Symposium, o organizzazioni come Rockcult.
Di figa potrei averne quanta me ne pare certo, ma sono un amante di quelli che ritengo i sani principi: non c'é niente di meglio di una bella relazione piena di affetto con la persona giusta, é una delle soddisfazioni irripetibili della vita. Mentre andare a scopare a cazzo, senza poi quel sentimento di fondo, che
soddisfazioni dà? Ben poche, la verità é che la gente lo fa (o dice di farlo) perché é la più triste moda dei tempi recenti. O perché non ha capito ciò che nella vita veramente conta.


6) Di recente il thrash ha perso una delle sue leggende, come hai preso la notizia della scomparsa di Hanneman?

Malissimo. Sul serio. Non abbiamo perso un genio ma IL genio. Chi aveva la sua creatività? Chi creava i riff come li creava lui? Chi quell'attitudine, che derivava anche dalle sue influenze hardcore punk? Se esiste il nostro genere lo dobbiamo anche alla validissima scena punk hardcore, e negarlo sarebbe da ipocriti.
Jeff era l'anima, l'anima del nostro genere. Anche oggi devo ancora farmi una ragione della sua scomparsa.


7) Se avessi la possibilità di portare sullo stesso palco le tue 4 bands thrash preferite di sempre chi sarebbero i tuoi big four?

Domanda cattivissima. Credo che i big four meritino di essere loro, ci sono Metallica e Slayer che hanno dato vita ai due "settori" del genere, quello classico e quello più estremo. I Megadeth che sono i miei preferiti, il loro "Rust In Peace" lo ritengo un capolavoro insuperato. Gli Anthrax sono stati di grande aiuto
per lo sviluppo di un altro genere di thrash, che personalmente amo altrettanto. Se poi ci si chiede chi avrei voluto vedere insieme nei loro tempi d'oro... Megadeth, Slayer, Exodus e Testament. Quattro band che ritengo importantissime anche per il mio lato artistico.


8) Dove volete arrivare voi Burning Nitrum? Quali sono i sogni nel cassetto e i progetti futuri?

Non ci prefissiamo limiti, faremo il massimo possibile giorno per giorno e vedremo quali soddisfazioni riusciremo a raccogliere. Condividere il palco con le band con cui siamo cresciuti e magari perché no stringere un rapporto di amicizia con quegli artisti sarebbe però senza dubbio una grande fonte di soddisfazione.
Ieri é uscito il nostro nuovo singolo, "Turned to Ashes (Nothing Stands Still)", invito tutti a dare un ascolto. Per l'anno prossimo é invece prevista l'uscita del nostro album di debutto, che avrà un più che adeguato supporto live in Italia e all'estero! Tenetevi pronti perché noi siamo carichi!!


9) Senza peli sulla lingua: è il momento del vaffanculo pubblico. Nella tua ancor breve carriera metal ti saranno senz'altro girate parecchio le palle per qualche trattamento ricevuto da qualche addetto ai lavori / organizzatore / band. Se vuoi mandarlo affanculo, questo è il momento.

Un bel vaffanculo alla mafia del "pay to play", a questi proprietari (e proprietarie) di locali del cazzo che non ti fanno suonare perché non sei una cover band, anche dopo che ci sei andato apposta a parlare e fissato la data. Un bel vaffanculo ci sta anche agli invidiosi che non riuscendo a raccogliere nulla nella vita sentono l'esigenza di criticare, e a quelli che stanno a cazzeggiare come dei coglioni o passare le serata davanti al computer invece di venire i concerti e supportare il proprio underground. You will burn!!


10) L'intervista si conclude qui, ti auguro tante soddisfazioni con la tua cazzutissima band. Chiudi come preferisci

Ragà, supporto, siamo una famiglia! Se si inizia a rosicare e fare gli invidiosi, ad essere presenti solo al concerto della propria band, qui non si và da nessuna parte! E comprateli i cd di noi band underground, invece di buttare i soldi per qualche stronzata o per qualche fighettina stronza. THRASH 'TILL DEATH!!
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domenica 29 luglio 2012

Intervista VIOLENTOR

Intervistiamo oggi una delle sorprese più belle del 2011, già recensiti sul nostro blog, i toscanacci VIOLENTOR.

1) Salve ragazzi, iniziamo parlando dei riscostri del vostro debut album omonimo (votato dal sottoscritto come miglior album italiano 2011 nei nostri Top & Flop di fine anno) tirando le somme suppongo che ci sia da essere soddisfatti un bel pò, vi aspettavate pareri così entusiasti?

Ale “Dog” Medici: Molto soddifatti, sapevamo di aver fatto un disco che sarebbe piaciuto agli amanti del genere, del resto da ascoltatori noi stessi lo consideriamo un bel disco.

Rasha:Grazie mille Alex, le somme sono ancora lunghe da tirare. Stiamo lavorando bene e la risposta è molto positiva. I pareri degli altri, positivi o negativi, non ce li aspettiamo fino a che non ce li dicono. Ci concentriamo su altro.


2) Immagino che i paragoni coi Motorhead si siano già sprecati, vero? Ma quali sono le influenze più imprevedibili dei Violentor?

Ale “Dog” Medici: nulla di imprevedibile, siamo metallari vecchia scuola quindi si va sulla NWOBHM, Thrash, punk e crust anni '80!


3) Quanto conta l'attitudine in una band come i Violentor? Com'è il rapporto tra voi componenti?



Ale “Dog” Medici: l'attitudine e' tutto, e va di pari passo con la nostra passione per la musica, siamo quello che siamo al 100%, senza finte apparenze.
Il rapporto tra noi e' perfetto, siamo fratelli, siamo cresciuti insieme, abbiamo iniziato ad ascoltare questa musica insieme quindi condividiamo molte cose nell'ambito musicale.


4) Come riconoscimento al vostro lavoro avete avuto l'opportunità di aprire per leggende della vecchia guardia italiana come Bulldozer, Fingernails e Raw Power. Com'è stato condividere il palco con queste glorie nostrane? Le leggende spaccano ancora il culo alle nuove leve?

Ale “Dog” Medici: E' stato molto bello, molto emozionante anche perchè queste bands ci hanno influenzato sulla composizione dei pezzi del primo e del nuovo disco che uscirà tra poco, nutriamo un grande rispetto per queste bands e loro (sopratutto i Fingernails) sono in gran forma, ma i Violentor spaccano il culo a chiunque!!!

Rasha: E' stato un onore per noi suonare con loro. Siamo tutti della stessa famiglia. Le leggende spaccano il culo. Noi, dalla nostra, cerchiamo di spaccare sempre di più a ogni concerto.


5) Recentemente avete partecipato alla splendida iniziativa di beneficienza in favore dell'Emilia terremotata, che pare aver avuto molto successo. Parlateci di questa bella esperienza

Rasha:E' stato gratificante l'essere stati contattati. Abbiamo avuto occasione di poter prendere parte a un' iniziativa, per noi nuova, che ci portava a dare un piccolo contributo per qualcosa di più grande.


6) L'argomento del momento, anche su Metalarci Webzine, è il cosiddetto "pay to play". Voi Violentor nonostante siate attivi da relativamente poco avete già un curriculum di tutto rispetto, e il tutto in maniera pulita. In un panorama desolante in cui sembra passare il messaggio che solo umilianti compromessi danno visibilità, vogliamo dire che c'è un alternativa onesta? Diteci la vostra su questo tema scottante

Ale “Dog” Medici: l'alternativa al pay to play, c'e', basta fare le cose con un umiltà, se si pensa di fare i soldi con la musica, o lavorare con la musica si parte gia' con il piede sbagliato, la visibilità non si aquista, il pay to play non serve a niente. I veri investimenti che un gruppo deve sostenere sono la produzione dei dischi, il produrre merchandise, fare cassette, magari anche vinili, produrre piu' roba possibile e sbattersi per mandarla in giro, e' chiaro che i soldi ci vogliono, ma la pubblicità e' gratuita oggi giorno sul Web, e c'e' verso pure di rientrare con le spese, c'e' da farsi il culo, e'chiaro, io il mio tempo libero lo dedico esclusivamente ai Violentor, ma e' una passione e lo faccio molto volentieri.


7) Il vostro calendario live è molto fitto, quali saranno i prossimi movimenti e dove vi piacerebbe esportare il sound Violentor?

Ale “Dog” Medici: Sicuramente in Europa, abbiamo stretto un po' di contatti in questo periodo quindi presto vedrete un po' di risultati a tal proposito!
Per ora abbiamo mediamente un paio di date al mese di qui a ottobre.
Abbiamo intenzione di fare un tour di 3 date per la presentazione del nuovo album con varie bands ospiti di cui una band straniera di supporto a novembre


8) In chiave studio invece è presto per iniziare a pensare al capitolo successivo o siete già proiettati in ottica nuovo album?

Ale “Dog” Medici: Siamo gia' in studio, il nuovo album uscirà a Novembre, sempre per la messicana EBM Records!


9) La Toscana si conferma un serbatoio importante della scena italica, come facemmo anche per i vostri conterranei Devastator, parlateci in toscano della situazione metal della vostra regione

Ale “Dog” Medici: Diahane che cazzo ti devo di', noi toscani siamo immeglio!


10) L'intervista si conclude qui, vi faccio un grande in bocca al lupo per il futuro,grazie della dispobilità, chiudete come meglio credete

Ale “Dog” Medici: UH!


Torrrmentor
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lunedì 7 maggio 2012

Intervista ASSAULTER

A rispondere alle domande di Metalarci Webzine quest’oggi gli Assaulter, band a mio parere tra le migliori della nostra scena pugliese, fautori di un thrash metal old school, che han da poco fatto uscire il loro primo ep già recensito ottimamente qui.

1) Salve ragazzi, innanzitutto diteci come mai questo “Crushed by raging mosh” ha avuto una gestazione così lunga, cosa è andato storto durante la realizzazione?
(PAOLO - chitarra)) Ciao a tutti, innanzi tutto faremmo prima a dire ciò che non è andato storto: dalla ricerca dello studio in cui abbiamo registrato, ai “tecnici del suono” che hanno cominciato a seguirci (e rallentarci) nel lavoro e a cui abbiamo dato ad un certo punto un bel calcione. Da quando Luca poi ha preso il loro posto le cose sono andate lisce. C'è poi da considerare una buona dose di pignoleria da parte di tutti noi.
(ENZO - basso) Menomale ha già risposto Paolo altrimenti sarebbero già partite le bestemmie...

2) Siete contenti del risultato finale? Tanta fatica è stata poi ricompensata da buoni riscontri?
(PAOLO) Assolutamente soddisfatti del risultato e la risposta della gente è stata insperata. Nonostante ci sperassimo fortemente non ci aspettavamo che sarebbe piaciuto così tanto. Questo naturalmente ci da una forte motivazione a comporre nuovi pezzi e registrare il prossimo EP/Full length al più presto.
(ENZO) Date le vendite e il supporto da parte di tantissimi ragazzi che è arrivato immediatamente non possiamo che esserne entusiasti!

3) Nonostante ormai siete ormai affermati e conosciuti in Puglia, al di fuori dei confini regionali il nome Assaulter dice ancora poco. Avete in programma di promuovere l’ep con qualche data fuori?
(PAOLO) Proprio ora stiamo cercando di organizzare un piccolo tour in giro per l'Italia per questa estate, ne approfittiamo anzi per lanciare un appello a tutte le metal bands che siano interessate ad uno scambio date: contattarci sul nostro facebook e ci mettiamo d'accordo. (Assaulter Thrash).
(ENZO) Ti dirò, abbiamo venduto in molte regioni italiane dal nord al sud semplicemente grazie al passaparola, alle recensioni e agli appassionati dell'underground nonchè parecchie copie in giappone e anche in norvegia e siamo stati contattati anche dagli stati uniti... certamente vorremmo andare anche in tour x farci conoscere il più possibile e anche x far conoscere la nostra amata birra raffo,nostra ispiratrice da sempre...

4) Nell’attuale desolante panorama locale, in cui imperversano cover/tribute bands e gruppi mono-accordo simili tra loro quanta soddisfazione dà salire sul palco e sbattere in faccia ai presenti il proprio thrash nudo e crudo anni 80?
(PAOLO) Sicuramente riuscire a fare ciò che dici è diventato sempre più difficile anche a causa di cover e tribute band verso cui va il mio disprezzo, il problema è molto più profondo però se pensiamo che queste band rispondono ad una domanda di pubblico. La gente corre in massa a supportarle e di conseguenza i gestori di locali fanno presto a fare 2+2. Dunque il mio disprezzo se lo devono dividere in parecchi ma ne ho abbastanza per tutti.
(ENZO) Sono semplicemente orgoglioso di essere thrasher e suonare thrash metal anni 80 perchè racchiude la vera attitudine del metal che non ha nulla a che fare con le merde ipocrite e commerciali e poser che circolano al giorno d'oggi! Basta essere politicamente corretti: noi dichiariamo odio verso tutto questo schifo!

5) Qual è il vostro punto di vista riguardo al dilagante fenomeno del “pay to play”?
(PAOLO) Proprio in questi giorni abbiamo scritto un testo che parla di questo. La gente con i propri soldi ci può fare quello che vuole finchè si rimane nella legalità, ma se uno si professa metallaro, si riempie la bocca criticando chi si comporta così o professando la propria attitudine e poi è il primo ad andare avanti grazie alle mazzette merita solo calci in culo. Da parte mia boicotterò ogni evento in cui vengono chiesti soldi per suonare nonché le band che sono disposte a farlo.
(ENZO) Totalmente d'accordo con Paolo... Ci sono una marea di gruppi che giustificano questa vergogna con la scusa di investire sul proprio futuro musicale... Vorrei proprio vedere quanti qui in italia possono permettersi di vivere col metal a parte le agenzie... Si investe con l'impegno e le capacità non dando il culo come fanno le veline e compagnia zoccola! È vergognoso come stanno riducendo la scena metal e da noi non potranno avere che disprezzo!

6) Di voi 4 chi è il più:
a) alcolico: enzo
b) tecnico: luca
c) scenico: enzo
d) stronzo: la iena luca
e) puzzolente: paolo
f) tenerone: paolo
g) acculturato: luca
h) folle: rodolfo
i) cattivo: boh? forse rodolfo... [:)]


7) Andando a pescare nel tanto caro thrash anni 80 quali bands secondo voi avrebbero meritato più visibilità? Quali sono inoltre i vostri gusti al di fuori del thrash?
(PAOLO) Per quanto mi riguarda sicuramente gli Artillery, mi piace il blues ed il country, da buon nerd le colonne sonore di film e anime giapponesi, e alcuni rari sbrodolamenti chitarristici.
(ENZO) Mah, ce ne sono un sacco... I Coroner dei tempi d'oro meritavano sicuramente di più... al di fuori del thrash amo smisuratamente il punk-hc, ma anche blues, country e rock&roll...

8) Prendendo spunto dal vostro pezzo “Handmaniac” voglio un vostro parere sull’attuale scena porno, sulle vostre “influenze” preferite, e sull’ipocrisia di molte donne che dicono di non masturbarsi.
(ENZO) Ei Sals (Paolo) che fine hai fatto? Mi sà che è andato a smanettare... riguardo la scena porno bisognerebbe rivolgersi a Luca che è il vero esperto del settore! Altro non possiamo dire per evitare di essere mollati dalle rispettive compagne e poi farci venire ancora di più l'impugnatura sull'arnese a causa solitudine... Che ti devo dire: secondo me chi si nasconde oltre ad essere ipocrita a mio avviso è addirittura più zozzo/a e sporcaccione/a di tutti gli altri... Che male c'è a trastullarsi un pò? Noi abbiamo scritto questo testo apposta per far capire a chiunque ci ascolti quanto è bello il fai-da-te e che non c'è nulla di cui vergognarsi! Non smetteremo mai di ringraziare quel porcone di Dio per averci dato le mani! E dato che dicono che ci ha creati a sua immagine e somiglianza mi farebbe pensare che anche lui si mena le pippe... Grazie Dio!!!

9) Qual è il sogno realizzabile e quello irrealizzabile di voi Assaulter?
(PAOLO) Quello realizzabile è un tour europeo (realizzabile ma impossibile dire quando), irrealizzabile essere stati una band attiva negli anni 80...appena finisco di costruire la De Lorean ne riparliamo.
(ENZO) E datti una mossa allora invece di smanettare!

10) Cosa dobbiamo aspettarci in futuro dal sound Assaulter? Rimarrete sulle coordinate attuali o sonderete qualche nuova influenza/sperimentazione?
(ENZO) Sembrerebbe che ci stiamo leggermente spostando verso sonorità più americane e i nuovi pezzi risultano strutturati decisamente meglio che in passato comunque ci tengo a precisare che non saranno più morbidi bensì decisamente più aggressivi e urlanti in puro stile anni 80!

11) Chiudo l’intervista con una vostra citazione: “U THRASH E’ MBORTAND… E PUR U PICCION!”. Voi chiudetela come vi pare
(ENZO) Non possiamo che essere d'accordo... comunque vogliamo ringraziare MetalArci e in particolar modo Alessandro dei cugini Dreker per lo spazio dedicato agli Assaulter e ringraziamo tutti coloro che ci supportano sempre... VI AMIAMOOOO!!! Dopo questo sfogo d'amore invitiamo chi non conosce i nostri pezzi di dar loro un ascolto (http://www.facebook.com/assaulter.thrash e http://it.myspace.com/thrashassaulter) e magari dare a noi un piccolo supporto con 5 luridi euro per l'acquisto del nostro EP d'esordio "CRUSHED BY RAGING MOSH" e noi in cambio daremo tanto thrash, tanto mosh e tanto headbanging fino allo sfinimento, basta fare attenzione a spigoli vivi e a suppellettili varie in casa... ciao a tutti e in alto le vostre bottiglie maledetti ubriaconiiiii!!! THRASH!!!


Torrrmentor
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venerdì 23 marzo 2012

Intervista - STRANGE FEAR

1) E’ con grande piacere che mi trovo qui a fare quattro chiacchiere con gli Strange Fear grande band hardcore modenese! Per rompere il ghiaccio volete spiegarci chi sono gli Strange Fear e come nasce l’idea di questo progetto?
Guido: Ciao Vito e ciao a tutti, bhè si torna indietro di quasi 10 anni fa e nacque un po' per gioco ed un po' per la classica noia generale che affliggeva noi adolescenti al tempo, mi era stato presentato Danny che in comune con me aveva la passione per l'hardcore punk e così via si è aggregato Mirko alla batteria e passo dopo passo, con vari cambi di formazione, con un battito di ciglia ci ritroviamo nel 2012 :-)

2) Siete freschi di uscita con il vostro secondo full-lenght intitolato “A Permanent Cold”,siete soddisfatti dei risultati ottenuti?tornando indietro cambiereste qualcosa?
Guido: Wow! Più che soddisfatti! Il disco sta andando molto bene ed abbiamo avuto un sacco di belle recensioni. Siamo appena tornati dal tour europeo ed è stata una figata pazzesca! Tornando indietro non cambierei nulla, perché anche le cose brutte fortificano e comunque siamo ancora vivi e vegeti :-)

3) A breve uscirà anche il vostro primo video ufficiale, volete darci qualche anticipazione?
Guido: Ahahaahah è stato surreale! Suonare in playback la stessa canzone più di 20 volte è difficilissimo, ma molto molto divertente e come anticipazione vi posso dire che rispecchierà molto cosa facciamo in un concerto reale e tu che ci hai visto sai di cosa parliamo.

4) Ho avuto il piacere di vedervi suonare dal vivo l’estate scorsa in un festival,precisamente il “Valley Under Siege”, e mi avete davvero impressionato, per chi non ha avuto il mio stesso piacere,volete spiegarci come vi approcciate al palco?
Guido: Grazie mille! Come sempre troppo gentile :-) bhé i nostri live sono sempre carichi di alta velocità, sudore, violenza e tanta, ma tanta passione per quello che facciamo e ci gasiamo un botto quando le persone davanti al palco, ci supportano ed hanno la stessa voglia di divertirsi con noi, proprio come te e tutti i ragazzi del “Valley Under Siege”.

5) Siete da poco rientrati dal tour europeo di promozione del full-lenght, sicuro dell’apprezzamento che avete ricevuto, vi chiedo, come si presenta la scena musicale e il pubblico con cui vi siete trovati a confronto?
Guido: Come detto prima, è stata un avventura, in tutti i sensi della parola, abbiamo diviso il palco con numerose band validissime, posti fighissimi, gente fantastica che "vive" la scena in maniera invidiabile, ma soprattutto "viaggiare" con i nostri fratellini My Own Voice di Milano, che si sono rivelate persone eccezionali oltre ad essere dei gran musicisti. Grasse e grosse risate, disavventure con il furgone ed ogni dogana almeno una mezz'ora di sosta con annessa romanzina degli sbirri. Assolutamente da rifare ed al più presto :-)

6) Differenze che avete riscontrato con il nostro panorama nazionale?
Guido: Visto e conosciuto gente che si sbatte ad organizzare concerti infrasettimanali con qualsiasi mezzo a disposizione nonostante la situazione economica della penisola balcanica, non brilli di certo per essere ricca, ma per noi è stata ricca di umanità, accoglienza e cultura che a noi italiani manca già da molto, molto tempo. Provare per credere :-)

7) Ormai sono circa dieci anni che siete in attività,in questo tempo sicuramente vi sarete imbattuti in tanti concerti e bands:quali sono i live e le bands che ricordate con più piacere e con cui magari avete stretto un rapporto di amicizia e collaborazione?
Guido: Dovrei fare un elenco infinito per non scontentare nessuno, ma posso dire che ogni locale, centro sociale ed organizzazione che organizza concerti nel nostro panorama underground, ci ha sempre fatto sentire a nostro agio. Anche le bands sono tantissime, ma in particolare, volevo ringraziare tutta la crew dell'Indelirium Records, dove tutte le bands, si danno una mano a vicenda e si supportano l'uno con l'altro vedi Straight Opposition, My Distance, The Memory, Whales' Island ed X-State Ride con cui abbiamo legato di più all'interno dell'etichetta. Più in generale nel panorama nazionale, devo menzionare gli ormai "storici" Strength Approach, Attitude, MuD, La Prospettiva, Turn Against ed i nostri compagni d'avventura My Own Voice a cui vogliamo molto bene come del resto a tantissime bands nostrane che anche se non nominate sanno che sono nel nostro cuore, ma voglio ricordare anche la "nostra" scena locale modenese, che non ha nulla da invidiare, nei loro vari generi a livello nazionale e non: vedi Infamia, Jesus Ain't In Poland, No White Rag, 7 Bloody Hopes, Desire Before Death ed altri che piano piano stanno crescendo sempre di più.

8) Progetti per il futuro?
Guido: Continueremo la nostra promozione del disco nuovo, in giro per l'Italia e non solo e stiamo già lavorando su pezzi nuovi che finiranno in uno Split o un Ep, ma di sicuro continueremo ad avere un gran voracità di palchi :-)

9) Prima di concludere vi ringrazio per il tempo che ci avete dedicato e ricordate a tutti i vostri contatti!
Guido: Grazie a te Vito del tempo che ci hai dedicato e speriamo di rivederci presto insieme a tutta la bella gente che supporta la scena come te. A noi ci potete trovare su tutti i portali web da Facebook a Reverbnation, da Twitter a Myspace e in un qualsiasi locale e centro sociale che abbia voglia di farci suonare :-). Concludiamo con il nostro motto acquisito ormai da molto tempo: "STAY TRUE! STAY HARDCORE!"

Vicustrodden

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giovedì 22 marzo 2012

Intervista - CLOD THE RIPPER

1) Clod, il tuo è un supporto al Metal estremo incondizionato, sia come musicista in band del calibro di septycal gorge e modus delicti che come organizzatore, da dove nasce l'esigenza di creare il tatoo death fest?

Hai detto proprio bene, Incondizionato! Non ti nego che spesso mi domando chi me lo faccia fare....
In ogni caso il TATTOODEATHfest nasce nel 2004 con l'intento di unire le mie due grandi passioni, il metal e l'arte del tattoo, infatti le prime 3 edizioni ospitarono, oltre alle bands, tatuatori nostrani ed internazionali, che si esibivano in performance di Art-Fusion, creando opere d'arte a più mani a tempi di musica!


2) Unmerciful, Human Mincer, Insidious Decrepancy, Fleshgod Apocalypse, Hour of Penance e solo per citare alcune band che hanno preso parte alle varie edizioni, il livello qualitativo delle band è sempre alto e più si alza il livello più aumentano i costi, quante difficoltà ci sono dietro l'organizzazione di un edizione?

Davvero tante! Soprattutto sei fai tutto quasi esclusivamente da solo ed in una nazione quale l'Italia....


3) Come hai visto cambiare il festival in questi anni? sia come impostazione che come affluenza e supporto.

Purtroppo l'affluenza è ormai stabile, la cosa che più mi stranisce è vedere che dall'estero arrivano sempre più persone, mentre gli italiani sono sempre qui soliti affezionati...


4) Personalmente credo che il vero punto di forza del festival sia il supporto e la coerenza della scelta delle band italiane nel bill, come vedi l'underground estremo italiano?

Paradossalmente l'italia vanta un gran numero di ottime bands ormai più che conosciute al livello internazionale, mentre la scena rimane sempre scarna, soprattutto se paragonata alla vicinissima Svizzera piuttosto che Germania (paradiso del metal) o in generale il nord ed est europeo.

5) Parliamo della prossima edizione, Derenged, Beheaded, Trifixion, Blasphemer, ecc. un bill davvero fantastico, cosa ti aspetti per quest'edizione?

Quest'anno la location è cambiata, offrendo sicuramente un'acustica ed un posto migliore, quindi mi aspetto come al solito un festival dove la gente si diverte comprese le bands ed un'occasione per rincontrare amici vecchi e nuovi!



6) Perchè in italia esistono così poche realtà che supportano l'underground in un bill totalmente estremo? ironicamente in italia più sei metal e meno spazio hai per suonare, perchè secondo te?

Perchè il metal da noi è considerato per ragazzini, quindi appena si cresce un po' lo si snobba! Oltrettutto siamo un popolo di leoni da tastiera ma poi bradipi quando si parla di fare 20 min di strada in macchina e spendere qualche soldo per supportare la scena; c'è sempre un buon motivo per stare a casa (quella band non mi piace, quella l'ho già vista, cazzo quel giorno ho un impegno) però poi i soldi per le birre non mancano mai....
Oltretutto continuiamo solo ed esclusivamente ad andare a vedere i live della grandi bands ormai affermate invece di supportare l'underground, quando magari a nostra volta suoniamo in una band e pretendiamo poi che tutti ci vengano a vedere quando è il nostro turno di esibirsi live!


7) come vedi il futuro del tatoo death fest?

Come tutto quì in italia, pessimo, ma io sono una testa dura !!!


ti ringrazio per il supporto alla scena sia come musicista che come organizzatore e soprattutto per aver dato vita ad un festival puramente estremo che tanta visibilità da' alle nostre band. 

. : get inked by the Serial-Tattooist CLOD THE RIPPER : .
www.facebook.com/ClodtheRipperTATTOO



Furia

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Intervista - INVERACITY

I: Ciao, scusateci se c'è voluto tanto per ritornare. Siamo stati incasinati da morire con gli Inveracity scrivendo nuova roba per il terzo disco e coi Dead Congreation che andranno in tour in Aprile. Quindi eccoci qui!

1) Inveracity, Brutal Death Metal band dalla Grecia, attivi dal 2000 col demo "Defeated human raped", da dove prendete ispirazione per il vostro sound mortale?

I: L'ispirazione viene dalle Death Metal bands che amiamo e il Death Metal in generale ci vale come ispirazione, semplicemente.


2) Da "Defeated human raped" a "Circle of Closest" fino a "Extermination of million", quali sono i temi di cui parlate nei vostri testi?

I: I testi hanno sempre un legame con la violenza, fisica e mentale. Abusi, repressione, inganno, e lo stato mentale di un uomo che cerca di fuggire dalle situazioni di cui sopra. Non penso che questo cambierà mai perché la musica violenta richiede questo tipo di argomenti nei suoi testi.


3) Dopo "Extermination of millions", guardando avanti ad un vostro nuovo album, cosa c'è di nuovo su quel fronte?

I: Abbiamo il 90% di quest'album già pronto, che possibilmente si chiamerà "Lowlife syndicate". 10 tracce che combinano la ferocia di "Circle of perversion" con un maggiore tecnicismo come "Extermination of millions", ma l'elemento tecnico sarà solo messo a servizio della brutalità, non sarà l'aspetto predominante della musica.


4) Cosa pensate dell'underground estremo EURP, vi sembra che i generi stanno finalmente riscoprendo gli estremi?

I: Dipende come la si vede. Non penso che l'estremo ha bisogno di essere riscoperto o qualcosa del genere. E' già stato fatto tutto in passato quindi a mio avviso è giusto una questione di ispirazione, pura e semplice. Quando i primi dischi Death Metal comparvero verso la fine degli anni 80 o gli inizi dei 90, non penso che si possano confrontare con quello che viene prodotto oggi. Se riesci ad aggiungere qualcosa di nuovo alla tua proposta, va bene e ci sono band che lo fanno con successo, ma può anche essere una trappola in cui la tua band può cadere e diventare soltanto un numero nella folla.


5) Cosa pensate del fatto che ci sono sempre meno festival che promuovono le band underground, specialmente le più estreme?

I: Beh la cosa ha senso, no? Siccome il Metal è così popolare ora, e i festival sono così tanti, ogni organizzatore vuole che l'intera organizzazione frutti più soldi di quelli che ha speso quindi non penso che se i soldi non vengono dalle band popolari possano venire dalle band underground estreme (ride, Nda). Fortunatamente ci sono ancora dei festival estremi underground per chi vuole parteciparci.


6) Cosa pensate della situazione estrema in Italia?

I: Sta andando forte di sicuro. Ci sono delle band veramente cattive che vengono dal vostro paese e lo dico anche facendo il confronto con la scena greca. Siamo stati in contatto con qualcuna di queste band e abbiamo in progetto di fare dei concerti in Italia, anche se sembra ancora un po' strano che questo non sia mai successo prima.


7) Quali sono i vostri piani per il futuro e quando vi vedremo in sede live?

I: Pubblicare il nostro terzo album è la priorità principale adesso. Subito dopo vengono i concerti e il tour e stiamo già contrattando per farne possibilmente uno coi ragazzi dei Cerebral Bore. Sperando in questo modo di riuscire a calcare anche i palchi italiani. Grazie per le domande.


Grazie a voi per la vostra gentilezza, i vostri fan e io speriamo di vedervi presto in un concerto qui in Italia.


Furia

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mercoledì 25 gennaio 2012

Intervista - CADAVERIA

1) Oramai manca poco all'uscita del nuovo album prevista per il 31 Gennaio 2012 su Bakerteam Records.
In rete è già possibile visionare in anteprima la copertina e i titoli dei pezzi e la prima cosa che salta all'occhio non è solo l'aspetto come sempre in evoluzione, ma anche il titolo: "Horror Metal".
In passato non era facile attribuire un' eticchetta al vostro genere in quanto ricco di sfaccettature.
Questo titolo ammesso che abbia attinenza con il genere rappresenta un passaggio verso un qualcosa di ben più delineato o si tratta di un qualcosa che vi caratterizza da sempre?

Killer Bob: Abbiamo usato l'etichetta che ci hanno affibbiato sin dall'inizio, che mai come questa volta rappresenta perfettamente le atmosfere cupe e claustrofobiche dell'album. Siamo riusciti a dare un senso ad un'etichetta che per noi dieci anni fa non significava nulla.


2) La copertina ha un significato in particolare?

KB: E' un tributo all'iconografia horror, di cui gli zombie sono un classico.


3) Quanto ci è voluto per completare quest'album?

KB: Da quando abbiamo cominciato a comporre i brani a quando abbiamo consegnato il master alla casa discografica sono passati quasi due anni. Abbiamo lavorato duro curando ogni minimo particolare e rifacendo più volte le cose che non andavano bene, finché non abbiamo ottenuto ciò che avevamo in mente. Ce la siamo presa anche con calma, senza stress e senza scadenze, lavorando serenamente e solo quando eravamo al massimo dell'ispirazione.


4) Per quanto riguarda i testi c'è un tema comune?

KB: In Horror Metal si parla della forza interiore, della fierezza e dell’energia, dell’universo e dei suoi elementi, ma anche dei desideri e del piacere. I luoghi sono torbidi e polverosi, i paesaggi sono immersi nella nebbia. La musica di Horror Metal è stata scritta indipendentemente dai testi. In un secondo momento abbiamo selezionato i riff più adatti ad ogni brano, dando vita all’attuale struttura delle canzoni.


5) Ci sono già dei videoclip pronti?

Cadaveria: L’intensione era quella di farne uscire uno in concomitanza con l'uscita dell'album, ma in realtà siamo molto indietro con riprese e montaggio...


6) Oltre al release party ufficiale del disco "Horror Night" a Rozzano il 10 febbraio sono previsti dei live in Italia o all'estero?

KB: Stiamo prendendo contatti per organizzare una promozione degna dell'album, ma purtroppo la crisi economica globale si fa sentire anche in questo settore: spostare in giro per il mondo un gruppo di 5 persone con collaboratori e strumentazione è molto costoso, e i locali incassano sempre di meno.


7) Il metal italiano all'estero ha il peso che merita o tende ad essere un po' sottovalutato?

KB: In Italia ci sono tanti bravi musicisti, ma pochi gruppi validi. Chi è bravo viene premiato.


8) Come donna ora più che mai affermatissima hai mai incontrato difficoltà magari agli inizi o subìto forme di discriminazione in questo ambiente?

Cadaveria: No, nessuna discriminazione, anzi, il mondo metal è molto più cavalleresco di quanto si possa pensare. All’inizio, nell’era “ante-internet”, è stato però difficile far sapere che a cantare fosse una donna, visto che inizialmente usavo solo la voce growl.


9) A voi va sicuramente il merito di essere una delle band italiane di successo internazionale attiva da molti anni e che quindi ha contruibuito a mantenere viva la "scena metal italiana". La situazione rispetto a qualche anno fa è cambiata?

KB: Come dicevo prima è cambiato in peggio, a causa della crisi economica. Nel momento in cui il potere d'acquisto cala, la prime cose su cui si risparmia sono quelle non indispensabili, come comprare un disco o il biglietto di un concerto.


10) C'è più spazio per le band, possibilità di esprimersi con adeguati mezzi e maggior organizzazione?

KB: Macché... tanti locali chiudono o si limitano a fare piccoli concerti, perché non possono investire troppo.


11) Coi tempi che corrono pretendere un sussidio per i muscisti o una qualsiasi forma di aiuto statale sarebbe blasfemo, ma vista la vostra esperienza avete dei consigli o incoraggiamenti da dare ai giovani o comunque verso coloro che vorrebbero tanto fare la loro parte ma vanno incontro a milioni di difficoltà?

KB: Cercate di divertirvi e dare alle cose il peso che hanno. E' demotivante vedere che, tra i gruppi emergenti, solo chi ha soldi da investire riesce a infilarsi in qualche tour importante, ma io sono dell'idea che alla fine i nodi vengano al pettine e chi merita viene premiato, non necessariamente dal punto di vista economico però...


12) Altro da aggiungere?

KB: Grazie della vostra disponibilità, invito i vostri lettori a seguirci sul sito ufficiale www.cadaveria.com per rimanere aggiornati su eventuali esibizioni dal vivo. Ci vediamo on the road!

Grazie per la disponibilità



Rigmor

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mercoledì 28 dicembre 2011

Intervista - THE RITUAL

1) Innanzitutto grazie per aver accettato di essere intervistati per Metalarci. La nostra è una webzine che si occupa di sponsorizzare il metal e il rock italico per cercare di farli emergere dall’oblio provocato dall’ignoranza generale, drogata di house, talent show e altre schifezze simili che distruggono la musica stessa. Presentateci dunque la vostra band, i The Ritual.

- Ciao a tutti! The Ritual è una band nata ormai quasi 10 anni fa da Marco Obice e Luca Devito, rispettivamente voce-chitarra e batteria. Dopo alcuni anni trascorsi a suonare cover di Pantera, Metallica, Judas Priest, iniziano a comporre pezzi propri verso lidi thrash metal. Nel 2008 subentro alla chitarra, e nel 2009 arriva anche Liuk Abbott al basso , per rendere la band , quello che è oggi; una famiglia, 4 grandi amici che scrivono pezzi metal con mille influenze .



2) So che tu Marco (il chitarrista) sei impegnato anche in altri progetti, fra cui gli illustri Secret Sphere, avanguardisti del progressive power metal. Riuscite a conciliare i vostri progetti alternativi con l’impegno preso coi The Ritual?

- Sicuramente a volte non è facile riuscire a combinare gli impegni di tutti; oltre ai Secret, suono nei Bejelit, power band italiana e Liuk suona in una talentuosissima band metalcore, i Suddenly Collapse. L’impegno però è sempre il massimo in ogni situazione. D’altronde penso che se credi davvero in una cosa, fai di tutto per portarla al più alto livello possibile. Gli sbattimenti non sono un peso. La musica è quello che amiamo di più.



3) Qual è stata la prima risposta dei fans a questa proposta musicale, che ha il chiaro scopo di rivalutare la scena metalcore, offrendogli spiragli di tecnica e originalità compositiva? Avete in progetto di fare un tour?

- Grazie davvero per le bellissime parole! Io penso che la forza di questo disco, stia nel fatto che ognuno riesci a vederci tantissime sfumature diverse; nelle recensioni uscite ci hanno paragonati a Avenged Sevenfold, Heathen, Killswitch Engage, Iced Earth, ecc. . La risposta di addetti ai lavori e ascoltatori, è stata davvero buona al momento. Il primo video ufficiale , ha riscosso buonissimi riscontri , trascinando il disco. Noi ne siamo orgogliosi, per ogni piccolo dettaglio, e siamo molto felici di tutto quello che sta venendo fuori. Promuoveremo al meglio l’album dal vivo, ma prima di partire in un tour, penso che dovremmo cercare di farci conoscere ancor di più, ma chissà col prossimo lavoro sicuramente potrebbe venire fuori qualcosa di buono per l’Europa.



4) Tornando per un attimo all’argomento Secret Sphere (mi rivolgo quindi a Marco), ricordo che tempo fa Marco Garau dei Derdian mi raccontò di aver suonato con la sua band, i Derdian appunto, assieme ai Secret Sphere e che fu un concerto memorabile. Ma che purtroppo era un evento più unico che raro in quanto la risposta generale del pubblico italiano non è sempre positiva o costante nel tempo. La mia domanda quindi è questa: quali speranze ha una nuova band quando cerca un posto nelle scene, quali problemi avvertite e quali soluzioni proporreste per risolvere la situazione?

- Per una band nuova , oggi è davvero difficile riuscire a trovare date; vuoi per l’inflazione musicale che , a mio parere, ormai ha pervaso il mondo intero, vuoi per semi-affollamento di eventi di vario tipo. L’Italia è un paese che ancora deve sviluppare l’autosupporto alle proprie band , come nel resto d’Europa viene fatto. E’ davvero bruttissimo vedere come band “ clamorose” che in altri stati vengono incensate in ogni maniera – Rhapsody e Lacuna Coil per fare due piccoli esempi – vengano trattate coi piedi e senza i giusti meriti. Tutto il sistema sta cambiando, il livello tecnico si è alzato a dismisura e la prova di questo fatto è che oggi ci sono tantissime band made in Italy, che firmano per label straniere tra le più forti , come i grandi Fleshgod Apocalypse, i Tasters, ecc.



5) Quali sono i vostri gusti musicali, e che background avete?

- Ognuno di noi viene dal metal, ma ci distinguiamo moltissimo tra tutti i sottogeneri; Liuk ama il jazz, il rock anni 70 e il progcore di band come Animal As Leaders, Luca è un fan dei Pantera, Lamb Of God e delle follie sonore dei nostri cari amici Empyrios, Marco, il nostro singer, va matto per i Trivium, Avenged Sevenfold ma divora letteralmente Giovanni Allevi, Kenny G, Stone Sour e Alter Bridge. Personalmente passo attraverso quasi ogni genere, vicino al rock in ogni caso, dai Weather Report, fino ad arrivare agli All Shall Perish, per passare ai Fairyland o gli Hardcore Superstar.




6) Ci parlate brevemente dei vostri altri progetti musicali?

- Oltre a Ritual, sono il chitarrista dei Secret Sphere, power metal , con cui stiamo lavorando al nuovo album che uscirà prima dell’estate, e anche nei Bejelit con stiamo proprio finendo in questi giorni il mixaggio dell’album nuovo “Emerge” in uscita a fine marzo su BakerTeam Records. Liuk Abbott invece suona anche nei Suddenly Collpase, band deathcore, con la quale verrà sicuramente fuori nel 2012 con un po’ di materiale :)



7) Spero tanto di potervi vedere al più presto dalle nostre parti, nel Salento. Grazie di cuore per l’intervista! Fate un saluto ai lettori di Metalarci.

- Grazie a voi per il supporto e per la disponibilità. Speriamo di vederci presto on stage. Un saluto a tutti e supportate il metal italiano; ha bisogno di ogni minima voce del pubblico di casa nostra, ha bisogno di essere considerato nello stesso modo in cui viene considerata la scena tedesca o scandinava che sia, abbiamo band letteralmente incredibili, non dimenticatelo.

Grewon


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martedì 22 novembre 2011

Intervista - MERCILESS PRECISION

1) Com’è stata la vostra esperienza in Italia e al sesto Vulgar Fest?

Ciao. Tutto il tempo che abbiamo trascorso in Italia è stato assolutamente fantastico; la gente che abbiamo incontrato era accogliente, indifferente agli sguardi lunghi e penetranti a cui siamo stati soggetti a Manduria. Il cibo era meraviglioso, il posto era interessante, e ci siamo trovati perfino a socializzare con un grindcore dog razzista di nome Fernando. Quando siamo arrivati al luogo preciso del festival, siamo stati trattati incredibilmente bene, abbiamo visto una bella schiera di gente barbuta e abbiamo mangiato del cibo ancora più epico grazie agli Indian Bikers MC. Le bands che hanno suonato lì erano piuttosto solide, e siamo stati felici non solo di riavere con noi i vecchi amici dell’Oblivionized/Regurgitate Life tour, ma anche di farci parecchi nuovi amici italiani. Non capivamo una fottuta parola di ciò che molti di loro dicevano, ma avevano tutti dei buoni gusti (anche se a loro piaceva la nostra band). I bikers erano tostissimi e i tecnici del suono che hanno lavorato quella sera hanno fatto un lavoro brillante rendendo il nostro sound spaccatimpani come sempre. Anche il pubblico era piuttosto piacevole; ci urlavano contro, pogavano, ballavano in maniera assurda, e tutte le altre cose che ti aspetteresti da un pubblico malato; si son fatte vedere perfino delle donne, che è una cosa insolita, ma comunque è un qualcosa a cui ci abitueremmo facilmente. Abbiamo dormito poco a causa di una grassa sgualdrina che faceva rumore fino alle quattro di mattina entrambe le notti in hotel, e una caccia all’uomo fino alle sei di mattina per Zac, Zed, Black Phil e me dopo il festival, ma comunque abbiamo passato un periodo fottutamente grandioso, e sicuramente ritorneremo presto in Italia per avventure ancora più violente e depravate.

2) Il vostro sound è molto estremo, ma le vostre performance live sono addirittura migliori, anche la scena britannica è così estrema?

Prima di tutto grazie per i tuoi complimenti; il fatto che la gente in Italia ha gradito la nostra proposta significa molto per noi. La scena britannica è abbastanza varia; a volte facciamo serate dove le persone si scatenano le une sulle altre, e a volte ci sono serate dove siamo soltanto noi a scatenarci e a spaccare cose. Ad essere onesti, il pubblico che avevamo in Italia era di gran lunga il più grande per cui abbiamo mai suonato, e in questo senso era un piacere trovarsi così distanti dal Regno Unito. Ci sono un sacco di concerti in Inghilterra, ma ad essere onesti non ci sono molte band Grindcore al nostro livello, e molti concerti non sono poi così estremi. C’è una scena Metal abbastanza buona a Bristol (la città più vicina da dove abitiamo), e anche una discreta scena Hardcore-Punk. Recentemente ci siamo trovati a suonare con i Severe Torture, pertanto ci sono anche delle buone band che vengono da tutta Europa, che aiuta molto il processo.

3) Perché, secondo voi, le band estreme hanno meno occasioni di suonare?

Io penso che le band estreme avranno sempre meno occasioni di suonare, semplicemente perché la maggior parte della gente che comanda il mondo sono fottute femminucce. Penso che dobbiamo solo imparare a conviverci: una delle cose più belle della musica estrema è che abbiamo un piccolo ma affezionato gruppo di persone che davvero vivono per la scena underground. È vero che la gente è tenuta lontano dall’aggressività, la ferocia e l’intensità della musica, ma come dico sempre io, è semplicemente la natura del genere: significa che dobbiamo fare meno concerti rispetto alle altre band, ma questo non ci importa.

4) Avete mai pensato di addolcire il vostro sound, in modo da avere più occasioni di suonare dal vivo?

Non giudichiamo i musicisti che preferiscono suonare in band commerciali, ma non vorremmo mai che la nostra band lo fosse. Siamo consapevoli che se smettessimo di colpire la gente ai concerti e rompere loro i denti allora potremmo fare più serate, e ancora di più se aggiungessimo suoni melodici in modo che più ragazze e omosessuali ci apprezzino, ma come ho detto prima, la nostra musica non è fatta per i ragazzini o le femminucce, quindi non siamo disposti a compromettere il nostro sound per piacere alle persone con jeans attillati, tatuaggi da marinaio o ciuffi emo. Non giudichiamo la gente a cui piace civettare in discoteca ma la nostra musica non è per loro.

5) Quali progetti possiamo aspettarci dalla vostra musica per il futuro?

Beh, abbiamo già delle registrazioni, quindi molto presto il nostro ep “Blood God” dovrebbe essere pubblicato (è stato registrato da Sammy Urwin dei Regurgitate Life e degli Oblivionized) attraverso Malignant Manifestation Productions, e un altro lavoro seguirà subito dopo e conterrà altro materiale inedito. Non solo, abbiamo anche in programma uno split con un’altra band britannica chiamata Lance Uppercut (che speriamo possa essere inciso anche su vinile oltre che su CD). Abbiamo alcune ottime date per il 2012, incluso un tour in Messico per il mese di Maggio, e faremo da supporto per i Napalm Death a Bristol molto presto, che sarà una data fottutamente certa. Sul biglietto per i Napalm Death ci sono anche i Witch Cult così come pure i nostro “tag team partners” Human Cull; entrambe sono delle band veloci ed energetiche, quindi sarà una cosa fantastica. Stiamo mirando più che possiamo ad uscire dal Regno Unito quindi se qualcuno gradisce farci venire in Italia o da qualche altra parte non abbia paura di farci un fischio. Infine, voglio ringraziare tutti coloro che ci hanno dato una mano per la nostra partecipazione al Vulgar Fest VI, un grazie anche a tutti coloro che sono venuti, che hanno comprato le magliette o ubriacato Luke col vino, grazie a Mimmo e agli Indian Bikers MC (speriamo che ti sia goduto il compleanno fratello!), e un ringraziamento speciale va al signor Morganti per aver riempito la nostra pancia così come anche a Fernando il cane razzista grindcore per aver tenuto pulite le strade di Manduria. Saluti ragazzi: spaccate sempre.

Ringrazio la band per lo show al sesto Vulgar Fest e per l’eccellente figura che hanno fatto fare alla scena Inglese underground, ci si vede alla settima edizione.

Furia


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lunedì 31 ottobre 2011

Intervista - THE COLLECTIVE UNCONSCIOUS

1) Come si è formato il gruppo e qual è l'obbiettivo che si è prefisso? (insomma un po' di info sulla band!)

(Antonio) Il gruppo si è formato nel lontano 2007 da un'idea mia e di Giacomo. Ci siamo incontrati in una scuola di musica di Roma e abbiamo deciso di unire le nostre forze per creare qualcosa di concreto che rispecchiasse i gusti e le esperienze musicali maturate fino ad allora. Un primo periodo l'abbiamo passato suonando e registrando qualche idea chiusi nella sua cameretta, ma quasi subito abbiamo sentito la necessità di allargare il gruppo cercando gli altri componenti della band e dopo varie ricerche e cambi di line-up ci siamo stabilizzati con Marco alla chitarra che è stato il primo ad entrare in pianta stabile e subito dopo Claudio alla batteria e infine Guglielmo alla voce. Non credo ci sia un obiettivo che ci siamo posti se non quello di far arrivare la nostra musica a più persone, cosa che si sta rivelando un'impresa ardua visto la situazione discografica e i trend musicali italiani. Per il nostro primo full lenght punteremo di certo all'estero.
(Claudio) Credo si possa dire che il gruppo si sia formato quel giorno che ci siamo ritrovati ad accennare “The Bound” nella sala più piccola della storia delle scuole di musica, ero scosso ed ho suonato malissimo ma comunque c'erano già delle idee sulle quali lavorare quindi poteva bastare, cominciavamo il percorso lì ed era il 2007. L'obiettivo della band è fare musica liberamente sempre e comunque come piace a noi, poi naturalmente sgomitiamo nell'underground per avere qualche attenzione in più che sicuramente meritiamo.


2) L'idea del nome della band è molto originale.
Chi ha avuto questa idea e perchè.

(Guglielmo) La scelta non è stata casuale. Mi piaceva pensare che fosse un biglietto da visita, che fosse un contenitore per i testi che sarebbero venuti in futuro.
Il concetto di inconscio collettivo è talmente complesso e vasto che non può essere descritto in due righe, quindi vi rimando a quegli autori che hanno scritto fiumi di pagine al riguardo... posso dire in breve che è intimamente connesso ad una visione dell'uomo che travalica i confini personali e temporali. Cercare di entrare in contatto con questa dimensione, più ampia ed impersonale del mondo psichico quotidiano, mi stimola a comprendere meglio l'Esistenza con la E maiuscola; se dovessimo fare il classico esempio del viaggio come metafora della vita spesso ci dimentichiamo che le nostre potenzialità sono impressionanti, svilendo noi stessi, accontentandoci del traguardo raggiunto.
Ecco di cosa mi interessa trattare nei Collective: quali sono i nostri "blocchi"; cosa ci impedisce di andare oltre; in quanti modi possiamo cadere in questo empasse; e dove potremmo arrivare se riuscissimo a conoscerci meglio? Ridurre comunque il gruppo a queste tematiche credo sia riduttivo. Partiamo dal nome per poi andare a finire chissà dove...


3) Quali sono le maggiori influenze per la band in generale e in particolare per i singoli componenti?

(Antonio) Qui posso parlare solo a nome mio in quanto il gruppo è formato da elementi piuttosto eterogenei in fatto di gusti, nonostante c'è sempre un filo comune che ci lega. Ascolto un pò di tutto dalla Dubstep agli Artic Monkeys. Difficile poter menzionare tutte le influenze ma se devo farlo direi che i gruppi che mi hanno maggiormente influenzato in questi anni sono stati sicuramente Tool, A Perfect Circle, Oceansize, Isis e Neurosis.
(Marco) Le ultime 5 band nominate da Antonio credo siano quelle in comune un po' a tutti noi. Io personalmente aggiungerei Pink Floyd, la band che mi ha cambiato la vita artisticamente parlando, Porcupine Tree, Opeth, Anathema, insomma quella parte di sound più britannico/europeo che abbiamo è dovuta a me eh eh eh! E poi non posso tralasciare il tanto caro e sano Heavy Metal che mi accompagna dall'adolescenza.
(Claudio) Ognuno di noi ascolta cose diverse, o meglio ascoltiamo tutti tantissima musica, naturalmente ci sono dei punti in comune, dei riferimenti iniziali che servono ad una band per cominciare... Comunque cerchiamo tutti di dare un contributo originale al pezzo contaminandolo con parecchie influenze diverse per poi tirare fuori un sound, che con il tempo diventerà sempre più riconoscibile (ci stiamo lavorando).
Infatti nessuno si è accorto che su “Stupid Spoiled Whores” io in realtà suono “Come Together” dei Beatles!
(Giacomo) Per quanto mi riguarda, io sono cresciuto a “pane e Led Zeppelin”, infatti il mio primo strumento è stato la batteria… poi gli ascolti si sono evoluti con l’età: dai Beatles ai King Crimson, The Cure (Simon Gallup è uno dei bassisti che mi ha più influenzato), Philip Glass, Radiohead, molta elettronica e così via…
(Guglielmo) Stando a quanto ho letto sulle recensioni dell'EP, Tool ed A Perfect Circle sono le band che vengono nominate più frequentemente, anche se ne sono stati fatti di nomi... mi trovo abbastanza d'accordo, ma in realtà siamo alla ricerca di una nostra identità specifica alla quale teniamo molto. Chiaramente non si può non tener conto della nostra formazione musicale, che inevitabilmente ci ha plasmati, ma non vorrei che questo diventasse uno stigma per i Collective. Personalmente non saprei dire cosa maggiormente mi influenza in fase di composizione, posso solo dire che ho amato band come Soundgarden, Faith No More, Alice In Chains fin dall'adolescenza (periodo in cui ero circondato da metallari doc ai quali comunque devo molto!).
Ora posso ascoltare dagli Offlaga Disco Pax (band italiana che stimo molto) ad Hanne Hukkelberg, ai Mogwai.
Io comunque darei più importanza all'influenza che le nostre singole personalità hanno sul gruppo e tutto ciò che lo riguarda. Siamo cinque individui molto diversi tra loro che insieme generano un equilibrio imbarazzante nella personalità dei Collective. Questo, per me che lo vivo in prima persona, emerge palesemente nei nostri brani.


4) Qual è il vostro metodo compositivo: chi scrive i testi, di cosa trattano, chi scrive la musica e come arrangiate i pezzi.

(Antonio) Solitamente si parte da un riff di chitarra mia o di basso e ci lavoriamo su fino a quando non ci soddisfa pienamente. E' un processo molto lungo a volte ma nella quale ognuno di noi è fondamentale. Una volta che abbiamo dato forma al pezzo, Guglielmo inizia a lavorarci su per trovare la giusta linea melodica e il testo per far si che venga modellato smussato e infine chiuso.
(Marco) Ci sono pezzi nati e chiusi in pochissimo tempo, tipo "Pure Cradle", una canzone nata da un riff di basso pieno di delay su cui noi altri abbiamo ideato le nostre parti con una naturalezza che ricordo ci fece spavento, nel giro di 3 prove il pezzo era chiuso con tanto di testo e linea melodica, ed è rimasto lo stesso da quel giorno fino alla registrazione. O la stessa "Stupid Spoiled Whores", venuta su cazzeggiando su un riff malato di Giacomo... Sono momenti straordinari, in cui le nostre menti sono in totale condivisione! Ovviamente non è sempre così, The Bound ad esempio, ma anche altri pezzi ancora in cantiere, in origine era molto diversa dalla versione finale, abbiamo dovuto adattare e/o rimuovere intere parti per permettere a Guglielmo di inserire le sue linee melodiche. In questi casi succede che la situazione diventi anche abbastanza difficile, perchè si tratta di rimuovere un idea ormai radicata nella mente, e ripartire da zero, uno sforzo mentale non indifferente, ma pur sempre stimolante e appagante quando si trova poi la soluzione.
(Giacomo) L’unico modo efficace per essere produttivi è la buona e vecchia “cantina”: siamo una band che ha davvero un gran bisogno di suonare e provare molto; più tempo passiamo in sala prove e più componiamo, ovviamente. Ognuno di noi contribuisce al meglio con il proprio strumento e le proprie idee. La cosa molto stimolante è che siamo sempre in continua ricerca: sono sicuro che i nostri futuri pezzi avranno un altro suono e un’altra atmosfera rispetto a quelli dell’EP, magari grazie all’uso di altri strumenti elettronici e acustici.
(Guglielmo) Io mi occupo della linea melodica e dei testi. Mi piace pensare di poter affrontare qualsiasi argomento a me caro nel momento specifico in cui scrivo un pezzo. Può capitare che abbia un'idea che attende il brano giusto per svilupparsi, come è capitato per “The Bound” od “Orphan” (brano, quest'ultimo, che non si trova sull'EP), oppure venire ispirato dalle emozioni che il pezzo in cantiere mi trasmette al momento, come in “Pure Cradle”, “Stupid Spoiled Whores” o “Woodworm”.
Nell'EP i quattro brani raccontano in qualche modo le potenzialità ed i limiti della mente umana. “The Bound” è una canzone nella quale emerge la piccolezza dell'uomo che si confronta con i confini del proprio pensiero, con l'impossibilità di comprendere il mondo esterno nella sua completezza; in “Pure Cradle” c'è il potere della musica che aiuta l'uomo a darsi delle risposte bypassando la razionalità, dritta verso una dimensione puramente emotiva; in “Woodworm” c'è una persona alle prese con i propri "pensieri fissi", le proprie ossessioni, che ostacolano una crescita potenzialmente infinita; “Stupid Spoiled Whores” è stato un pò un gioco per me ed è un testo che alleggerisce l'atmosfera... Ho provato ad immaginare i desideri e le ambizioni di tutte quelle simpatiche signorine di bell'aspetto un pò istrioniche che fanno della loro avvenenza l'unica qualità sulla quale puntare.


5) Come e da cosa nasce l'idea di incidere The Collective Uncoscious EP.

(Antonio) L'idea nasce dalla voglia di fare un salto di qualità ed aver un prodotto professionale da poter mandare in giro e cercare di ottenere così un contratto discografico.
(Marco) Dopo anni chiusi in sala a provare e tirare fuori idee, era arrivato il momento di avere finalmente un prodotto in mano, per potersi presentare ma anche per una soddisfazione personale. L'idea di mettere "nero su bianco" quello per cui abbiamo lavorato seriamente per 3 anni era il giusto passo da fare per chiudere il cerchio, i pezzi dell'EP rispecchiano le nostre prime idee, i primi The Collective Unconscious, e sono brani a cui teniamo parecchio. Sarebbe stato un delitto non registrarli in studio.
(Claudio) E’ sempre bello avere fra le mani il proprio disco, ci piaceva l'idea di racchiudere dentro una scatola tutto il primo capitolo dei Collective e di farlo girare un po’ per vedere che effetto faceva.
(Giacomo) Era la cosa giusta da fare. Incidere i brani più significativi e rappresentativi dalla nascita della band. Ora dobbiamo impegnarci per trovare la giusta etichetta, la più adatta possibile alla nostra musica e mi dispiace dirlo, ma non penso che sia qui in Italia.


6) Qual è il vostro approccio allo studio di registrazione.

(Marco) Entrare in studio è sempre un’esperienza unica. A noi piace sperimentare, quando hai però poco tempo (e soprattutto denaro) ogni scelta assume un’importanza decisiva, e devi saper coniugare fantasia e praticità per ovvi motivi. Speriamo di poter avere più tempo e tranquillità quando registreremo il nostro primo disco, secondo me è tra i fattori più importanti per arrivare ad avere un prodotto che davvero ci soddisfi al 100%!
(Claudio) E’ sempre un momento delicato per quanto mi riguarda, registrare è molto difficile soprattutto se non hai tutto il tempo che vuoi per farlo, quindi in quei momenti penso a cose che mi caricano all'istante come il rendere onore allo strumento che suono o ringraziare, dando il meglio di me, tutte quelle persone che credono in quello che faccio.
(Antonio) E' un'esperienza interessante in quanto ti permette di vedere i pezzi secondo una prospettiva diversa. Spesso mentre suoni sei così preso dalla musica che non fai caso a tutti i dettagli che in fase di registrazione vengono fuori. Capita quindi di modificare delle parti o suonarle in modo diverso solo nel momento in cui ti ritrovi in studio e devo ammettere che è molto stimolante notare i piccoli errori o anche solo rivedere un arrangiamento per renderlo più efficace.


7) Quali sono le aspettative per il disco che avete registrato.

(Antonio) Direi che ormai le aspettative sono poche. A parte le recensioni positive e qualche live siamo riusciti ad ottenere poco ma non ci arrendiamo di certo. Punteremo tutto sul nuovo lavoro che è già in fase di scrittura e dovrebbe arrivare entro l'estate prossima. E' un lavoro diverso rispetto a questo nostro primo EP, stiamo maturando un sound "nostro" e non vediamo l'ora di poter entrare in studio e registrare i pezzi nuovi.


8) Parlateci dei vostri live. Qual è il vostro approccio al palco.

(Antonio) Siamo decisamente una band statica, niente pose da finti rocker o tarantolati da scosse elettriche, ci concentriamo sulla musica e sulla buona riuscita dei pezzi questo per me è l'importante. L'aspetto prettamente visivo per me va inteso come attenzione alle scenografie, luci, videoproiezioni e in questo senso speriamo di poter metterci a lavoro presto per fare del nostro live anche un'esperienza visiva oltre che sonora.
(Marco) Ognuno vive il live in maniera personale, per dire io muovo continuamente e affianco a me c'è Giacomo che è completamente immobile con gli occhi chiusi, per noi è un viaggio mentale, spesso neanche ci guardiamo più di tanto tra di noi, chi ci vede potrebbe pensare che suoniamo ognuno per fatti suoi, e invece noi stiamo godendo del nostro viaggio "collettivo" ed è quello il nostro modo di comunicare al pubblico, la nostra musica a servizio dell’ascoltatore... Sembra un discorso da freakettone però è davvero così!
(Giacomo) Sono perfettamente d’accordo con i miei cari chitarristi. I nostri live sono sempre diversi l’uno dall’altro e noi ce li viviamo sempre come un viaggio, un’esperienza unica. Vorrei tanto che anche il pubblico entrasse in simbiosi con noi durante il concerto, ma per far si che questo accada, come diceva Antonio, dobbiamo studiare bene la parte visiva: avere le giuste luci, le giuste videoproiezioni, ecc…


9) In conclusione cosa ne pensate della scena musicale italiana (ovviamente per quanto riguarda il rock o i generi underground)

(Antonio) Ci sono ottime band in Italia che sanno suonare e hanno qualcosa da dire, purtroppo mancano gli spazi adatti, la professionalità e le persone che sono disposte a fare scelte coraggiose e puntare su un prodotto "non commerciale".
Non dimentichiamoci che l'Italia è il paese che concepisce il Rock come quello suonato da Vasco Rossi o Ligabue o di prodotti da supermercato come quei fantocci che escono dai Reality Show. E' una situazione sconfortante purtroppo e trovare la motivazione e la forza a portare avanti il proprio progetto non è sicuramente facile, ma sono sicuro che la coerenza e la caparbietà alla fine pagano.
(Marco) Completamente d’accordo con Antonio. Quello che noto è che c’è ormai una netta suddivisione tra mainstream e underground, due mercati che viaggiano su linee parallele, come fossero due mondi distinti. Ci si rivolge ad un pubblico diverso, con delle scelte artistiche diverse, attraverso canali e linguaggi diversi. E questa cosa per me è assolutamente positiva, perché mentre tra major e grandi artisti c’è ormai un appiattimento e una chiusura verso l’esterno che fa paura, nell’underground c’è un continuo evolversi di band, etichette, movimenti e perché no anche mode. Ovviamente c’è da sgomitare anche nell’underground, ma vedendo le realtà che stanno venendo fuori in questi ultimi anni (vedi Teatro degli Orrori) non c’è che esserne fiduciosi per il futuro della musica italiana.
In realtà penso anche che con i TCU siamo tagliati fuori pure da questo discorso, per via della lingua inglese e del genere poco “vendibile” al pubblico italiano.
(Giacomo) Penso che la buona musica nel nostro paese c’è e c’è sempre stata: dalla lirica ai cantautori, dal Progressive al Rock ai giorni nostri (Verdena, Marlene Kuntz, Afterhours, CSI…). Il vero problema sono le radio, le tv, le major che hanno smesso di considerare da tempo la musica arte, ma solo uno dei tanti modi per fare soldi, troppi soldi, così rincoglioniscono la gente martellandole il cervello 24 ore su 24, convincendola che la vera musica italiana è quella che propongono loro. Speriamo che grazie ad internet e alle persone come noi e voi, tutto questo un giorno finisca, ma ho paura che sia quasi un’utopìa…


Conclusione:
(Marco) Grazie Pasquale (grande amico!) e grazie a Metal Arci per averci dato questo spazio e la possibilità di parlare dei The Collective Unconscious, grazie davvero del supporto!!!

Pasq


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domenica 4 settembre 2011

Intervista - DUMPER

(E=Eddie Cantoni) (S=Simone Severi)

1) Come si è formato il gruppo e  qual è l'obbiettivo che si è prefisso? (insomma un po' di info sulla band!)

(E) Ci siamo formati nel settembre del 2009, anche se noi 3 in realtà suonavamo già assieme da qualche anno come tributo ai Motorhead, col monicker “Bastardi”. La prima formazione, oltre al sottoscritto (basso e voce) e Lo Malaguti (batteria), prevedeva Luca Cabri alla chitarra, rimasto fino a Gennaio di quest’anno. Devo dire…il 2011 finora mi ha fatto sudare le proverbiali 7 camicie, la formazione ha subito continui rimaneggiamenti e questo ha un po' frenato il percorso della band, anche se abbiamo comunque fatto diverse date in giro per l’Italia e realizzato un videoclip che presenteremo il prossimo 17 Settembre.
D’altro canto, a inizio percorso gli assestamenti sono fisiologici e spero che tutto si stabilizzi da qui a poco, intanto io e Simone stiamo scrivendo il materiale per il secondo disco e siamo molto determinati a fare un gran lavoro!

2) Quali sono le maggiori influenze per la band in generale e in particolare per i singoli componenti?

(S) Diciamo tutte la band che hanno fatto “storia”:dai Sabbath ai Maiden, dai Metallica ai Megadeth ai Pantera. Siamo molto compatti come influenze musicali, sulla stessa linea d'onda; però se vogliamo specificare, io sono più orientato sul filone Heavy/Prog, Eddie spazia dal R’n’R al Thrash, passando per lo Stoner….insomma facciamo un bel miscuglio!

3) Qual è il vostro metodo compositivo: chi scrive i testi, di cosa trattano e chi scrive la musica?
(S) Tutto nasce fondamentalmente da un'improvvisazione; ci mettiamo li, basso e chitarra, e vediamo cosa salta fuori! Partiamo da un’idea, un giro che si aveva in mente e poi lo sviluppiamo sul momento...ed è proprio questo concetto che cerchiamo di riproporre in studio: pezzi suonati in modo “naturale”, niente di troppo artefatto o costruito, un’idea che dal cervello passa diretta alle mani! Molto anni 70' e a noi piace cosi!

4) Come e da cosa nasce l'idea di Rise of the Mammoth?

(E) Rise è stato scritto in buona parte da me, con un contributo compositivo importante da parte di Luca Cabri. Io avevo alcune canzoni che avevo scritto all’epoca del tributo, lui in quel momento aveva voglia di cimentarsi con qualcosa che non fosse Power e ci siamo trovati facilmente. Il disco è sicuramente vario, vi si possono riscontrare varie influenze – e questo aspetto mi piace molto – ed è diretto: la fase compositiva è stata molto spontanea e rapida, le canzoni sono grezze ma efficaci. Colpiscono nel segno, insomma. Poi, chiaramente, dipende da cosa cerca l’ascoltatore in un disco…oggi vanno molto le contaminazioni Metalcore, che su Rise Of The Mammoth non sono assolutamente presenti…

5) Qual è il vostro approccio allo studio di registrazione?

(E) Minima spesa, massima resa?! Ahahah, può suonare approssimativo ma non si discosta dalla realtà. Abbiamo massimizzato la nostra permanenza in studio perché, lo sappiamo tutti, per la band si tratta di un costo importante. L’importante è arrivare preparati, con un minimo di pre-produzione per non trovarsi durante le riprese a interrogarsi su “come va avanti qui!?”. E pensare che a questo giro, appunto, la pre-produzione praticamente non l’abbiamo fatta….ma siamo stati ugualmente dei rulli compressore, e abbiamo fatto tutto in tempi record! Merito anche del buon Simone Mularoni, che mi ha instradato sulla via giusta ed ha seguito il disco con grande professionalità. In ogni caso, il seguito di Rise sarà gestito con più calma e cura nella fase pre – quindi in studio tutto sarà migliore.

6) Mi è piaciuta particolarmente la cover dei Beatles “Ticket to Ride”. Perchè questa scelta?

(E) Volevamo mettere una cover, interpretata alla nostra maniera….che facesse capire il nostro modo di vedere la musica. Ho scelto “Ticket To Ride” perché mi è sempre piaciuta, ha un gran ritmo…e poi "Eleanor Rigby" l’hanno già coverizzata tutti! Ahahahahah!

7) Quali sono le aspettative per il disco appena uscito e dove sarà distribuito? (solo in Italia o se avete qualche altra distribuzione)

(E) Disco di esordio, band composta da elementi sconosciuti…mi aspetto di cominciare a fare conoscere la band, tutto qui. Per suonare in certi eventi o essere sdoganati attraverso determinati canali, prima devo farmi strada nella mafia metal italiana…perché funziona così. Ma c’è tempo, e dalla mia ho la determinazione di un mammut (tanto per restare in tema), per cui “chi vivrà, vedrà”! Per quanto riguarda la distribuzione, Buil2Kill ha fatto un buon lavoro e siamo presenti in tutti i maggiori distributori (digitali e fisici) del mondo: Audioglobe in Italia, Plastic Head in UK, Twilight in Germania, Omega in USA …solo per citarti i più famosi. Speriamo che qualcuno s’incuriosisca e ci prenda a scatola vuota…quando ero un ragazzetto, ho scoperto tante buone band facendo così!

8) Parlateci dei vostri live. Qual è il vostro approccio al palco?

(S) DUMPER, per l'appunto!!! Un gigantesco muro di suono che fracassi le teste della gente in prima fila, eheheh!!! L'idea è un fronte sonoro, compatto e con la pesantezza di un macigno! E lasciare che la musica ci carichi, non siamo la classica band dove ognuno fa i cazzi propri, anzi c'è molto coinvolgimento tra noi musicisti, ci guardiamo, ci cerchiamo e interagiamo, come se fossimo un tutt'uno...e vi assicuro che questo particolare si nota molto da sotto al palco!

9) In conclusione cosa ne pensate della scena musicale italiana? (ovviamente per quanto riguarda il Rock o i generi underground)

(E) Mah guarda, non so di quale scena parli….cioè io suono sta roba ma in realtà poi non perdo mai l’occasione per vedere una bella cover band del Liga o di Vasco….quelli si che sono tosti!!! L’ironia e la determinazione ci tengono a galla...e…gente…venite a vedere i concerti e date il vostro supporto alle band locali, la musica la state ammazzando voi con l’indifferenza!

10) Grazie!!

(E) (S) Grazie a te, un saluto ai lettori di Metalarci e ricordatevi, come dice Lemmy, di rockeggiare col cazzo fuori!!!
Pasq

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sabato 13 agosto 2011

Intervista - GERARDO CAFARO


Quest'anno l'Agglutination arriva alla sua 17° edizione, confermandosi per valore storico il festival più importante del sud Italia, che comunque nonostante i vari problemi che ricorrono ogni anno continua ogni anno a resistere grazie alla passione dell'organizzatore Gerardo Cafaro, che risponde oggi alle nostre domande.

1) Ciao Gerardo, iniziamo parlando dei problemi che ci sono stati quest'anno nella fase precedente a quella della stesura del bill. Cosa non ha funzionato rispetto ad esempio all'ottima edizione dell'anno scorso?

Ciao a voi.. Mettere in campo un edizione del festival della grandezza delle ultime edizioni costa tantissimo, purtroppo anche con l'aiuto istituzionale che chiaramente non copre mai piu' del 40% dei costi, si arriva a coprire le spese... Ancor piu' quest'anno non avevamo aiuti certi fino ad inizio luglio, ora qualcosa lo avremo ma di certo non potevamo fare il passo piu' grande della gamba. Bisogna guardare in faccia la realta', purtroppo anche triste perche'davvero anche con nomi come lo scorso anno, non si sono fatti numeri sperati. Lo scorso anno credo almeno per me che e' la dimostrazione che forse davvero al sud mai si potra' fare un festival di grosso livello, tranne se poi non intervengono le istituzioni che possano coprire una gran parte dei costi.. Ma questo lo vedo impossibile, perche' io ogni anno dopo 17 anni devo fare i salti mortali per veder riconosciuto qualcosa. Oltre che tanti festival e concerti in tutta italia sono andati male, si guarda a questo o si parla soltanto? Quest'anno poi per i problemi conosciuti, si e' iniziato tardi e non e' stato facile trovare gruppi blasonati disponibili.. Purtroppo quando si tratta di festival estivi non sempre e' il periodo migliore oltre che bisogna togliersi dalla mente che se vuoi un gruppo basta che lo contatti e lo trovi disponibile. Se il gruppo ha in previsione una tournee' in italia in autunno al 100% ti dira' di non essere disponibile.

2) 17 edizioni sono un'enormità per un festival del sud-Italia, ti spetta giustamente il titolo di "pioniere", perchè poi dopo l'Agglutination sono nate tante altre realtà, durature e non, come l'Armageddon in The Park, lo Shammer in Hell (R.i.p.) il T.M.F. e tante altre interessanti situazioni in via di sviluppo (Il Sound of Perseverance, il Calabrian Metal Inferno e chissà anche il Sikelian)  Si è finalmente preso coscienza del fatto che organizzare al sud non è così impossibile?

Al sud vi sono tanti ragazzi che hanno voglia di fare e che amano questa musica come me, pero' ci vogliono immani sacrifici anche economici per mettere in campo un buon festival e fare i numeri.. Ma sinceramente credo che mai neppure noi abbiamo fatto i numeri che meritavamo.. Quindi ognuno con la propria coscenza deve trarre le conclusioni, e' facile volere e parlare.. Ma poi? Questa edizione del festival credo che sarà comunque bellissima e i gruppi non sono da sottovalutare. Questo festival come qualsiasi altro festival al sud e' gia' un miracolo farlo e trovare pazzi che si sbattono per fare qualcosa. È davvero triste poi sapere che ci sia anche chi si lamenta e parla contro, ma ci vogliamo rendere conto  che al sud non vi é nulla a parte qualche eccezione sulla punta delle dita?! Ma tutti si lamentano che suonano e hanno una band ma poi non hanno una misera possibilita' di esibirsi dal vivo e che fanno? Tirano contro anche verso quelle poche realta' che per lo meno negli anni hanno fatto metal e han fatto suonare ottimi gruppi del sud!? Chiedo loro.. Sarete piu' felici quando anche questo poco morira'? Mettetevelo ben in testa che mai nessuno al sud con il metal potra' farsi i soldi anzi non recupera neppure le spese per organizzare qualcosa. Questo deve essere il primo punto di partenza, come chi crea un gruppo per passione, deve capire che la realta' e' triste, ma cio' non significa che deve far morire la passione, anzi deve essere sempre uno stimolo perche' nella vita si deve fare e realizzare per stare bene. Noto che per esperienza di vita parla male delle cose sempre chi e' incapace o invidioso, sai cosa mi lusinga? Non ho mai visto parlare male di questa manifestazione un artista di successo... Anzi negli anni sono stati proprio i grandi nomi a fare i complimenti e a dire stai facendo  una grande cosa.

3) Guardando indietro in queste 17 edizioni quali sono i tuoi ricordi migliori e quali quelli peggiori? Quale edizione ricordi con più affetto?

I ricordi migliori sono tanti, perche' dopo tantissimi sacrifici e paure finalmente vedi che davvero si é riuscito a mettere in campo qualcosa di molto bello, certamente l'aver portato i Gamma Ray ossia il mio gruppo preferito in assoluto. È stato l'apice, ma anche il festival con i Cannibal Corpse e quello con i Dark Tranquillity sono state grosse soddisfazioni. Le note dolenti invece il constatare ogni anno che comunque non si fanno le persone che si dovrebbero, purtroppo credo che il bacino di utenza del sud sia molto limitato aldila' dei gruppi che porti... Voglio dire Cannibal Corpse ed altri gruppi davvero di fama. Poi un altro episodio negativo é stata l'edizione in cui un nubifragio durato 3 ore non ha permesso la realizzazione della manifestazione del 2006 con una notevole perdita economica che finiro' di pagare tra 5 anni... Oltre a sentirmi molte volte pazzo mi sento anche scemo e troppe volte dico chi te lo fa fare?! Devi aver il coraggio di dire basta e pensare un po' a te, si é come un figlio il festival, una volta nato conosciuti i sacrifici per farlo crescere ed esistere, mai vorresti che fosse lasciato a se stesso,  ma al festival oggi non si arriva più ed il tuo lavoro di un anno non basta più per mantenere un sogno che poi vedi che alcuni disprezzano pure.

4) Parlando di edizioni recenti quella dell'anno scorso, con i Cannibal Corpse fu una delle più clamorose, come anche memorabile fu quella con Dark Tranquillity e Dismember, a differenza di quella con U.D.O. che non ebbe molto successo. Non potrebbe essere un segnale indicativo del fatto che qui al sud l'Extreme Metal attiri molto di più? La tua passione per il Power è risaputa, ma come ti poni verso gli altri generi che stanno all'esatto opposto?

Si hai ragione, al sud é risaputo che va più il genere estremo.. Certamente però sono sempre del parere che un festival deve essere variegato per essere bello... Quando hai un gruppo che non ti tira, stacchi un attimo e vai a farti una birra o a dare uno sguardo agli stand.

5) In questi anni, passando da Chiaromonte ( dove ritornerà quest'anno) a Sant'Arcangelo come è stato visto l'Agglutination dalla popolazione locale? Hai notato una certa simpatia verso questi metallari che annualmente invadevano le strade di piccoli paesini altrimenti sconosciuti e deserti? È stato percepito come un'occasione di ritorno economico e di visibilità per la regione da parte delle istituzioni, oppure per una terra che spende 11 milioni di euro per ristrutturare le chiese (finalità "culturali-didattiche"..) un festival della portata dell'Agglutination non è abbastanza significativo?

Eh eh eh, purtroppo e' risaputo che il metal e i metallari sono sempre visti male e mai si vedono le cose positive che realmente un festival come questo porta e hai detto. Fortunosamente Chiaromonte oramai sono anni che convive con i metallari e anche la cittadina li ha un po' adottati.. La cosa importante e' che noi siamo sempre ogni anno difensori di questo festival, capire che già é tanto che ti lasciano organizzare e cercare sempre di comportarsi bene. La gente di Chiaromonte oggi apprezza questo e sono davvero pochissimi quelli che si lamentano, anche se poi come avviene sempre nelle lamentele dieci fanno piu' male di 100 che sono contenti.

6) Questa edizione, ridimensionata nei costi, si propone come un'edizione transitoria, in attesa di ri-organizzarsi meglio l'anno prossimo oppure è possibile un assestamento definitivo su un più basso profilo, dando magari più rilevanza alle bands nostrane? (Ovviamente ometto di proposito di prendere in considerazione l'ipotesi più dolorosa...) Quali aspettative hai poi per quest'anno?

Questa edizione non ha i costi delle scorse 4 ultime edizioni però comunque ha i suoi costi.. Di più non si poteva. Per quanto riguarda il discorso delle band nostrane, io sarei contento però la gente non si muove per i grossi nomi figurati per gruppi nostrani. Tanti amici mi hanno invitato a vedere belle manifestazioni locali (se cosi' possiamo dire) ma siamo sinceri, quanta gente vi partecipa? Dai onestamente.

7) Veniamo alla nota dolente di questo festival: la presenza dei Bombers (cover band Motorhead con Abbath degli Immortal) nel bill ha fatto incazzare tanti, tra cui il sottoscritto, che si è ferocemente scagliato contro questa scelta molto discutibile. Sorvolando sulla questione economica, che comunque potrebbe far partire altri discorsi, non credi che simili controverse decisioni (non nuove peraltro, ricordo la Lione's band, la Metal Gang, ma soprattutto il punto più basso, toccato con l'abominevole Frate Metallo) possano portare più visibilità ma meno benefici in termini pratici? Non è meglio lasciare da parte certe commercialate mettendosi al riparo da critiche evitabili?

Purtroppo bisogna essere sempre obbiettivi.. Come dicevo prima, fa più clamore la lamentela di 10 persone che l'apprezzamento di 100. Certo bisogna aver rispetto di chi la pensa come te però bisogna aver rispetto anche di chi non la pensa così e posso dirti che sono tantissimi. Se qualche gruppo fa cover non credo che deve essere demonizzato, vedi bisogna essere anche onesti con se stessi, chi si lamenta molte volte é poi anche chi con il suo gruppo suona cover, o non capita mai? Le critiche se costruttive servono e fanno bene, però onesto, se tornassi indietro lo avrei fatto lo stesso, i Bombers piaceranno e sapranno offrirci qualcosa che e' occasione da non perdere se ami la musica sopratutto dal vivo... Bisogna divertirsi e apprezzare occasioni uniche  come queste, ricordate che festival o concerti metal ve ne sono sempre meno. Già solo sentire un assolo di chitarra dal vivo é diventato troppo raro... Può andar bene solo chi apprezza altri generi musicali da sagre. Scusatemi se sono ripetitivo ma io ho paura che le cose andranno sempre peggio e i metallari cosa fanno? In molti tirano contro anzichè capire i vero valore di certe cose e certi sforzi per fare musica metal in tutti i sensi.

8) Se i Bombers sono stati il pomo della discordia, i Bulldozer invece sembrano aver messo magicamente tutti d'accordo. E solo pochi giorni fa all'Armageddon in The Park i romani Fingernails ne uscivano da trionfatori assoluti. La vecchia scuola italiana fa ancora mangiare la polvere alle nuove generazioni, non c'è che dire! Potrebbe essere un'idea per il futuro magari puntare a un Agglutination improntato sulle vecchie glorie italiane? (magari un ipotetico quintetto: Strana Officina - Necrodeath - Schizo - Sabotage - Fingernails)

Si sarebbe bello,  onestamente io andrei di corsa anche da non organizzatore ma quanti altri lo farebbero? Troppi festival con gruppi italiani sfortunatamente sono e vanno male pur essendoci gruppi che fanno il culo ai gruppi stranieri. Vedi quest'anno a 15 euro puoi goderti anche solo il concerto dei mitici Bulldozer se davvero non ti piacciono gli altri.. In quanti lo faranno? In quanti invece tirano contro e parlano soltanto?  Vedi anche l'Italian Gods of Metal non si farà più, questo ce lo siamo chiesto perchè? Davvero si supporta il metal in italia? Davvero al sud é possibile fare festival metal? Non credo assolutamente e la morte di tanti tentativi ne é la dimostrazione. È inutile o hai passione e sei pazzo che metti i tuoi soldi oppure scordatevi che al sud possa farsi qualcosa di duraturo. Anche in grandi città come Napoli vi han tentato amici ma hanno dovuto desistere pur essendo persone preparate e capaci.

9) Oltre ai già citati Bulldozer e Bombers quest'anno ci saranno Majesty, Node, Tyrannizer Order, PTSD, Aura e Stige. Dacci una piccola anticipazione su ciascuna di queste band.

Dei Bulldozer non vi e' bisogno di parlare.. Parla solo il nome! I Majesty che in realta' girano anche con il nome Metalforce han fatto da supporto anche ai Manowar, fanno vecchio Power-Epic teutonico.. Sono uno dei miei gruppi preferiti di sempre e dal vivo sono davvero belli da vedere, ti riempiono di adrenalina e voglia di cantare con loro.. Se ami il Power te ne andrai senza parole, se ami l'Heavy in generale non resterai deluso.  I Bombers sono dei professionisti e vederli dal vivo anche i pù scettici sono sicuro che si ricrederanno, poi suonano le cover dei Motorhead, canzoni che ti smuovono le palle senza che ti sbatti!! I Node sono una realta' in italia e il loro Thrash-Core e' un marchio indelebile, come si fa a non apprezzare. Per quanto riguarda gli altri gruppi, vi dico solo che se sono stati scelti e perchè davvero valgono, si va dall' Aor degli Aura fino al Kaos-Thrash black old school dei Tyrannizer.. Passando per il Death-Thrash degli Stige.

10) Con l'auspicio di avere ancora altri Agglutination da commentare ti invito chiudere l'intervista come meglio pensi, ringraziandoti per la disponibilità e salutando i lettori di METALARCI WEBZINE.

 Vi saluto dicendovi che é tutto pronto per il raduno metal per eccellenza del Sud Italia, XVII AGGLUTINATION METAL FESTIVAL in programma il 20 agosto 2011 a Chiaromonte (PZ) nel piazzale sotto le scuole medie. L’apertura dei cancelli avverà alle ore 16,30, l’area concerti sarà ben curata ed attrezzata di ogni cosa,  con ampie zona ombra,  in quanto una volta entrati per motivi di ordine pubblico non sarà possibile uscire e rientrare a piacimento... questo purtroppo é una decisione imposta dalle forze dell'ordine, in quanto é impossibile poi controllore sempre cosa entra all'interno. Sono già confermati  molti stand che faranno ancor più  la felicità dei fruitori di musica Heavy , la giusta  occasione per trovare gadget, cd, dvd e t-shirt. Molta attenzione sarà rivolta alla ristorazione ed accoglienza con prezzi modici. Un occhio di riguardo quest’anno ai  mitici panini con la salsiccia locale o vegetariani... Ci scusiamo per lo scorso anno in quanto ci han fornito panini davvero troppo piccoli, ma ce ne siamo accorti troppo tardi ed era impossibile da rimediare. I  biglietti dal costo di solo Euro 15,00 si potranno fare direttamente sul posto senza problemi. Sempre alla biglietteria si potrà ritirare un modulo per potersi iscrivere all’Associazione ed essere informati direttamente sulle prossime organizzazioni. Si informa che la manifestazione si svolgerà anche in eventuale caso di pioggia in quanto il palco sarà coperto… ma confidiamo che Dio sarà benevolo… e siamo sicuri che chi verrà non si pentirà. Un grosso grazie e tutti e sopratutto a chi supporta con il cuore l'Agglutination e capisce il valore e i sacrifici.

Torrrmentor


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