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venerdì 20 settembre 2013

LIVE REPORT ARMAGEDDON 2013

ARMAGEDDON 2013

Sabato 3 Agosto 2013
@San Giacomo degli Schiavoni (CB)

Ti accorgi di quanto è grande la Puglia solo una volta che sei costretto ad attraversarla tutta.
E il calvario per arrivare sino a San Giacomo degli Schiavoni, alle 14:30 del pomeriggio di un caldo, caldissimo giorno di Agosto ne è la conferma.
Ma quando giungi all'Armageddon, passa (quasi) ogni male.
Location grandiosa, spazi verdi, alberi, gli organizzatori non potevano scegliere un posto migliore.

Sfortunatamente non faccio a tempo ad arrivare che già le prime band hanno finito di suonare, con grande rammarico perchè avrei voluto vedere i Neka.
(Brutal/ Death Metal da Foggia) e gli Ignition Code ( Metal/ Death Core da Pescara).
E purtroppo perdo anche gli amici DewFall, ho assistito alla loro performance live all'Hill Metal Fest di Mottola proprio una settimana prima dell'Armageddon e posso dire con estrema certezza che il quintetto barese offra al pubblico presenza scenica e sonorità Black/ Death tra le migliori sulla scena contemporanea.


(Ringrazio Vito Maiorano per le foto ad ignition code e dewfall)

IGNITION CODE:

- The Illusion Of The Observable
- Mikrokid
- Nothing Left
- The Silent Judge
- M.S.P.
- Game Gear

DEWFALL:

-The Eternal Flame of Athanor
-Painful Death Lake
-Moon Dagger
-Apostasy of Hopes


Mi trovo a tempo per assistere agli atti finali del live dei Planar Evil, band Thrash Metal del luogo di stampo prettamente americano.. Una buona esibizione nonostante i duemila gradi centigradi e la mancanza di una chitarra, dolente nota in caso di assoli.
Magari un po' più di precisione nella ritmica, la batteria di tanto in tanto tendeva ad andare fuori tempo, ma tutto sommato il gruppo coinvolge.
Spero di reincontrarli, possibilmente in inverno, i ragazzi hanno sicuramente molte più cartucce in canna e il caldo si è fatto sicuramente sentire anche per loro.


PLANAR EVIL:

- Land Of Doom
- Insane
- Run Away
- God Illusion
- Burn
- In Front This Storm

Col sole ancora alto, i Battle Ram salgono sul palco.. Vedendo il logo sulla bandiera ho pensato che avrei assistito a del sano rock'n'roll da motoraduno anche all'Armageddon (davvero simpatico, ragazzi!), invece mi ritrovo catapultata in un heavy metal ben suonato e molto ricco di sfaccettature epic. Cenni Priestiani in Behind the Mask, all'arrivo di Smash the Gates potrei accennare ai Rhapsody o azzardare agli Ensiferum a tratti , e mi vengono in mente anche alcuni brani degli Skiltron. Molto piacevoli all'ascolto, ottime le doti canore. Insomma, gli amanti del genere avranno sicuramente apprezzato.

BATTLE RAM:

- Burning Lives
- The Stone
- Behind The Mask
- I am HM
- Smash The Gates
- Battering Ram

E' la volta dei Jester Beast, thrash metal band in quel di Torino, in campo da più di vent'anni. Li avevo già visti suonare proprio nella mia città, e il pubblico aveva molto gradito, paragonandoli ai Voivod.
E i quattro ragazzi ci fanno subito dimenticare i disguidi tecnici che, sfortunatamente, hanno accompagnato l'edizione di quest'anno.
Mischiano appieno i caratteri hardcore della scena americana con quelli più tipicamente thrash della scuola teutonica. Mi viene da pensare ai Destruction, giusto ora che riascolto Poetical Freakscream, loro album di debutto. Sicuramente una band che farebbe ricredere il più scettico sulle proprie origini litteltoniane italiane.

Giunge il tramonto in quel di San Giacomo, sempre in provincia di Termoli, anche la birra si fa sentire.
Arrivano i White Skull nel giusto momento in cui cala il buio, presenza scenica tra le migliori della serata (fino a quel momento). Diventa difficile mantenere il posto tra il pubblico, la band è molto acclamata e ne ha ben donde. Quando si tratta di un gruppo professionista, lo si capisce. Una buona Power Heavy Metal band vicentina con nove cd al seguito e un microfono da fare invidia.
C'è sempre ambivalenza tra curiosità e timore quando ci si trova di fronte ad una cantante donna in un gruppo metal, ma c'è da ricredersi: voce roca dove e quando serve. Niente melanconia, pochi fronzoli. Alla grande. Tutti quanti musicisti coi controcazzi, podio alle chitarre, la solista allucinante. Sicuramente il brano che ho apprezzato di più è stato Asgard, molto viking, e ci piace. Bravi i White Skull!


Quando finalmente gli Schizo arrivano sulla scena, è praticamente impossibile avvicinarsi al palco. Epileptic Void è il pezzo con cui la storica band di Catania apre le danze. E che danze. Nicola Accurso salta e si dimena, coinvolgente al massimo, sul palco e con il pubblico. Sembra di essere ad un concerto hardcore punk, non di meno rispetto a quello degli Agnostic Front al quale ho assistito il giorno dopo! I rifacimenti dei Mondocane erano aspettativa comune, ( anche se avrei voluto vedere proprio la loro reunion a fine live, anche per un solo brano n.d.r.).
Pogo a morire e batteria costante, dieci e lode. Che dire, non ci si poteva aspettare di meglio da uno dei gruppi della triade italica!


E poi arrivano i Necrodeath. Ed è come se certi pezzi li stai sentendo per la prima volta lì. In quel momento. Esalto generale con Forever Slaves, anche se avrei immaginato un'inizio un po' più d'annata. Magari una Choose Your Death al posto di Master of Morphine, ma il pubblico apprezza e si fa sentire. A metà concerto, Peso, tranquillo, in tenuta Possessed ( moolto apprezzata n.d.r.) si alza con 2/5 di batteria e improvvisa un assolo proprio al posto di Flegias. E' stato un bel momento. E ancora via con Mater Tenebrarum, Fragments Of Insanity e Black Magic ( gli ultimi due brani) . Ci sarebbe stato bene un bis, o magari la rispolverata di altri grandi pezzi che li hanno resi famosi. Ma comunque buona esibizione, Cronosiana a tratti ( da parte di Flegias) , ma va bene. Il nome Necrodeath ha un suo perchè e possiamo andarne fieri.

NECRODEATH:

- Idionsyncrasy 'part 1'
- Forever Slaves
- Necrosadist
- Burn And Deny
- At the Roots of Evil
- Draculea
- Mountains of Madness
- Hate and Scorn
- The Flag
- Master of Morphine
- Killing Time
- DRUM SOLO
- 100% Hell
- Idiosyncrasy 'part 6' + Tribal
- GUITAR SOLO
- Flame of Malignance
- Mater Tenebrarum
- Southenerom
- Idiosyncrasys 'part 4' Destroy
- Fragments of Insanity
- Black Magic

Gli headliner fanno il loro ingresso con la suggestiva classica entrata in scena dei loro live.
Il podio insanguinato, lungo mantello nero: signori e signore, i Bulldozer!
Neurodeliri è il loro pezzo di apertura, e sin dall'inizio non si capisce più niente: gente che salta, donne che urlano e si strappano i capelli, il delirio. Gruppo ottimo, tutto suonato e cantato alla perfezione, AC Wild sembra un oratore sul suo podio di sangue, Andy e Ghiulz menano di santa ragione, svelti e professionali. Un concerto di quelli che non puoi perdere. I pezzi fluiscono ad una velocità incredibile, li suonano tutti, da Minkions, a We Are Fucking Italians, Bastards, WHISKEY TIME!!!! ( che aspettavo sin dall'inizio, lo ammetto. Adoravo anche la cover rifatta da Fenriz n.d.r.).
E sono contenta di aver assistito ad una loro esibizione, dopo che, per vari motivi, mi ero sempre trovata a doverci rinunciare. Con Willful Death si chiude il sipario, dell'ulltimo dei tre gruppi che, sicuramente il pubblico dell'Armageddon approverà, sono stati ciascuno un headliner.
La foto finale con la triade italica al completo sul palco è la ciliegina sulla torta e si conclude uno di quei concerti che speri possa ripetersi tra qualche mese, o un anno massimo.
Qualche giorno dopo ho avuto modo di palare personalmente con Ghiulz, avevo bisogno della loro scaletta da inserire in questa recensione. E mi sono resa conto di quanto queste persone, nonostante la fama e i loro anni di carrera, siano così gentili e disponibili con i propri fans.
Si è dimostrato entusiasta dell'edizione 2013 dell'Armageddon ( i Bulldozer ci avevano già suonato nel 2010) e soprattutto che la sacra triade si sia potuta riunire proprio a questo evento. E ne sono contenta anche io. Ringrazio personalmente Ghiulz, e si spera di poter assistere ben presto ad un altro dei loro grandiosi live quì al Sud.



BULLDOZER:

Intro Neurodeliri

NEURODELIRI
IX
DESERT
ILONA THE VERY BEST
MISOGYNISTS
THE DERBY
IMPOTENCE
MINKIONS
THE FINAL SEPARATION
RIDE HARD DIE FAST
USE YOUR BRAIN
BASTARDS

Intro exorcism

CUT THROAT- WHISKEY TIME
WE ARE F….ITALIAN
WILLFUL DEATH














 
 
Insomma un bell'evento, anche se la presenza di troppi gruppi ha, come di consueto, penalizzato quelli più di nicchia. Assistendo ormai da anni ad esibizioni live dalle mie parti, so quant'è dura per le band mettere alla luce dei pezzi e quanto è grande la voglia di poterli suonare dal vivo, soprattutto se ad un concerto di più alto livello, soprattutto se fuori casa. Mettiamoci anche le lunghe trasferte, la macchina caricata di cose e persone -a mo di tetris- per risparmiare sul carburante, tutto questo per quindici, venti minuti di live. Ed è un vero peccato ridurre esibizioni di gruppi poco conosciuti, ma comunque validi, a poche decine di minuti. Questo è un appello che faccio non soltanto all'Armageddon, ma in generale. Meglio poche band che possano essere ascoltate meglio, che non tante, delle quali poi si rischia di non ricordare neanche il nome. Vi parlo da fan e da chi ha tantissimi amici che suonano e si fanno il sedere per dare il meglio di sè. Supportate la scena underground e date a questi ragazzi modo di spaccare il culo a tutto e a tutti!!
Io vi saluto e vado a farmi una birra.
Alla prossima gente.

Jenny -SpaceBeer- Zampa
Continua…

giovedì 19 settembre 2013

LIVE REPORT - AGGLUTINATION 2013

AGGLUTINATION 2013
 
Sabato 10 Agosto 2013
@Senise (PZ)

E' il 10 Agosto, giorno della 19° edizione del festival meridionale per antonomasia, e come ogni anno flotte di metallari vestiti di nero si ritrovano in massa nei piccoli e ormai familiari paesini lucani per quella che è diventata con gli anni sempre più una tradizione, in barba a falò, stelle cadenti e sabbia nei vestiti. La location di quest'anno è Senise, a mio parere una delle migliori sinora.
Io e i miei compagni di viaggio (stavolta comodamente a bordo di una macchina, per chi volesse scoprire le meraviglie dei mezzi pubblici lucani invito a leggere il report delle terrificanti 12 ore dell'anno scorso) dopo poco più di 2 ore e mezza ( durante il quale siamo stati anche tentati dal concederci uno stop presso il bellissimo lago di Monte Cotugno, poco distante) mettiamo piede a Senise abbondantemente prima dell'orario di apertura cancelli, ma ciò ci permette di familiarizzare con altri metallari già presenti, tra cui una simpaticissima coppia napoletana, e un divertentissimo bresciano, col figlio al seguito, che condividendo il loro alcool con noi creano subito un clima molto amichevole che continuerà fino ai saluti finali.
Subito emerge quella che è stata una carenza organizzativa, ovvero l'area campeggio "fantasma", brutta sorpresa per chi è arrivato provvisto di tenda e ha dovuto adattarsi in macchina.
L'attesa passa veloce, tra un cicchetto e l'altro, ed arriva quindi il momento di passare il varco:

Il tempo di fare i biglietti mi fa perdere 3/4 dell'esibizione dei REBURN, arrivo sul finale, ma davvero poco per poter dare un giudizio. Discorso diverso per i romani BLIND HORIZON, da cui sono stato piacevolmente sorpreso, un death melodico di tutto rispetto, con qualche apertura prog di ampio respiro, bravo il singer a giostrare benissimo sia il cantato in pulito che il growl, coadiuvato da riff mai troppo banali e un batteria grintosa ed energica. Una prova fiera nonostante l'oggettivo handicap di suonare in apertura. Da Approfondire!


E' subito il turno dei FOLKSTONE, da Bergamo, ben 9 elementi, per una band che nel folk metal (genere che negli ultimi anni è in forte ascesa) a livello italiano è senza dubbio la più influente, e in poco tempo il palco dell'Agglutination si trasforma in un'enorme taberna, la loro musica è orecchiabile e originale allo stesso tempo e sotto la gente gradisce e si diverte.
Si parte con l'evocativo intro di cornamuse di "Nebbie" e da lì in poi sarà tutto un allegro danzare al ritmo dei loro pezzi, tra l'altro conosciuti a memoria da gran parte del pubblico. I momenti più coinvolgenti sono su "il Confine", "Anime dannate", "Non sarò Mai" e sulla conclusiva "Rocce nere". Più che godibili!


Neanche il tempo di riprendersi ( ottima cosa il doppio palco! ) che sullo stage 2 è la volta dei baresi NATRON! Il loro attacco ha l'effetto di una manciata di sale sulla ferita aperta, ribaltano il clima folk creatosi in precedenza con una graffiante mazzata di death old-school!Come se non bastasse la band sembra anche piuttosto incazzata, e questo traspare dalle parole polemiche del singer: "Ci potete mettere dove volete, all'ora che volete e col minutaggio che volete...noi spacchiamo lo stesso!" E così fu!
La band sciolina i classici del loro repertorio con un muro sonoro che di fatto annichilisce i presenti, ottima come al solito soprattutto la prova di Nicola che dopo aver chiesto e ottenuto dal pubblico un devastante wall of death (prematuro..!) non si nega neanche un body surfing, l'apoteosi si ha su "Rot Among us", semmai ci fosse bisogno di dirlo la loro esibizione è stata grandiosa. Avrebbero meritato di certo un trattamento migliore, vista la loro storia. Orgoglio pugliese!
Si ritorna sul main stage con gli ELDRITCH, e per me era la seconda volta che li vedevo dal vivo dopo quel bellissimo Evolution 2006, peccato che però anche dopo l'Agglutination quella sarà l'unica loro esibizione che ricorderò.. i suoni perfetti che avevano accompagnato finora tutte le band si fanno con loro confusi e pastosi, le chitarre sono quasi inesistenti, la voce avrà spesso problemi tecnici, il tutto pregiudicherà non poco la formazione toscana, che passa quindi quasi inosservata... un peccato! Non pervenuti.
Inizia a fremere l'attesa per gli headliner, quando sul secondo palco partono gli HEAVENSHINE, band gothic di cui Gerardo Cafaro sembra essere il produttore, e solo così, si spiegherebbe la malizia che li vedrebbe così in alto nel running order. La band appare decisamente fuori contesto, seppur la voce dell'ottima singer sia indiscutibilmente di valore, ma sono in pochi sotto al palco a presenziare, gli altri ne approfittano per riempira la pancia di birra e salsiccia e ricaricare le forze per il trittico finale. Indubbiamente la band va ascoltata su disco, ma dal vivo nonostante l'impegno non hanno fatto presa sul pubblico, che nel frattempo preferiva il soundcheck dei Marduk. Ridondanti.


Qualdo sul palco salgono finalmente i MARDUK il cielo di Senise sembra adattarsi, creando un'atmosfera cupa e minacciosa.. Mortuus & co. Fanno il loro cazzuto show col mestiere di chi ormai ha anni e anni di esperienza alle spalle. La setlist attinge abbastanza dall'ultimo album senza tralasciare però i classici della band. Sotto il palco esplode il delirio e s'alza una nube polverosa, ciò purtroppo non impedisce di notare i soliti idioti che ne approfittano per farsi notare con gesti che nulla hanno a che fare col metal. Nel frattempo glaciali e potenti i Marduk continuano a macinare pezzi, tra cui spicca "Christraping Black Metal”. Da brividi la chiusura con “Baptism by fire". Una macchina da guerra.
Dai Marduk si passa a gli STRATOVARIUS ed è curioso notare il totale ricambio di gente sotto al palco, che si svuota di blackster (evidentemente poco inclini a rimanere) lasciando spazio al variegato e numeroso seguito dei finlandesi, in evidente stato di fibrillazione per i propri idoli. L'inizio è incoraggiante, la band sembra in forma nonostante un Kotipelto che non impressiona più di tanto, limitandosi all'essenziale. Impressionante è invece il giovane Pilve, da quasi in anno nel gruppo, ma con grinta da vendere. La setlist è corposa e attinge da più album, i momenti più intensi si registrano su "Speed of light" e sulla classicissima "Destiny", in cui i cori da sotto al palco si sprecano. L'esibizione però si prolunga per più tempo del previsto, e chi come me era in attesa frenetica degli Overkill inizia ad averne le palle piene già a mezz'ora dalla fine.

Come se ciò non bastasse finiti finalmente gli Stratovarius ci tocca sorbire prima l'ormai tradizionale consegna di targhe e poi un vero e proprio estenuante soundcheck che mette a dura prova i nervi dei thrashers sotto al palco, ma l'attesa seppur eccessiva viene prontamente ricompensata fin da subito! Si parte con "Come and get in", fresca new entry dell'ultimo album con cui gli OVERKILL salutano il pubblico. Si nota fin subito che sono in palla: il mitico "Blitz" sembra aver fermato il tempo a gli anni 80, si agita come un ragazzino, la sua voce non ha un minimo cedimento e dialoga anche col pubblico ricordando la loro passata esibizione in questo festival 15 anni fa. L'esibizione è perfetta sotto ogni punto di vista, nessuna sbavatura neanche minima, a conferma del fatto che la vecchia scuola è sempre la migliore. La setlist per forza di cose non riesce a includere tutti i loro capolavori ma è ben amalgamata tra classici e pezzi nuovi (assolutamente non disprezzabili, visto che a mio parere sono la band che, negli album più recenti, continua a mantenere lo standard qualitativo più alto tra quelle old style). Un pò sacrificato il basso di D.D. Verni, strano da sentire a volumi quasi normali anzichè iper-pompato come su disco, ma ciò non influisce sulla godibilità della performance.

Accompagnate da un pogo degno di cotanto thrash la band macina masterpiece come "Rotten To The Core", "Wrecking Crew", "Elimination" e "Fuck You", intervallati dai più recenti "Ironbound" e "Electric Rattlesnake".
Tutto davvero sublime, al punto da passare troppo velocemente, senza neanche accorgersene l'esibizione volge al termine, complice forse anche un possibile taglio di scaletta, ad ogni modo c'è comunque da rimanere più che soddisfatti per quanto appena visto.
Un'edizione quella conclusasi decisamente sopra le righe per i 1400 presenti, e che purtroppo, stando alle parole rilasciate in seguito da Gerardo pare poter essere anche l'ultima a cui assisteremo...
Sembra difficile poter immaginare un'estate senza Agglutination, che sembra così spirare tristemente subito prima del ventennale.

Torrrmentor
Continua…

domenica 29 luglio 2012

LIVE REPORT - ROCK PRIDE FEST III

ROCK PRIDE FEST III

Sabato 09 Giugno 2012
@Largo San Francesco, Spongano (LE)

Tempo d'estate, tempo di Rock Pride! Con il primo caldo di giugno ecco arrivare la terza edizione del rock pride, un festival supportato anche da noi di Metalarci Webzine, organizzato da gli Essenza (sempre più un punto di riferimento nell'organizzazione di eventi rock metal tra Rock Pride e Spongstock)che sempre con grande passione e professionalità si caricano sulle spalle questo festival, diventato per gli amanti delle sonorità più classic, ormai un appuntamento fisso e irrinunciabile.
La location scelta quest'anno è una graziosa e tranquilla piazzetta di Spongano, a quanto pare ignota a gli abitanti locali (curioso notare che non sia stato l'unico ad avere problemi, chiedendo informazioni) e nonostante l'aver girato in lungo e in largo il paese si arriva poco prima dell'inizio del festival.
Il bill in questione quest'anno propone come headliner i marchigiani Ibridoma, gli Essenza, i baresi Twilight Gate e i Cobra; In apertura invece troviamo due cover band, Master Faster e Il Caos Strisciante, rispettivamente di Metallica e Verdena, scelta discutibilissima e solo in parte giustificabile con l'ormai evidente mancanza di nuove leve.

Dopo un inizio quindi un pò fuori contesto è con i COBRA che entra nel vivo, la band tarantina suona la carica con il proprio hard'n heavy vecchio stampo facendoci finalmente respirare l'atmosfera tipica del Rock Pride, la spiccata presenza scenica del caratteristico singer, supportato da ben 3 chitarre (forse un pò ridondanti) fanno certamente presa su un pubblico già più numeroso e abbastanza disomogeneo. Il repertorio Cobra poggia su pezzi di facile impatto e di grande orecchiabilità, tant'è che il pubblico sembra quasi trascinato a canticchiare i facili anthem rigettati dal palco. Esibizione intensa e convincente.



Setlist:
Black Widow
Metal War
Dark Warrior
Mary's Blood
Lord of Babylon

E' il momento dei Twilight Gate, band barese attiva dal 2008, ma che solo di recente sembra essere arrivata a far parlare di sè. Le aspettative sono alte, del resto sono freschi vincitori del Cold Flames contest, un biglietto da visita niente male (ndr: sono stati anche da poco confermati all'Agglutination) ma già dal primo pezzo si ha la netta sensazione di trovarsi davanti una band di caratura superiore: tecnica ottima, esecuzione impeccabile, presenza scenica da band consumata, un mix assolutamente irresisistibile che coinvolge anche chi, come me, non è particolarmente avvezzo alle sonorità power-prog.
Il sound rimanda a gruppi come Dream Theater e Symphony X, nulla di particolarmente originale, ma ciò che fanno è fatto estremamente bene. Chiusura col botto affidata alla cover di Halloweed be thy name, un classicissimo che mette i brividi anche a gli spettatori più freddi.Nota di merito al cantante, voce cristallina e spiccata teatralità nei movimenti.
Altro trionfo per i Twilight Gate, per chi non li conosceva una scoperta senza dubbio positiva!



Setlist:
Scent of Twilight (Intro)
Fate
Land of the Wiseman
Portrait of the Warlord
Halloweed be thy name ( Iron Maiden cover)

Su gli Essenza c'è rimasto ben poco da dire, l'affiatato storico trio sfodera l'ennesima prova di grande esperienza, col piglio sicuro di chi sa di essere il gruppo più atteso, anche in virtù del fatto di giocare in casa. La scaletta verte ovviamente sull'heavy dei pezzi dell'ultimo full "Devil's breath" senza trascurare però anche il passato di stampo litfibiano, rappresentato da "l'alieno su di noi". Sicuramente appagante per loro vedere la gente che da sotto il palco sa a memoria le loro canzoni e le canta insieme a loro.
i pezzi più coinvolgenti sono proprio a inizio (la bellissima "devil's breath" dai chiari richiami megadeth) e fine esibizione ( "dance of liars"). Speriamo di avere però a breve notizie di nuovi pezzi, "Devil's Breath" inizia a essere datato e c'è bisogno di nuova linfa. Nel frattempo rivedere uno show Essenza è sempre garanzia di soddisfazione.



Setlist:
devil's breath
deep into your eyes
edge of collapsed world
rock 'n' roll blood
l'alieno è su di noi
universe in a box
dance of liars

Dopo gli Essenza, per motivi personali ho dovuto lasciare il concerto, ma per non lasciare il report mutilato dell'esibizione degli Ibridoma vi lascio alle parole del chitarrista Essenza Carlo Rizzello, che ha accettato di concludere per me:

Gli Ibridoma sono l'ultima formazione in scaletta al Rock Pride fest III edizione. La band marchigiana, sotto etichetta SG Records, ha collezionato una lunga serie di live in Italia ed all'estero, ed è reduce da un tour europeo recentissimo in compagnia dei Rhapsody. La band si esibisce in uno spettacolo incentrato su sonorità tipicamente heavy metal, che richiamano in alcuni tratti gli Iron Maiden più classici, ma che in più momenti risultano arricchite da elementi di derivazione più moderna.
Da notare, sicuramente l'ottima prestazione del cantante Christian Bartolacci, dotato di una timbrica versatile e da una considerevole estensione vocale, e l'ottimo lavoro dei chitarristi, capaci di costruire un tappeto sonoro roccioso e melodico allo stesso tempo. Oltre ad una serie di estratti dalla loro discografia, tra cui le ottime "night falling", "i'm not sorry" e la recentissima "night club", la band regala al pubblico, che si lascia coinvolgere caldamente fino all'ultima nota del concerto, una personale versione di "symphony of destruction" dei Megadeth.



Setlist:
Alone in the wind
Night falling
I'm not sorry
Last supper
Seven day of death
Night Club
Symphony of destruction (Megadeth cover)
Page 26

In conclusione il Rock Pride continua a essere un imperdibile appuntamento dell'estate salentina, apprezzato anche al di fuori dei confini locali, come tra l'altro dimostrato anche dalla presenza di gente che da Bari o Taranto ha fatto fior di km per esser lì sotto il palco. Pieno supporto da Metalarci Webzine per il Rock Pride, arrivederci alla prossima edizione!


Torrrmentor
Continua…

martedì 6 marzo 2012

LIVE REPORT - COUNTDOWN TO APOCALYPSE

Extreme Metal Fest – I edizione

Domenica 26 febbraio 2012
@Trinity College, Marano di Napoli (NA)

FLESHGOD APOCALYPSE
Lahmia
Symbolyc
Midian
Blood Ravens
Disturbia

Organizzazione: Kick Ass Corporation

Prima edizione del Countdown to Apocalypse, festival estremo organizzato dalla neonata associazione Kick Ass Corporation, da qualche mese attiva sul suolo partenopeo con l’organizzazione di eventi live atti a far rinascere la scena partenopea, sopita da alcuni anni. L’occasione è di quelle grosse, visto che torna nel capoluogo campano una band di spessore internazionale: gli headliner del festival sono infatti i Fleshgod Apocalypse, la Symphonic Technical Death Metal band sotto contratto con la Nuclear Blast, al suo primo tour in Italia da headliner. A far compagnia al mastodonte perugino ci sono i romani Lahmia e quattro bands campane: Symbolyc, Midian, Blood Ravens e Disturbia.
L’affluenza del pubblico è stata, come prevedibile, sotto le aspettative: solo una settantina di persone sono infatti accorse nella music hall del pub maranese ad assister ad uno show che, alla fin dei conti, è risultato decisamente buono. Un po’ l’affluenza appena sufficiente, un po’ dei problemi tecnici in corsa che hanno fatto slittare l’orario d’inizio e fermato un paio di volte le esibizioni (vedasi la corrente elettrica saltata ben due volte), un po’ per il comportamento non consono dei gestori del Trinity College, specie nella persona del “direttore artistico” (un completo cretino che nulla ha a che fare col Metal, ma anche con la musica Live in generale), non si è comunque goduto appieno del concerto, che ha avuto il proprio culmine con la monolitica performance dei Fleshgod, capaci di tenere in mano l’intero locale.

DISTURBIA
Ad aprire la prima edizione del Countdown to Apocalypse ci sono i casertani Disturbia, giovane band Death Metal dotata di una buona tecnica che è ben riuscita nel compito di scaldare il pubblico accorso. Quattro pezzi più un intro per i Disturbia, fermati sulla prima song, “Alien” dalla corrente elettrica saltata. Intoppo a parte, buona prova per i ragazzi casertani.

Setlist:
1. Intro
2. Alien
3. Criminal
4. Thirteen
5. The Fourth Kind

BLOOD RAVENS
Veloce cambio palco ed è la volta dei Blood Ravens, act Brutal Death che festeggiava per l’occasione l’uscita dell’EP d’esordio “At the Order of Ra”. I Blood Ravens non mostrano alcun timore reverenziale verso le bands che seguiranno la loro performance, brutalizzando l’audience che comincia a scatenare i primi focolai di pogo. Il setlist permea soprattutto, e non c’erano dubbi, sull’EP fresco uscito: degni sicuramente di menzione sono “For Gods Who Have Not Believed” e “At the Order of Ra”, che hanno aperto la mezz’ora di Claudio e soci. C’è spazio anche per due cover: “Rapture” dei Morbid Angel e “Conquer All” dei Behemoth, ottimamente eseguite da questi ragazzi, che, se di esame per loro si fosse trattato,l’avrebbero passato certamente.

Setlist:
1. For Gods Who Have Not Believed
2. At the Order of Ra
3. Rapture (cover dei Morbid Angel)
4. Conquer All (cover dei Behemoth)
5. Throne of Blood

MIDIAN
Dalla provincia di Caserta arrivano anche i Midian. La band capitanata dalla vocalist Miriam Granatello è, negli ultimi tempi, tra le più attive on stage della regione e l’esperienza accumulata la si nota immediatamente dalle prime note del loro set, grazie ad una tenuta del palco ottima. Miriam arringa il pubblico e lo tiene in mano, guida con la sua voce i Midian in uno spettacolo senza la minima pecca. Lo spettacolo della Thrash/Death band casertana è incentrato sull’album di debutto, “Screaming Demon”: si susseguono quindi buoni pezzi come “Eternal Ways of Sorrow”, “Kingdome Gone”,la strumentale “Midian” e la conclusiva “Burial Alive”. Anche per i Midian prova ampiamente superata. A questi ragazzi il merito di migliorarsi continuamente: un futuro roseo li aspetta. Si spera.

Setlist:
1. Intro/Living Madness
2. Divine Delation
3. Eternal Ways of Sorrow
4. Kingdom Gone
5. Midian
6. Time to Die
7. Burial Alive

SYMBOLYC
Si entra nel vivo del festival con la salita sul palco dei napoletani Symbolyc. Un’esibizione il cui inizio è slittato di 20 minuti circa a causa di un problema alla cassa del basso, ma una volta partiti i deathsters napoletani hanno dimostrato, una volta in più, come siano al momento tra i migliori esponenti di Metal estremo nel capoluogo campano. La band, capitanata da un Diego Laino in stato di grazia, sta preparando ”Apocrypha”, nuovo album che dovrebbe essere in uscita per questo 2012. E dal prossimo album i ragazzi presentano anche un pezzo: “Ad Litora Inferni”, che ben lascia sperare per il prossimo capitolo di casa Symbolyc. Per il resto, i pezzi proposti sono dal primo album per My Kingdom Music, “Engraved Flesh”. Immancabili “Suffering” e “Within the Realms of Human Awerness” (personalmente i due pezzi che più preferisco di Sox e Co.), così come la potentissima “The Parasite’s Curse”, che chiude lo show della band napoletana. L’highlight è stato però il penultimo pezzo: la cover degli Slayer “Raining Blood”, eseguita a velocità sperimentate giusto dalla NASA.

Setlist:
1. Intro
2. Suffering
3. Dead Inside
4. Wingless
5. Denied
6. Within the Realms of Human Awerness
7. Ad Litora Inferni
8. Oncoming Apocalypse
9. Raining Blood (cover degli Slayer)
10. The Parasite’s Curse

LAHMIA
Si avvicina la salita sul palco dei Fleshgod Apocalypse, ma prima c’è da assistere allo show dei Lahmia, Melodic Death Metal band romana che ha seguito il quintetto perugino nel tour italiano. Ero rimasto già particolarmente colpito dai capitolini ascoltando il loro disco “Forget Every Sunrise” (e detto da me che poco sopporto il Melodic…), e con il loro concerto in terra partenopea non hanno fatto altro che confermare la buonissima impressione avuta in passato. Solo sei i pezzi suonati dai ragazzi romani, quasi tutti presi dal nuovo disco, anche per loro in uscita quest’anno. Quasi perché insieme alle varie “Drag me to Hell”, “Into the Abyss”, “Nightfall”, “The Tunnel” e “Strenght for my Wounds”, i Lahmia hanno proposto anche un’interessante rivisitazione di un classico dei Judas Priest, “Nightcrawler”. Con una prova compatta, i Lahmia hanno dimostrato perché hanno seguito in tour i Fleshgod Apocalypse e perché sono ritenuti da molti una delle più interessanti realtà del panorama Swedish Death nazionale.

Setlist:
1. Drag me to Hell
2. Into the Abyss
3. Nightfall
4. The Tunnel
5. Nightcrawler (cover dei Judas Priest)
6. Strenght from mu Wounds

FLESHGOD APOCALYPSE
Face painting nero. Frac. Tommaso Riccardi, Paolo Rossi, Cristiano Trionfera, Francesco Paoli e Francesco Ferrini salgono sul palco. È il momento dei Fleshgod Apocalypse, headliner di quesa prima edizione del festival. Una prova sontuosa per la band della Nuclear Blast, autrice di uno spettacolo musicalmente e scenicamente perfetto. Il mix di Death Metal brutale e sinfonia “dimmuborgiriana” viene proposta dal quintetto in egual modo al cd: non una nota fuori posto, un assalto continuo, il tutto condito da una presenza scenica mostruosa.
L’intro “Temptation” inizia ad accendere gli animi del pubblico, ma è con “The Hypocrsy” che si scatena il putiferio: il calore dell’audience partenopea avvolge il gruppo facendo da contorno alla sontuosa prova dei Fleshgod. Alla fine dei pezzi i ragazzi si girano di spalle, parte un introduzione sinfonica, Tommaso si gira e presenta il pezzo con poetiche citazioni (certo con quel tono…..) e si riparte col massacro.con “The Egoism” si scatena un moshpit selvaggio, che prosegue con il salto nel passato della band umbra, che propone “Thru our Scars” e la bellissima “Requiem in SI Minore”, prima di demolire quel che resta di sano nelle ossa dei fans con “The Deceit”. Arriva poi il momento che tutti aspettavano. Parte l’intro orchestrale, Tommaso cita il Sommo Poeta (“Fatti non foste per viver come bruti…”), i violini incalzano: “The Violation” scatena il pubblico napoletano. Spinti dall’entusiasmo dei fans i Fleshgod spingono sull’acceleratore, offrendo con il loro singolo il pezzo con la miglior performance del loro set. Da brivido l’urlo col quale tutto il pubblico accoglie le primissime note del pezzo, sorprendente quando sulle parti pulite di Paolo i ragazzi nelle prime file si girano verso di lui cantandogli appresso. Col penultimo pezzo i Fleshgod compiono un nuovo salto nel passato con “In Honour of Reason”, prima di chiudere un concerto fantastico con “The Forsaking”.
Uno spettacolo come non se ne vede da anni, con forse l’unica pecca della tosse che ha attanagliato Paolo e che gli ha impedito di offrire una buona prova con le clean vocals: spesso, andando in difficoltà, ha dovuto abbandonare i suoi classici acuti, ma ciò non abbassa il livello qualitativo del loro concerto.

Setlist:
1. Temptation (Intro)
2. The Hypocrisy
3. The Egoism
4. Thru Our Scars
5. Requeim in SI Minore
6. The Deceit
7. The Violation
8. In Honour of Reason
9. The Forsaking

Così la prima edizione del Countdown to Apocalypse passa agli archivi. Un’edizione che, leggendo in giro i feedback entusiastici di chi ci è stato, ha lasciato contenti tutti, dalle bands al pubblico. Peccato solo per l’affluenza mediocre, che non paga delle prove egregie di tutte e sei la bands e gli sforzi organizzativi della Kick Ass Corporation, l’associazione che più di altre sta cercando di far qualcosa per la scena partenopea (contando soprattutto che gli altri promoters sono praticamente inesistenti: tra chi dice d’organizzare ma lo fa con i soldi degli altri e chi fa festival su festival e va a chieder soldi, la situazione non è delle più rosee). L’appuntamento con il Countdown to Apocalypse II dovrebbe essere nel prossimo dicembre: il 21.12.2012, per la precisione. Con un nome simile, non esiste in effetti data migliore per questo festival.

Ogre

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martedì 14 febbraio 2012

LIVE REPORT - ENTOMBED

05-02-12 - Entombed @ Demodè - Modugno (BA)

Sono passate da poco le 20 quando dopo esserci scoppolati circa 180 km, arriviamo al demodè di modugno dove da lì a poche ore una leggenda del death metal svedese valcherà un palco nel sud italia per la seconda volta. Nell'attesa dell'apertura delle porte tra una birra e un boccone i presenti devono sorbirsi un dvd di michael jackson, per di più a volume elevato... fortunatamente qualche genio capisce che il pubblico presente è lì per qualcosa un tantino diversa, quindi via a live cannibalism dei cannibal corpse... dopo qualche difficoltà nel premere play! Finalmente però si aprono le porte e la gente si fionda nel locale; verso le 21,50 si sentono le prime schitarrate: sono i Vinterblot ad aprire la serata con il loro death metal pagano forti dell'uscita del loro primo full lenght "Nether Collapse". Il suono è buono e l'impatto c'è, poi loro giocano in casa e buona parte del pubblico (non ancora molto numeroso) apprezza e incita la band scapocciando a tempo, e tra un brano e l'altro, nella mezzoretta a disposizione, i ragazzi di bitonto tirano fuori anche una cover di "Paranoid" dei Black Sabbath in una versione abbastanza incazzata.
Circa 15 minuti per il cambio palco ed ecco arrivare i casertani Midian: tecnicamente ci sono, e si muovono sul palco con gran disinvoltura, segno che la band è rodata ed è a proprio agio nella dimensione live, purtroppo il suono delle chitarre è un po' troppo chiuso all'inizio della loro esibizione, migliorerà man mano che la performance va avanti. La voce della frontwoman Miriam Granatello è dura e aggressiva, ma in alcuni frangenti risulta nascosta dal resto della band, ma tutto sommato i brani tratti dal loro disco d'esordio "Screaming Demon" scorrono bene e la loro mezzora di concerto rende benissimo.

Ok, le prime due band hanno scaldato per bene il demodè e il suo pubblico, ma la situazione da calda diventa rovente: è il momento dei Buffalo Grillz!!! La band capitanata da Enrico "Tombinor" Giannone (ovvero una grande vecchia conoscenza della scena estrema italiana e non solo, grazie ai palchi calpestati e ai timpani devastati in anni ed anni con gli inossidabili Undertakers), è una furia cieca! Grind al fulmicotone vomitato sui presenti, Mastino dietro le pelli detta i tempi con dei blast beat fulminanti, Cinghio e Gux mitragliano riff senza tregua, e Giannone si muove sul palco con la grazia di un gorilla scappato dalla neuro.
In circa 45 minuti i Buffalo Grillz sfoderano brani sia dal disco d'esordio "Grind Canyon" che dal lavoro di imminente uscita "Manzo Criminale" passando da "New World Disagium" a "Forrest Grind", da "Grind Raccordo Anulare" fino adirittura da una improbabilissima cover di "La Canzone Del Sole" di Battisti che non solo si sarà rivoltato nella tomba, ma con ottime possibilità si è disseppellito e sta già cercando il combo romano/partenopeo per una jam sepolcrale. Qualcuno tra il pubblico si lamenta perchè si poga troppo poco (e non ha torto!!!), quindi ci pensa il buon Tombinor a "rallegrare" la situazione lanciandosi oltre le transenne che stanno sotto al palco: stage diving continuando a cantare/urlare sempre stringendo in mano il microfono il cui cavo tirato all'inverosimile riesce a resistere a questa dura prova... in pratica quello dei Buffalo Grillz è stato davvero un Grind concerto!!!


Sono passati ormai 20 minuti oltre la mezzanotte quando parte l'intro che accompagna l'entrata in scena degli Entombed. Non faccio in tempo a notare che Nico Elgstrand è passato alla chitarra lasciando il posto al basso a Victor Brandt (già con i Satyricon), e si è subito travolti dal loro muro sonoro pregno di death metal old school con "Sinners Bleed"! Preso dall'incredibile impatto del combo di Stoccolma non ricordo precisamente la scaletta, ma la primissima parte del concerto è incentrata su brani del primo periodo come "Living Dead" e "Left Hand Path" e andando avanti si fa largo il death 'n' roll di pezzi come "Serpent Saint", "Say It In Slugs" o "When in Sodom". Lars Goran Petrov con la sua immancabile maglia di King Diamond (è la stessa che portava nel 2008 quando suonarono al teatro Kismet di Bari) è in ottima forma, e tutti hanno una spettacolare presenza scenica, specialmente Victor che con il suo basso si immola al centro del palco, ma raccapricciante il momento in cui Petrov nel tentativo di soffiarsi il naso rimane con il blob (il fluido che uccide) che penzola tra barba e capelli, e risolve il guaio spalmandosi il tutto sulla testa... brividi!
Il concerto va avanti e gli Entombed continuano a macinare: in ordine rigorosamente sparso "Crawl", "Demon", "I For An Eye", l'immancabile "Wolverine Blues", e ancora "Eyemaster", "Hollowman" e molte molte altre per circa 2 ore di live incandescente! Una prestazione superba: la loro brutalità sul palco probabilmente è superata solo dalla loro umiltà sotto al palco come si accorgeranno molti fans dopo il concerto... che gente fantastica! Dopo una vera e propria lezione di death metal nordico i nostri si prestano tranquillamente per foto e qualche chiacchera mentre i tecnici si aggirano sul palco per cominciare a smontare, la serata è finita e il roboante tuono degli Entombed è ancora fervido... ma è ora di rimetterci in marcia per i 180 km del ritorno, qualcuno tra poche ora dovrà andare a lavorare!

Foto by Dax: flickr.com/daxpala

Piranha


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mercoledì 28 dicembre 2011

LIVE REPORT - CORONER + SCHIZO + guests


10-12-11 - Coroner + Schizo + guests @ Demodè – Modugno (BA)

La notizia uscì fuori il giorno dopo la data di Trezzo, che sembrava l'essere l'unica discesa sul suolo italico: Coroner a Bari!
"Porca puttana, cascasse il mondo ci dovrò essere!" fu il mio primo commento, leggendo la news, che mi rese molto meno amaro il fatto di essermi perso il concerto della sera prima.
L'evento è di quelli storici per tutti i thrashers meridionali, ancor più per noi pugliesi, che abbiamo l'insperata opportunità di vederci un gruppo storico a a pochi km da casa; senza dubbio un grosso colpo quello realizzato dalla Rockcult.
La cornice dell'evento sarà il Demodè, ottima location, già collaudata per eventi metal di un certo livello, come le ultime edizioni del TMF.
Arrivato finalmente il fatidico giorno riesco ad entrare nel locale non appena i Cruentus terminano l'ultimo pezzo, ragion per cui lascio che a commentarvi le prime due bands sia l'altro nostro recensore Dave:

"I Tales Of Deliria, in occasione dell'uscita del loro album di debutto "Beyond The Line", si sono presentati sullo stage più preparati che mai: il quintetto é in continua crescita, e concerto dopo concerto ho modo di notare i loro continui miglioramenti.
Il tutto si apre con "Towards North", la terza traccia del loro album; si continua con "Under This Shroud" e con la title track "Beyond The Line", seguita da "The Anguish Fixer". Il pubblico apprezza, e una volta partita "Over The Wall", cover della nota canzone dei Testament, il pogo parte più forte di prima.
Anche gli ultimi due brani della scaletta, "Etheral Warrior I" e "Etheral Warrior II", risultano apprezzatissimi dal pubblico.
I Cruentus, storica band death metal barese formatasi nel 1990, saliti sul palco subito dopo i Tales Of Deliria, mostrano tutto il loro valore: sarà impossibile non farsi prendere da riff di vera fattura Death Metal Old School, e l'headbanging si é presto rivelato un "must". Dimostrano di essere davvero la band di valore che ci si aspettava."

Tornando a me, lo scenario che ho davanti al mio arrivo è di una sufficente presenza di pubblico ( forse ci si poteva aspettare anche un pò di più considerando che si parla sempre di un pezzo importante del thrash degli anni d'oro,anche se con meno visibilità di quanto avrebbero meritato all'epoca) ma c'è ancora l'attenuante dell'orario. Confido che le presenze aumentino considerevolmente.
Mi stupisco nel notare poche facce conosciute, segno evidente che l'evento ha avuto grande risonanza nelle altre regioni ma non tantissima nei confini locali.


Nel frattempo on stage iniziano gli SCHIZO, di ritorno qui al Demodè dopo l'esibizione del TMF 2008. Come fu per allora la band mette su un'esibizione violenta e convincente. La discografia del gruppo catanese si sa, non è molto fornita, ma si estende per un periodo abbastanza lungo, perciò è facile notare le diverse influenze che intercorrono tra i periodi: il thrash estremizzato e cattivo dei primi anni diventa più groove con i brani più recenti. Per fortuna però la scaletta verte per gran parte sui pezzi più nostalgici, particolarmente graditi sono gli estratti dell'album d'esordio, come "Make Her Bleed Slowly", la furente "Violence at the Morgue" ma soprattutto la titletrack "Main Frame Collapse" con il quale chiuderanno lo show. Non sfigurano però neanche episodi recenti come ad esempio "Electric Shock ".
Il singer Nicola Accurso col suo ormai classico passamontagna, coinvolge il pubblico che risponde alla grande con un pogo forsennato durante tutta l'esibizione. La band si conferma un pezzo di storia del metal italiano, e in particolare del metal del meridione.

Setlist Schizo:

Epileptic Void

Kill The Foetus
Demise : Desire
Mario Please Don't Cry
Make Her Bleed Slowly
Electric Shock
Ward Of Genocide
Necroschizophrenia
Violence At The Morgue
Delayed Death
Behind That Curtain
Main Frame Collapse



E'arrivato il momento tanto atteso. I Coroner sono sul palco, e nel frattempo il Demodè si è maggiormente riempito come si confà a una serata del genere. Vetterli, Marky e Royce si apprestano a fornirci una prova eccezionale, soprattutto per quanto riguarda Vetterli, vero mattatore del gruppo, particolarmente disinvolto a sciorinare i suoi riff tecnico-psichedelici su cui i Coroner han costruito la loro fama. Royce dal canto suo sembra aver fermato il tempo, la sua voce è perfettamente uguale dopo tutti questi anni.
Il pubblico è rapito dall'esibizione, si lascia andare a momenti di pogo durante gli episodi più thrash come la bellissima "Masked Jackal" oppure si gode il trip psichedelico dei pezzi più recenti. L'unica pecca sta nella scelta della scaletta, che va a prilegiare l'ultimo "Green" piuttosto che un "R.I.P." o un "Punishment for decadence", ma era difficile aspettarsi variazioni rispetto alla setlist di Trezzo.
I momenti più intensi si hanno dai ripescaggi di "Mental Vortex" su cui spicca la performance di "Semtex Revolution" (insieme a "Masked Jackal" il momento più alto del live), ma fanno la loro figura anche "Metamorphosis" e "Divine Step".
Di contro il momento più basso si ha con la discutibile cover dei D.A.F. "Der Mussolini", francamente un pò fuori contesto.
La chiusura è affidata all' unico estratto di "R.I.P." ovvero "Reborn through hate" che segue una gustosissima "Purple Haze" cover hendrixiana rifatta in chiave Coroner.
In conclusione, scaletta a parte, si è visto ciò che volevamo vedere dai Coroner, speravamo di vedere una band che ci riportasse indietro di un bel pò di anni e così è stato. Un'occasione imperdibile per chi voleva respirare un pò di anni 80, e per i presenti di quella sera ( si potrebbe dire sui 300) un'esibizione da ricordare.

Setlist Coroner

Golden Cashmere Sleeper, Part 1
Internal Conflicts
Serpent Moves
Masked Jackal
Still Thinking
Metamorphosis
The Lethargic Age
Semtex Revolution
Gliding Above While Being Below
Divine Step (Conspectu Mortis)
No Need to Be Human
Der Mussolini (D.A.F. cover)
Grin (Nails Hurt)

Encore:

Purple Haze (Jimi Hendrix cover)
Reborn Through Hate

Torrrmentor


(Foto di Annamaria D'Andrea)

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mercoledì 14 dicembre 2011

LIVE REPORT ESSENZA + MNEMOS

07-12-2011 - Essenza + Mnemos @ L'insonne - San Cassiano (LE)

Arrivata a "L'Insonne", San Cassiano, la prima cosa che mi colpisce è lo stile del locale, esteticamente piacevole non è enorme ma si sa, non è certo la metratura a far sì che una bella serata all'insegna della buona musica si concluda positivamente. Il posto comincia a riempirsi sempre di più, questa volta non ci sono solo i classici amici delle band o in questo caso del festeggiato Antonio (batterista degli Mnemos), sono presenti anche volti nuovi presumibilmente del posto o attirati dalla serata live in sè.
Cominciano a suonare i giovani "Mnemos",gruppo formatosi nel 2009 dall'incotro di Ludi De Ronzis (voce) e Francesco Probo (chitarra) tramite il loro insegnante di chitarra. La band sin da subito crea nuovi brani con uno stile molto personale. Alla batteria Alberto Probo nonchè fratello del chitarrista e al basso Michele Dell'Abate.
In questa serata ci fanno ascoltare per la prima volta alcuni inediti in vista dell'uscita del loro nuovo album.
La graziosa front girl affascina immediatamente con la sua morbida e trasportante voce.

Uno stile particolare,direi ben definito nonostante varie mescolanze fra classico Rock anni 90 e sperimentale. I pezzi sono tutti caratterezzati da questa impronta stilistica e al tempo stesso sono abbastanza diversi da mantenere sempre accesa l'attenzione e la voglia di scoprirli secondo dopo secondo. Buona la scelta di fare alcuni brani anche in italiano, a mio avviso con un ottimo risultato. Se segui il genere non possono non piacerti e affascinarti, auguro ai ragazzi di continuare su questa strada perchè hanno un potenziale non indifferente.
Arriva il turno degli Essenza, band attiva dal lontano 1993, formata dai due fratelli Carlo Giuseppe Rizzello (chitarra e voce), Alessandro Rizzello (basso) e Paolo Colazzo (batteria). Un' esplosione "Heavy" da far spalancare gli occhi a chi proprio non se l'aspettava perchè magari non era a conoscenza della band e della sua musica. La cosa che mi ha affascinato di più è stata la reazione della gente, sin dall'inizio si è creato in prima fila un muro umano di capelloni che ondeggiavano a ritmo e dietro di loro il classico immancabile pogo il tutto sotto lo sguardo stupito di chi poi si è fatto prendere dalla situazione e ha cominciato a diverstirsi.. Possiamo dire che gli "Essenza" hanno avuto il merito di coinvolgere anche chi col genere non aveva nulla a che fare! Musicalmente e tecnicamente parlando impeccabili, hanno suonato fino a sfinire la folla rimasta sicuramente soddisfatta della serata. La loro discografia vanta 5 album, due demo e 5 compilation, e l'esibizione si è incentratrata sui brani che attualmente rappresentano il gruppo ovvero quelli di "Devil's Breath", partendo dall'omonimo "Devil's Breath", alla mia preferita "Rock 'n' roll blood",a "Deep into your eyes", "Dance of liars", "Edge of collapsed world", "Universe in a box".

Infine un tuffo nel passato attraverso i vecchi pezzi come l'immancabile "L'Alieno è su di noi" dall'album "Suggestioni" del 2000.

Un particolare riconoscimento va anche a "L'Insonne" di San Cassiano perchè i locali che accolgono e danno la loro disponibilità per questi eventi contribuiscono a mantenere viva la scena musicale Rock/Metal salentina e non è roba da poco!


Rigmor


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martedì 1 novembre 2011

LIVE REPORT - VULGAR FEST VI

15.10.2011 VULGAR FEST VI @BIKE E ROCK MANDURIA (TA)

Presente stavolta alla kermesse estrema del Vulgar fest, giunto ormai alla 6 edizione, che quest’anno rappresentava l’underground estremo inglese supportato dal Metal italico.
Serata fredda quella di Manduria, ma per fortuna già la prima band, i baresi Human slaughterhouse, ci dà modo di scaldarci, supportati anche da una discreta presenza di pubblico, (finalmente la gente arriva in tempo utile da vedere anche le prime band), i ragazzi ci regalano un ottimo live, eseguito benissimo ed agevolato dal pogo delle band inglesi che hanno supportato tutti i gruppi durante l’esibizione, con uno spirito di unione e supporto tra band stesse, che da troppo tempo manca al sud Italia. Ottimo Death Metal, di scuola americana il loro, suonato benissimo e valorizzato dalla loro esibizione live, un altro esempio del Metal estremo che in Italia sforna sempre ottime band.

E’ ora il turno della prima band inglese, i Merciless precision, che, con il loro Grindcore, hanno totalmente devastato la platea, ora, in più occasioni ho visto cantanti Metal incitare il pubblico a partecipare al live, ma raramente ho visto un cantante come Harry (ribattezzato the terrorist), che cantava tra il pubblico, pogando e dando sfoggio ad un’esibizione meravigliosamente trascinante, un live estremo sotto tutti i punti di vista.

Mentre ci si lecca le ferite dopo il live dei Merciless precision, e non solo figurativamente per qualcuno, è il turno di Regurgitate life, one man band di scuola decisamente più Death.
Ottima prova la sua, meno focosa dei Merciless precision ma più da gustare, l’esecuzione tecnica da parte del chitarrista cantante è davvero pregevole, assoli stupendi mixati a dovere con riff spaccaossa ed un timbro di voce sapientemente incastrato nella sessione ritmica, ottimo live anche per gustare le doti tecniche oltre alla cruda violenza del genere estremo.

Ora, prendete un animale feroce e tenetelo senza cibo per 10 anni, poi fate entrare qualcuno in quella gabbia…..se l’animale non è morto(come molti credevano), sbranerà senza pietà il poveretto, ecco spiegato cos’hanno fatto i Necrotorture al pubblico del Bike e rock…..in un momento sul palco c’è un pezzo di storia del Brutal italico a dettare i canoni del genere. Un muro sonoro potentissimo, con un ottima prova dietro le pelli, dove in molti guardavano….il ragazzo non è Antonio l’alieno Donadeo, ma crescerà insieme alla band, con margini di miglioramento assurdi visto cosa sa già fare live. Sulla prova della band, musicalmente sopra le righe come sempre, ma il lungo digiuno ha solo caricato di ferocia Alex, l’ultima volta che ho visto un cantante brutal tenere il palco così magistralmente ero ad un live dei Suffocation ed il frontman era mr Frank, ma quest’alex ha ben poco da invidiare. Uno dei migliori live a cui abbia assistito ultimamente.

Il tempo di riprendersi dall’esecuzione dei Necrotorture che comincia il live degli Oblivionized, Grind-Death tiratissimo il loro, senza fronzoli, a sputare in faccia tutta la violenza dell’underground d’oltre manica. Tempi tiratissimi, intrecciati a vorticosi riff che impreziosivano il cantato del singer, con una tenuta di palco da veterani nonostante la loro giovane età, purtroppo l’unica loro sfortuna è di aver suonato dopo i Necrotorture, che dopo 10 anni di stop non erano intenzionati a fare prigionieri, ma hanno comunque tenuto alto il nome loro e della loro scena underground.
Tirando le somme di questa 6 edizione del Vulgar fest, la nostra scena underground è viva e florida visto le band ed il modo in cui si esprimono, nella ricerca di band che rappresentino l’underground dei loro paesi, l’Italia anche stasera non ha nulla da invidiare a nessuno,forse, da invidiare all’estero abbiamo solo il supporto che le band si danno tra di loro, i ragazzi inglesi erano contemporaneamente band e spettatori supportando direttamente le esibizioni di tutte gli altri gruppi, favorendo uno spirito di interscambio musicale e culturale che il Vulgar fest cerca da anni di favorire.
Un ringraziamento a chi ci segue costantemente, facendo diventare di diritto il Vulgar fest una piccola realtà nell’espressione dell’underground estremo, chiudendo, a nome mio, di Metalarci, del Vulgar fest e di tutti i presenti, ringrazio di cuore tutte le band che ci hanno omaggiato della loro presenza sul palco e chi non avendo paura del Metal estremo per cattivoni, ha supportato l’evento, a Mimmo ed al Bike e rock per permettere nel suo piccolo alla scena di continuare ad esistere con la promessa che la 7 edizione sarà ancora più estrema e feroce, e guardando in casa nostra, concludo dicendo, finalmente, bentornati Necrotorture.
Furia


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venerdì 7 ottobre 2011

LIVE REPORT - SUMMER BREEZE 2011

17.08.11 - 20.08.11 - Dinkelsbühl - Germania

Quest’ultima edizione del Summer Breeze non ha riservato grosse novità a livello organizzativo: il Party Stage, quello al coperto, è stato un po' ingrandito, per forza di cose considerando il tutto esaurito annunciato già mesi prima.
Ciò nonostante il sovraffollamento è stato costante e fastidioso soprattutto negli ultimi giorni.


MERCOLEDI 16 AGOSTO:

In realtà l’inizio ufficiale del festival è annunciato per il giorno dopo, ma i concerti cominciano già oggi per il cosiddetto “Warm Up”.
I primi a fare casino, come ogni anno, sono loro, il “Musikverein Illenschwang”, cioè una banda dotata di trombe e tamburi del paesino adiacente alla località del festival.
Negli anni precedenti facevano una vera e propria parata attraverso il campeggio, quest’ anno no.
Segue il “New Blood Award”: una manciata di band emergenti tedesche si sfidano per aggiudicarsi la possibilità di suonare sul Mainstage il giorno dopo.
Quest’ anno i vincitori sono stati gli “Steve from England”.
Dopo tutto ciò è finalmente arrivato il momento per qualche band decente: i MELECHESH sono stati i primi a suonare sul Party Stage, gran parte del tendone era pieno e il pubblico si è dimostrato molto partecipe. Ottimo lo show offerto dai sumeri anche se le chitarre non si sentivano un granchè.
Segue il gruppo più popolare della giornata, gli SCAR SYMMETRY, il tendone si riempie ancora di più, buona pure la loro prestazione anche se ogni tanto al cantante sfuggiva qualche falsetto. I DESTRUCTION sembravano un po' annoiati sul palco, insomma musicalmente parlando erano perfetti solo mancava un pò di interazione col pubblico.
I Vader sono gli Headliner di questa giornata e in effetti hanno svolto egregiamente il loro compito presentando uno show energico e coinvolgente. Ancora una volta però i suoni non erano perfetti.


GIOVEDI 17 AGOSTO:

Oggi fa ancora più caldo, purtroppo nell’area del festival, a parte il tendone del Party Stage non c’è alcuna possibilità di sfuggire al sole…
VREID sono i primi di una tripletta di band Black Metal dalla Norvegia: show godibile, i ragazzi s’impegnano ma il tendone resta mezzo vuoto, il pubblico un pò addormentato. Per I KVELERTAK abbiamo almeno tre volte tanto pubblico, il loro e un genere un po' difficile da descrivere, hanno un attitudine un po' Punk, comunque la maggior parte pubblico sembra apprezzare.
Il cantante dei KAMPFAR ce la mette tutta ed in effetti i ripetuti incitamenti funzionano: il risultato e uno show energico ed un ancor più energico feedback!
In scaletta canzoni nuove con un occhio di riguardo per album come “Norse” e “Ravenheart”.
Sul Mainstage inizia lo show degli ARCH ENEMY sulle note di “Kaos Legions” tuttavia il resto del concerto prosegue nella noia: Angela sta li, salta, urla, strafa… e alle nostre orecchie giunge il solito muro sonoro che però non coinvolge più.
A sollevare le sorti della serata sono stati i DECAPITATED con un concerto pazzesco, davvero una delle migliori sorprese!
Li abbiamo già visti in Italia in precedenza ma stavolta e’ stata un esperienza eccezionale: riff ultraviolenti e suoni perfetti. E il tendone diventa strapieno.
Seguono in scaletta gli HACKNEYED, una giovane band tedesca, i membri sembrano avere tutti circa 20 anni e propongono un Death/Hardcore ben accolto dal pubblico di compatrioti.
E’ la volta degli IN EXTREMO, una delle band più attese dal pubblico tedesco: il loro show prosegue fra fuochi d’artificio e acrobazie del cantante, balli folkloristici e costume da Jack Sparrow….per chi non e’ amante del genere e’ meglio tenersi alla larga.
I MARDUK fanno qualcosa di pazzesco, perfetto: suoni da album, setlist varia con canzone di tutte le epoche, Mortuus e’ sempre incazzatissimo ma e’ cosi che ci piace.
C ‘e pure il tempo per un bis con “Azrael”.
Sul Party Stage intanto va avanti un baccanale con gli EXCREMENTORY MOTHERFUCKERS: nonostante l’ora tarda il tendone e’ strapieno ed assistiamo ad uno show violento ma divertente…ogni tanto qualche membro dei VARG decideva di passeggiare sul palco senza alcun motivo apparente… Con piacere scopriamo che il cantante dei Dark Funeral è ancora in circolazione con la sua band, i WITCHERY, davvero una bella sorpresa: il genere e’ un po' diverso, siamo più su un Death/Thrash Metal. Tuttavia vesti e facepainting sono sempre gli stessi.
Infine alle 2 di notte iniziano gli Aborted: nonostante l’ora tarda assistiamo ad un concerto energico e pure il pubblico, nonostante la lunga giornata di festival sotto al sole , risponde alla grande.
Quella notte, qualche ora più tardi, un violento nubifragio si abbatte sul festival sradicando diverse tende e allagandone altre…


VENERDI’ 18 AGOSTO:

Il primo gruppo di oggi sono gli HAIL OF BULLETS: inizialmente non convincono molto, non c e’ molto movimento, andando avanti pero’ lo show diventa piu’ energico. Dedicano pure una canzone alle 4 persone che sono morte ad un festival in Belgio il giorno prima per via di un nubifragio. Davvero bravi gli ENSLAVED, cercano pure di parlare a stenti in tedesco ma nessuno capisce….in ogni caso il loro lavoro lo fanno benissimo,ottimi i suoni, il risultato è un concerto mozzafiato.
Passiamo ai TURISAS…..stavolta suoni orripilanti, uno schifo totale ma lo stesso riescono ad esaltare. Non stanno fermi un attimo, il cantante Mathias Nygard parla tantissimo, al punto da penalizzare la stessa setlist in termini di minutaggio.
Molto meno gente del previsto a vedere I BOLT THROWER, show buono ma senza particolari picchi da segnalare per chi non ne è un fan sfegatato.
Seguono in scaletta sul Pain Stage gli AMORPHIS: il cantante potrebbe seriamente ferire qualcuno durante l’headbanging con I dreadlock che si ritrova.
Comunque lo show e’ davvero bello, un set vario che ripesca canzone di tutte le epoche, davvero meritato il posto da headliner.
Nel Party Stage ci e’ stata la brutta sorpresa di ritrovarsi I VICIOUS RUMORS al posto degli ATHEIST, la notizia non era stata annunciata quindi molti lo scoprono solo ora..
Gasatissimi sul palco I Kataklysm per due (buoni) motivi: festeggiano i loro 20 anni e registrano lo show per il prossimo dvd.
La setlist è un po' diversa dal solito, riusciamo a sentire molte canzoni vecchie mai suonate dal vivo prima, oltre ovviamente alle loro hit: davvero energico lo show, si vede da lontano chilometri che ce la mettono tutta…pero’ il cantante e’ logorroico, non c e’ niente da fare.
Restiamo svegli fino a notte inoltrata per vedere gli EINHERJER e come noi molti altri: inizialmente i suoni li penalizzano pesantemente ma dopo un po’ va meglio. Propongono pure una canzone nuova che sfortunatamente suona come un altro loro pezzo ben conosciuto…nonostante questo lo show è di buon livello e la veglia ne è valsa la pena.


SABATO 19 AGOSTO:

Ultimo giorno: troppo presto per miei gusti (11.30) suonano I BENIGHTED.
Comunque sono il gruppo giusto per svegliarsi, davvero eccezionali. Il cantante oltretutto dedica una canzone al suo dentista, un'altra invece è per il chitarrista che a breve si sposa. Invece il bassista si rende protagonista di un crowsurfing che non sembrava finire mai.
E’ un piacere vedere che un gruppo che non sta sul palco per lavoro, ma che a ogni concerto si diverte come se fosse la prima volta.
Piu’ tardi andiamo nel Party Stage dove incontriamo gli esaltatissimi SWASHBUCKLE con il loro look da pirati, il tendone e’ talmente pieno che chi arriva tardi non ha modo di entrare. Musicalmente parlando suonano un Death-Thrash Metal abbastanza godibile, comunque ancora non mi sento di condividere l’entusiasmo della maggior parte della folla nei loro confronti.
Seguono subito dopo gli OBSCURA: questo gruppo tedesco e’ in continua ascesa da diversi anni ormai.
Le loro canzone non sono esattamente semplici da rendere in sede live ma il risultato e’ convincente e la crescente fama assolutamente meritata.
Per quanto riguarda TARJA non c’e molto da dire, la maggior parte del pubblico era lì per caso o per curiosità, un piccolo gruppo di veri fan si è accalcato sotto il palco ed effettivamente cantava tutto a squarciagola, lanciava cuori di peluche sul palco, ecc…
La setlist ripesca piu’ di una canzone dalla Nightwish-epoca come “The Siren ” e la cover “Over the hills”.
Corsa verso il Party Stage dove suonano I TYR: in scaletta per lo piu’ canzone nuove, il cantante Heri ha avuto un brutto inizio, certe volte sembrava cantare in falsetto, comunque col procedere del concerto migliora pure la sua performance.
Il pubblico e’ numeroso e partecipe.
I GOD DETHRONED hanno suonato il loro ultimo concerto stasera. Sono stati proposti pezzi di tutta la loro carriera, in particolare da “Boiling Blood” e “Under the sign of an iron cross”. Concerto coinvolgente, perfino I suoni erano perfetti stavolta.
I Vomitory fanno vomitare, ma per la gioia! Davvero uno dei migliori concerti del festival. Veloci , brutali e suoni da album. Il pubblico reagisce a dovere.
Infine alle 2 di notte inizia a suonare un gruppo greco, i Rotting Christ. Suoni un pò troppo sparati, la batteria andava per fatti propri comunque nel complesso è stato piacevole e un buon modo per concludere il festival.


Giulia Pullo


Continua…