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martedì 22 novembre 2011

Intervista - MERCILESS PRECISION

1) Com’è stata la vostra esperienza in Italia e al sesto Vulgar Fest?

Ciao. Tutto il tempo che abbiamo trascorso in Italia è stato assolutamente fantastico; la gente che abbiamo incontrato era accogliente, indifferente agli sguardi lunghi e penetranti a cui siamo stati soggetti a Manduria. Il cibo era meraviglioso, il posto era interessante, e ci siamo trovati perfino a socializzare con un grindcore dog razzista di nome Fernando. Quando siamo arrivati al luogo preciso del festival, siamo stati trattati incredibilmente bene, abbiamo visto una bella schiera di gente barbuta e abbiamo mangiato del cibo ancora più epico grazie agli Indian Bikers MC. Le bands che hanno suonato lì erano piuttosto solide, e siamo stati felici non solo di riavere con noi i vecchi amici dell’Oblivionized/Regurgitate Life tour, ma anche di farci parecchi nuovi amici italiani. Non capivamo una fottuta parola di ciò che molti di loro dicevano, ma avevano tutti dei buoni gusti (anche se a loro piaceva la nostra band). I bikers erano tostissimi e i tecnici del suono che hanno lavorato quella sera hanno fatto un lavoro brillante rendendo il nostro sound spaccatimpani come sempre. Anche il pubblico era piuttosto piacevole; ci urlavano contro, pogavano, ballavano in maniera assurda, e tutte le altre cose che ti aspetteresti da un pubblico malato; si son fatte vedere perfino delle donne, che è una cosa insolita, ma comunque è un qualcosa a cui ci abitueremmo facilmente. Abbiamo dormito poco a causa di una grassa sgualdrina che faceva rumore fino alle quattro di mattina entrambe le notti in hotel, e una caccia all’uomo fino alle sei di mattina per Zac, Zed, Black Phil e me dopo il festival, ma comunque abbiamo passato un periodo fottutamente grandioso, e sicuramente ritorneremo presto in Italia per avventure ancora più violente e depravate.

2) Il vostro sound è molto estremo, ma le vostre performance live sono addirittura migliori, anche la scena britannica è così estrema?

Prima di tutto grazie per i tuoi complimenti; il fatto che la gente in Italia ha gradito la nostra proposta significa molto per noi. La scena britannica è abbastanza varia; a volte facciamo serate dove le persone si scatenano le une sulle altre, e a volte ci sono serate dove siamo soltanto noi a scatenarci e a spaccare cose. Ad essere onesti, il pubblico che avevamo in Italia era di gran lunga il più grande per cui abbiamo mai suonato, e in questo senso era un piacere trovarsi così distanti dal Regno Unito. Ci sono un sacco di concerti in Inghilterra, ma ad essere onesti non ci sono molte band Grindcore al nostro livello, e molti concerti non sono poi così estremi. C’è una scena Metal abbastanza buona a Bristol (la città più vicina da dove abitiamo), e anche una discreta scena Hardcore-Punk. Recentemente ci siamo trovati a suonare con i Severe Torture, pertanto ci sono anche delle buone band che vengono da tutta Europa, che aiuta molto il processo.

3) Perché, secondo voi, le band estreme hanno meno occasioni di suonare?

Io penso che le band estreme avranno sempre meno occasioni di suonare, semplicemente perché la maggior parte della gente che comanda il mondo sono fottute femminucce. Penso che dobbiamo solo imparare a conviverci: una delle cose più belle della musica estrema è che abbiamo un piccolo ma affezionato gruppo di persone che davvero vivono per la scena underground. È vero che la gente è tenuta lontano dall’aggressività, la ferocia e l’intensità della musica, ma come dico sempre io, è semplicemente la natura del genere: significa che dobbiamo fare meno concerti rispetto alle altre band, ma questo non ci importa.

4) Avete mai pensato di addolcire il vostro sound, in modo da avere più occasioni di suonare dal vivo?

Non giudichiamo i musicisti che preferiscono suonare in band commerciali, ma non vorremmo mai che la nostra band lo fosse. Siamo consapevoli che se smettessimo di colpire la gente ai concerti e rompere loro i denti allora potremmo fare più serate, e ancora di più se aggiungessimo suoni melodici in modo che più ragazze e omosessuali ci apprezzino, ma come ho detto prima, la nostra musica non è fatta per i ragazzini o le femminucce, quindi non siamo disposti a compromettere il nostro sound per piacere alle persone con jeans attillati, tatuaggi da marinaio o ciuffi emo. Non giudichiamo la gente a cui piace civettare in discoteca ma la nostra musica non è per loro.

5) Quali progetti possiamo aspettarci dalla vostra musica per il futuro?

Beh, abbiamo già delle registrazioni, quindi molto presto il nostro ep “Blood God” dovrebbe essere pubblicato (è stato registrato da Sammy Urwin dei Regurgitate Life e degli Oblivionized) attraverso Malignant Manifestation Productions, e un altro lavoro seguirà subito dopo e conterrà altro materiale inedito. Non solo, abbiamo anche in programma uno split con un’altra band britannica chiamata Lance Uppercut (che speriamo possa essere inciso anche su vinile oltre che su CD). Abbiamo alcune ottime date per il 2012, incluso un tour in Messico per il mese di Maggio, e faremo da supporto per i Napalm Death a Bristol molto presto, che sarà una data fottutamente certa. Sul biglietto per i Napalm Death ci sono anche i Witch Cult così come pure i nostro “tag team partners” Human Cull; entrambe sono delle band veloci ed energetiche, quindi sarà una cosa fantastica. Stiamo mirando più che possiamo ad uscire dal Regno Unito quindi se qualcuno gradisce farci venire in Italia o da qualche altra parte non abbia paura di farci un fischio. Infine, voglio ringraziare tutti coloro che ci hanno dato una mano per la nostra partecipazione al Vulgar Fest VI, un grazie anche a tutti coloro che sono venuti, che hanno comprato le magliette o ubriacato Luke col vino, grazie a Mimmo e agli Indian Bikers MC (speriamo che ti sia goduto il compleanno fratello!), e un ringraziamento speciale va al signor Morganti per aver riempito la nostra pancia così come anche a Fernando il cane razzista grindcore per aver tenuto pulite le strade di Manduria. Saluti ragazzi: spaccate sempre.

Ringrazio la band per lo show al sesto Vulgar Fest e per l’eccellente figura che hanno fatto fare alla scena Inglese underground, ci si vede alla settima edizione.

Furia


Continua…

martedì 1 novembre 2011

LIVE REPORT - VULGAR FEST VI

15.10.2011 VULGAR FEST VI @BIKE E ROCK MANDURIA (TA)

Presente stavolta alla kermesse estrema del Vulgar fest, giunto ormai alla 6 edizione, che quest’anno rappresentava l’underground estremo inglese supportato dal Metal italico.
Serata fredda quella di Manduria, ma per fortuna già la prima band, i baresi Human slaughterhouse, ci dà modo di scaldarci, supportati anche da una discreta presenza di pubblico, (finalmente la gente arriva in tempo utile da vedere anche le prime band), i ragazzi ci regalano un ottimo live, eseguito benissimo ed agevolato dal pogo delle band inglesi che hanno supportato tutti i gruppi durante l’esibizione, con uno spirito di unione e supporto tra band stesse, che da troppo tempo manca al sud Italia. Ottimo Death Metal, di scuola americana il loro, suonato benissimo e valorizzato dalla loro esibizione live, un altro esempio del Metal estremo che in Italia sforna sempre ottime band.

E’ ora il turno della prima band inglese, i Merciless precision, che, con il loro Grindcore, hanno totalmente devastato la platea, ora, in più occasioni ho visto cantanti Metal incitare il pubblico a partecipare al live, ma raramente ho visto un cantante come Harry (ribattezzato the terrorist), che cantava tra il pubblico, pogando e dando sfoggio ad un’esibizione meravigliosamente trascinante, un live estremo sotto tutti i punti di vista.

Mentre ci si lecca le ferite dopo il live dei Merciless precision, e non solo figurativamente per qualcuno, è il turno di Regurgitate life, one man band di scuola decisamente più Death.
Ottima prova la sua, meno focosa dei Merciless precision ma più da gustare, l’esecuzione tecnica da parte del chitarrista cantante è davvero pregevole, assoli stupendi mixati a dovere con riff spaccaossa ed un timbro di voce sapientemente incastrato nella sessione ritmica, ottimo live anche per gustare le doti tecniche oltre alla cruda violenza del genere estremo.

Ora, prendete un animale feroce e tenetelo senza cibo per 10 anni, poi fate entrare qualcuno in quella gabbia…..se l’animale non è morto(come molti credevano), sbranerà senza pietà il poveretto, ecco spiegato cos’hanno fatto i Necrotorture al pubblico del Bike e rock…..in un momento sul palco c’è un pezzo di storia del Brutal italico a dettare i canoni del genere. Un muro sonoro potentissimo, con un ottima prova dietro le pelli, dove in molti guardavano….il ragazzo non è Antonio l’alieno Donadeo, ma crescerà insieme alla band, con margini di miglioramento assurdi visto cosa sa già fare live. Sulla prova della band, musicalmente sopra le righe come sempre, ma il lungo digiuno ha solo caricato di ferocia Alex, l’ultima volta che ho visto un cantante brutal tenere il palco così magistralmente ero ad un live dei Suffocation ed il frontman era mr Frank, ma quest’alex ha ben poco da invidiare. Uno dei migliori live a cui abbia assistito ultimamente.

Il tempo di riprendersi dall’esecuzione dei Necrotorture che comincia il live degli Oblivionized, Grind-Death tiratissimo il loro, senza fronzoli, a sputare in faccia tutta la violenza dell’underground d’oltre manica. Tempi tiratissimi, intrecciati a vorticosi riff che impreziosivano il cantato del singer, con una tenuta di palco da veterani nonostante la loro giovane età, purtroppo l’unica loro sfortuna è di aver suonato dopo i Necrotorture, che dopo 10 anni di stop non erano intenzionati a fare prigionieri, ma hanno comunque tenuto alto il nome loro e della loro scena underground.
Tirando le somme di questa 6 edizione del Vulgar fest, la nostra scena underground è viva e florida visto le band ed il modo in cui si esprimono, nella ricerca di band che rappresentino l’underground dei loro paesi, l’Italia anche stasera non ha nulla da invidiare a nessuno,forse, da invidiare all’estero abbiamo solo il supporto che le band si danno tra di loro, i ragazzi inglesi erano contemporaneamente band e spettatori supportando direttamente le esibizioni di tutte gli altri gruppi, favorendo uno spirito di interscambio musicale e culturale che il Vulgar fest cerca da anni di favorire.
Un ringraziamento a chi ci segue costantemente, facendo diventare di diritto il Vulgar fest una piccola realtà nell’espressione dell’underground estremo, chiudendo, a nome mio, di Metalarci, del Vulgar fest e di tutti i presenti, ringrazio di cuore tutte le band che ci hanno omaggiato della loro presenza sul palco e chi non avendo paura del Metal estremo per cattivoni, ha supportato l’evento, a Mimmo ed al Bike e rock per permettere nel suo piccolo alla scena di continuare ad esistere con la promessa che la 7 edizione sarà ancora più estrema e feroce, e guardando in casa nostra, concludo dicendo, finalmente, bentornati Necrotorture.
Furia


Continua…