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domenica 9 dicembre 2012

Recensione XFILIA

XFILIA - DEMO II
(2010, AUTOPRODOTTO)
DEATH BRUTAL


Da Belluno gli Xfilia presentano questo Demo II con una proposta death metal radicata nell'old school in pieno stile Deicide e Morbid angel dipanandosi in alcune sparate nel settore brutal con riferimenti molto più chiari a band come i Suffocation.
The herald, Mutilate ed inquisition fanno vedere bene la quadratura dei pezzi, la sessione ritmica è precisa e ben incastrata nella ritmica e le prove strumentali non hanno alcuna sbavatura.
War for dominance ed Into the depths risaltano le caratteristiche di questo Demo, da un lato una prova sia di riffing che solista da parte delle chitarre pefettamente armonizzata e che fà intravedere anche se in fase embrionale, ottimi spunti tecnico personali che in futuro potrebbero meglio delineare e contraddistinguere il sound, dall'altro una prova dietro le pelli davvero esaltante incalzata da un timbro vocale sempre presente e prezioso per tuaa la riuscita dei pezzi.
Sicuramente un demo serve più a tastare le qualità della band che ad altro,e dunque, anche se questo sound è ben suonato e ben strutturato risulta ancora acerbo sia a livello qualitativo che personale, ma le qualità intraviste fanno ben sperare per i futuri progetti sonori della band.

Voto: 5/10

Tracklist:
1 The Herald
2 Mutilate
3 Inquisition
4 War For Dominance
5 Into The Depths


Furia
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domenica 29 luglio 2012

Recensione ONICECTOMY

Onicectomy - Drowning for salvation
(2011, COYOTE RECORDS)
Brutal Death

Dopo aver ascoltato il promo, l’intero album Drowning for salvation dei baresi Onicectomy acquista ancora più pregio visto il lavoro di artwork ed impaginazione.
Musicalmente se si cercano melodie, falsetti e cavalcate di miny pony in foreste incantate, consiglio vivamente di cambiare album. Qui si fa metal, del più violento e marcio in circolazione, un sound tra Suffocation e Dying fetus, death brutal di scuola americana con quel pizzico di personalità che rende le band pugliesi del settore una garanzia per gli amanti del genere.
Un intro che serve solo a prepararsi al peggio, ci porta subito a Brain pressure breaking skull ed Burned heart extirpation, proponendo un concentrato di tecnica e violenza inaudite. Il muro sonoro piazzato dai riff è monolitico, una mazzata sonora degna di band ben più navigate, ma già da questi primi due brani ci si rende conto che la tecnica esecutiva e le composizioni muscali dei pezzi ci porgono di fronte ad un livello tecnico alto.
Tears purifying ways of sacriface ed Huma flesh dressing mettono in risalto il timbro vocale, un growl mai troppo cupo e scontato ma piuttosto un timbro dominante che impreziosisce il grande lavoro strumentale dietro ogni pezzo, curato molto anche nei testi, incentrati sui sacrifici umani del popolo azteco, altro punto che fa alzare il livello qualitativo dell’album visto l’ottimo modo in cui è trattato.
Virgin women cannibalistic ritual, è il pezzo che riassume tutto l’album, preciso, veloce, tecnico, violento……insomma perfetto, un pezzo dove tutti i capisaldi del genere vengono interpretati e personalizzati dimostrando quanto, avendone le capacità, si possa rendere ancora più completo un genere così estremo.
I hope you die è un dolce intramezzo per ricaricare le batterie, con un particolare gusto melodico compositivo, trovare un pezzo simile in un album talmente estremo è un’ottima trovata sia a livello compositivo che tecnico esecutivo.
Sins Piercing Impaled Wombs, Falling To The Cannibal Butchery e Drowning For Salvation chiudono questo lavoro con una mazzata nei denti proprio come era cominciato. Incastri ritmici perfetti, un lavoro dietro le pelli che a volte fa addirittura pensare ad una drum machine grazie anche all’incalzante prova del basso a rendere ancora più devastante la sezione ritmica, ed un growl che spazza via tutto, un sound maturo e micidiale che in ogni pezzo di questo Drowning for salvation si è fatto gustare ed apprezzare.
Se dovessi giudicare solo le doti tecniche degli Onicectomy ed il sound che esce fuori da questo Drowning for salvation, sarebbe tutto da promuovere a pieni voti, ma volendo andare oltre, una band così matura a livello compositivo non tenendo conto dell’anagrafe, è un miracolo che in puglia ormai è una costante.
Natron, exhumer, vulvectomy, stilness blade, human slaughterhouse, golem, mutala, onicectomy, necrotorture sono solo alcuni esempi reali di quanto la puglia sia un faro per il metal estremo non solo italiano, ecco perché questo drowning for salvation è un ottimo album che rafforza questo concetto e visto i margini di miglioramento della band prevedo tante soddisfazioni in futuro per questa band.


Voto: 7/10

Tracklist:
1 Brain Pressure Breaking Skull
2 Burned Heart Extirpation
3 Tears Purifying Ways Of Scarifice
4 Huma Flesh Dressing
5 Virgin Women Cannibalistic Ritual
6 I Hope You Die 1:22
7 Sins Piercing Impaled Wombs
8 Falling To The Cannibal Butchery
9 Drowning For Salvation

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lunedì 7 maggio 2012

Recensione INDECENT EXCISION

Indecent Excision - Deification Of The Grotesque
(2011, Grindethic Records)
Brutal Death Metal

Gli indecent excision portano questo Deification of the grotesque, esplorando territori e sonorità di brutal death che gli appassionati del genere gradiranno senz'altro.
Far partire un album di questo genere con The genesis of inhuman brutality, una parte di un film horror splatter, è quasi doveroso tanto per l'inizio che per il proseguio dell'album, ma già da Entwined by vermin submerged by vomit, si capisce che questo lavoro non è semplicemente questo, ma ha molto di più.
Ritengo infatti questo pezzo il migliore dell'album che da solo riassume quanto di buono c'è in queste tracce, produzione pulita ed ottima, atta ad esaltare tanto i suoni che un growl azzeccatissimo, nè sterile ed eccessivamente cavernoso nè debole ed inefficace, perfettamente incastrato con la ferocia delle ripartenze quanto nelle parti più cadenzate, che troppo spesso risultano più efficaci delle accelerazioni.
Purulent glansectomy, Torment through abnegation of euthanasia, Sculpture of severed remnants altro non fanno che rafforzare il concetto espresso nel primo pezzo, costruiti senza sbavature ed eccessi, segno di una maturità compositiva apprezzabile ed interpretati con un ottimo groove, di sicuro non si grida al miracolo per innovatività e personalità ma non si corre il rischio di allontanarsi dai canoni del genere, con degli spunti personali in fase di crescita, che potrebbero in futuro fare la differenza.
La title track, Compulsive consuption of rotten entrails e decomposed fetus collection esaltano ancora una volta ripartenze e parti vocali, credo che proprio la prova vocale sia il valore aggiunto di quest'album, valore che se curato potrebbe veramente fare la differenza in futuro.
Kaleidoscopic view of the innards e Chickenfuck chiudono in modo ottimo questo lavoro, marcando quanto di buono si è sentito in tutte le tracce.
Partendo da un lavoro grafico in copertina ed un artwork davvero buono e passando per un'ottima produzione ed un sound devastante ritengo che per gli amanti delle sonorità estreme questo sia un lavoro da non lasciarsi scappare.
Nel particolare, è buffo che le parti cadenzate risultino sempre migliori delle accelerazioni, non è una critica, ogni band ha un proprio sound ed una propria particolarità, e proprio per questo dico che in un futuro prossimo, puntando su particolarità come questa o come il tipo di growl, il sound di questa band possa staccarsi dai canoni imposti dal genere ed uscire magari dalla nicchia esclusiva dei fan del genere.
Sicuramente siamo di fronte ad un'ottima band con grandi potenzialità, che si esprime in un genere che finalmente oserei dire, grazie alla bravura di chi lo interpreta, sta trovando lo spazio che merita anche in Italia.

Voto: 6

Tracklist
1 The genesis of inhuman brutality
2 entwined by vermin submerged by vomit
3 purulent glansectomy
4 torment through abnegation of euthanasia
5 sculpture of severed remnants
6 deification of the grotesque
7 compulsive consuption of rotten entrails
8 decomposed fetus collection
9 kaleidoscopic view of the innards
10 chickenfuck

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lunedì 23 aprile 2012

Recensione SICKENING

Sickening - Against The Wall Of Pretence
(2011, Amputated Vein Records)
Brutal Death Metal

Secondo album per i toscani Sickening, dopo Ignorance supremacy, la band torna a sfornare brutal death metal marcio e devastante senza compromessi.
On the edge of Psychosis apre le danze facendo subito notare il tupa tupa tipico della scuola death americana e la successiva Blind obsession conferma un sound di chiara ispirazione a mostri sacri come Morbid angel, Cannibal corpse, Deicide ed Obituary dove l'incastro di ripartenze e blast beat denota una crescita rispetto al loro precedente lavoro.
Neurological disease è un altro tributo alla matrice death metal, con un ottima prova sul fronte dei riff martellanti, supportati da una batteria sempre alla'ltezza del suo compito.
Against the wall of pretence ed Inner suffocation danno la prova del miglioramento compositivo raggiunto dal loro primo album, la sezione ritmica è incastrata perfettamente sia nei tempi cadenzati che nelle ripartenze, i riff sono pregevoli e la prova del basso non si limita a semplice "accompagnamento" della cassa, ogni strumento è suonato bene e fà la sua parte nell'incastrarsi in un sound globale, probabilmente non originale ma di sicuro impatto, peccato per la prova vocale che in alcuni fraseggi risulta estranea al contesto del sound.
Unearthly illusions, Clones of a stereotype continuano il micidiale massacro sonoro iniziato, e mai interrotto, dalla prima traccia, violenza ragionata e sparate ferocissime, buon sound con una produzione, che secondo me, valorizza al meglio il genere espresso.
Blast of Madness e Mental collapse chiudono questo album, senza distaccarsi dagli altri brani, puro death metal come lo zio Sam vorrebbe, le doti tecniche e la maturità compositiva intrapresa rendono ogni suono amalgamato nel contesto di groove ottimamente proposto da tutta la band.
Secondo album per questa band, che fà vedere un cammino di maturazione compositiva che comincia a dare i suoi frutti, sicuramente quest'album non vincerà il premio originalità ma in quanto a death metal, è un ottimo acquisto.
Per quanto riguarda la prova dei componenti, sicuramente cominciano ad incastrarsi con molta facilità e pathos per chi ascolta, il cantato non sempre è all'altezza del resto della band ma sicuramente ci sarà tempo per affinare e magari rendere proprio sia il sound globale che le prestazioni personali, l'attitudine di certo non manca.
Concludendo, ritengo questo Against the wall of pretence un buon album per gli amanti del death metal di scuola americana.

Voto: 6

Tracklist:
1 On The Edge Of Psychosis
2 Blind Obsession
3 Neurological Disease
4 Against The Wall Of Pretence
5 Inner Suffocation
6 Unhealthy Illusions
7 Clones Of A Stereotype
8 Blast Of Madness
9 Mental Collapse


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Recensione COPROPHILIAC

Coprophiliac - Whining Bitch Treatment
(2012, Savared Records)
Slam Brutal Gore

Dalla capitale arriva il progetto di Mario e David con il loro debut album per Savared records, Wihining bitch treatment.
L'intro di Anal count è uno stuzzichevole diversivo prima del pauroso attacco, una potenza assurda dove la drum machine rende ancora più violento un mix di screaming e growl tra un tappeto di riff distorti sapientemente maligni.
Lesbian coprophagy e spewing anal slurpee, portano il genere sui tempi malati dei migliori Disgorge, senza concedere mai tregua, il muro sonoro generato dal mix di voci, i riff e la drum machine sono segno di una maturità e militanza nel genere che va ben oltre l'accademico concerto, ma chiunque viva la scena estrema conosce bene il valore dei membri di questo progetto.
Stump fucked piss flaps, menstrual muck pancake e exquisite flatulence continuano a tempestare l'ascoltatore con un numero di cambi di tempo al limite del pensabile, per ferocia intravedo le tinte dei The berzerker a tratti... una prova sopra le righe in tutte le sue sfaccettature, con le parti vocali che da sole tengono in piedi tutto il groove della band stessa.
Ball-gag punishment, Smothered with vaginal cum e Licking a treacly ass chiudono quest'album, rendendo orgoglioso ogni ascoltatore e sostenitore del metal estremo, un simile prodotto è già di per sè un orgoglio, considerando che è italiano il suo valore è ancora maggiore.
Dunque, chi conosce l'ambiente estremo sa bene che prima dei Coprophiliac, il valore della line up è stato ampiamente dimostrato anche in altri progetti.
Il punto è che un potenziale così grande viene più apprezzato all'estero che in italia, secondo me, sempre perchè il metallaro medio italiano è timido, ha paura delle band troppo estreme...preferisce i falsettati baroccheggianti, vai a capirli.
Di sicuro c'è che il valore di questo album, e la continua ascesa di gruppi come Vulvectomy, Indecent excision, impaled bitch solo per citare alcuni nomi è segno che il valore di queste band comincia, finalmente, ad essereapprezzato anche in italia.
Grande album, grande band e speriamo che nei festival estremi simili perle trovino sempre più spazio, non solo all'estero.

Voto: 7

Tracklist:
1 CUNT FACIAL VOMITOUS
2 LESBIAN COPROPHAGY
3 SPEWING ANAL SLURPEE
4 STUMP FUCKED PISS FLAPS
5 MENSTRUAL MUCK PANCAKE
6 EXQUISITE FLATULENCE
7 BALL-GAG PUNISHMENT
8 SMOTHERED WITH VAGINAL CUM
9 LICKING A TREACLY ASS


Furia
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Recensione BLASPHEMER

Blasphemer - Devouring Deception
(2010, Comatose Music)
Brutal Death Metal

Dalla lombardia, i Blasphemer con i 5 pezzi di questo EP devastante, Devouring deception, non solo danno un seguito all'ottimo On the inexistence of god, ma gettano le basi per rappresentare degnamente un caposaldo del sound estremo italiano.
Con un invocazione parte il primo di questi 5 pezzi, Devouring deception che dà appunto il nome al lavoro, e dipana da subito tutta la sua ferocia, micidiale mix di tecnica e cantato gutturale, in pieno stile Disgorge e Severed savior, il tutto incastrato perfettamente con diversi spunti personali che rendono il sound originale e micidiale nello stesso tempo.
Let him bleed e Revealed fraud continuano incessantemente a meravigliare l'ascoltatore, facendo notare da un lato la maturità compositiva ed esecutiva rispetto ad On the inexistence of god, e dall'altro la personalità raggiunta nell'espressione del sound sia dal punto di vista dell'esecuzione tecnica che nell'inserimento di linee melodiche totalmente integrate nel complesso del sound valorizzando pure.
I am god è una cover degli statunitensi Broken hope,dall'album Loathing del 1997 interpretata magistralmente Dai blasphemer, mentre Cloaca of iniquity è un vecchio cavallo di battaglia della band che pur distaccandosi leggermente dall'esecuzione e dalla costruzione musicale dei primi 3 pezzi risulta chiudere nel migliore dei modi questo Ep. un concentrato di violenza di rara bellezza.
Considerando il sound di On the inexistence of god, la dedizione e l'attitudine dimostrata in questi anni, le doti tecniche e l'ottimo sound che esce fuori da questo Ep, ci rimane solo da ascoltare l'album per intero, partendo dal punto fermo che i Blasphemer rappresentano a pieno titolo una delle band per eccellenza nel sound estremo italico.


Voto: 7


Tracklist:
1 Devouring Deception
2 Let Him Bleed (On The Inverted Cross)
3 Revealed Fraud
4 I am God (Broken Hope Cover)
5 Cloaca Of Iniquity (Single Version Remastered)


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giovedì 22 marzo 2012

Intervista - INVERACITY

I: Ciao, scusateci se c'è voluto tanto per ritornare. Siamo stati incasinati da morire con gli Inveracity scrivendo nuova roba per il terzo disco e coi Dead Congreation che andranno in tour in Aprile. Quindi eccoci qui!

1) Inveracity, Brutal Death Metal band dalla Grecia, attivi dal 2000 col demo "Defeated human raped", da dove prendete ispirazione per il vostro sound mortale?

I: L'ispirazione viene dalle Death Metal bands che amiamo e il Death Metal in generale ci vale come ispirazione, semplicemente.


2) Da "Defeated human raped" a "Circle of Closest" fino a "Extermination of million", quali sono i temi di cui parlate nei vostri testi?

I: I testi hanno sempre un legame con la violenza, fisica e mentale. Abusi, repressione, inganno, e lo stato mentale di un uomo che cerca di fuggire dalle situazioni di cui sopra. Non penso che questo cambierà mai perché la musica violenta richiede questo tipo di argomenti nei suoi testi.


3) Dopo "Extermination of millions", guardando avanti ad un vostro nuovo album, cosa c'è di nuovo su quel fronte?

I: Abbiamo il 90% di quest'album già pronto, che possibilmente si chiamerà "Lowlife syndicate". 10 tracce che combinano la ferocia di "Circle of perversion" con un maggiore tecnicismo come "Extermination of millions", ma l'elemento tecnico sarà solo messo a servizio della brutalità, non sarà l'aspetto predominante della musica.


4) Cosa pensate dell'underground estremo EURP, vi sembra che i generi stanno finalmente riscoprendo gli estremi?

I: Dipende come la si vede. Non penso che l'estremo ha bisogno di essere riscoperto o qualcosa del genere. E' già stato fatto tutto in passato quindi a mio avviso è giusto una questione di ispirazione, pura e semplice. Quando i primi dischi Death Metal comparvero verso la fine degli anni 80 o gli inizi dei 90, non penso che si possano confrontare con quello che viene prodotto oggi. Se riesci ad aggiungere qualcosa di nuovo alla tua proposta, va bene e ci sono band che lo fanno con successo, ma può anche essere una trappola in cui la tua band può cadere e diventare soltanto un numero nella folla.


5) Cosa pensate del fatto che ci sono sempre meno festival che promuovono le band underground, specialmente le più estreme?

I: Beh la cosa ha senso, no? Siccome il Metal è così popolare ora, e i festival sono così tanti, ogni organizzatore vuole che l'intera organizzazione frutti più soldi di quelli che ha speso quindi non penso che se i soldi non vengono dalle band popolari possano venire dalle band underground estreme (ride, Nda). Fortunatamente ci sono ancora dei festival estremi underground per chi vuole parteciparci.


6) Cosa pensate della situazione estrema in Italia?

I: Sta andando forte di sicuro. Ci sono delle band veramente cattive che vengono dal vostro paese e lo dico anche facendo il confronto con la scena greca. Siamo stati in contatto con qualcuna di queste band e abbiamo in progetto di fare dei concerti in Italia, anche se sembra ancora un po' strano che questo non sia mai successo prima.


7) Quali sono i vostri piani per il futuro e quando vi vedremo in sede live?

I: Pubblicare il nostro terzo album è la priorità principale adesso. Subito dopo vengono i concerti e il tour e stiamo già contrattando per farne possibilmente uno coi ragazzi dei Cerebral Bore. Sperando in questo modo di riuscire a calcare anche i palchi italiani. Grazie per le domande.


Grazie a voi per la vostra gentilezza, i vostri fan e io speriamo di vedervi presto in un concerto qui in Italia.


Furia

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martedì 1 novembre 2011

Recensione NECROTORTURE

Necrotorture - Blood Feast
(2006, Extreme Underground)
Brutal-Gore

Blood feast del 2006, è l'album dei Necrotorture che mi accingo umilmente a recensire oggi, per coloro ce fossero vissuti sulla luna negli ultimi anni, i pugliesi Necrotorture, furono una delle band piu' devastanti dell'underground Brutal Gore.
Un periodo di inattività lungo un decennio, li ha visti fermi, per tornare poi alla ribalta il 15 ottobre, nella 6 edizione del Vulgar fest, dettando legge, ancora una volta, nel loro genere. Devourment e Disawowed su tutti, giusto per delineare il sound proposto dalla band, che in quest'album eccelle sia in registrazione che in tecnica, doppio motivo d'orgoglio visto che pugliese è sia la band che la registrazione.
Parte con un intro che la dice lunga sugli ettolitri di sangue che verserà quest'album.....per dare poi l'attacco ad Anal torture, in un mix di accelerazioni e virtuosismi canori davvero inumani.
Re-explosing ways of flesh, Pleasures of the moribound altro non fanno che esaltare le doti tecniche dei componenti della band,tra riff vorticosi e tempi di batteria al limite dell'immaginabile, credo ad oggi impossibile che un cantante possa fare questo realmente.....ho dovuto vederli live per sincerarmi che ci riuscisse davvero, e se questo album è devastante, vi garantisco che in sede live, i Necrotorture non temono confronti con nessuno.
Altro intro splatter e poi via di violenza brada con blood feast, che potrebbe trarre in inganno, ma tranquilli....i pugliesi non usano drum machine, hanno semplicemente Antonio "o' fenomeno" Donadeo dietro le pelli, con risultati oltre ogni logica immaginazione.
Un interpretazione personale di Scum dei Napalm Death davvero molto riuscita è un valido intermezzo per chiudere con la maestosa Chiavica Cicala grind, che esalta, ancora una volta, la prova di Alex, prova che rende un disco perfetto, unico.

Un orgoglio italiano i Necrotorture, che per troppo tempo ci è stato negato di vedere live, a distanza di 10 anni, con relativi cambi di line up, vi posso personalmente garantire che la ferocia di questa band è solo aumentata con somma gioia mia e di tutti i fan del genere, un'istituzione del metal estremo italiano.
Bentornati

Furia

Tracklist:
1. Anal Torture
2. Re-Exploring Ways Of Flesh
3. Pleasures Of The Moribound
4. Blood Feast
5. Scum (Napalm Death Cover)
6. Chiavica (Cicala Grind)

Contatti:
http://www.myspace.com/necrotorture

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mercoledì 20 aprile 2011

Intervista - ANTROPOFAGUS


Tra le band italiane di maggior spessore e più acclamate, si deve citare per forza il nome Antropofagus, band nata nel 1997 con Meatgrinder alla chitarra, Rigel, Void ed Argento a completare la formazione, con un nome ispirato dalla geniale produttività del filone horror italiano, partorisce, nel 1999 una perla di rara bellezza estrema come No Waste Of Flesh, album che brilla nel panorama non solo italico per pregevolezza.
Nel 2004, diverse vicissitudini portano la band a bloccare la propria attività fino al 2009, quando Meatgrinder decide di rimettere in piedi il progetto, e ridare ai fan una delle migliori band del panorama italiano.

1) Dopo un lungo stop, uno dei desideri più ricorrenti dei fan di Metal estremo diventa realtà. Puoi spiegarci le fasi e le motivazioni di questa reunion?
Ciao a tutti! Innanzi tutto grazie per l'interesse e le belle parole spese su di noi: vedere che a distanza di anni c'è ancora molta gente che aspetta il nuovo materiale è appunto uno dei motivi per cui decisi di riformare il gruppo. La reunion ufficiale è del 2010, anno in cui è uscito il Promo che ci ha permesso di poter firmare per l'americana Comatose Music. Il motivo principale è che avevo al mio interno un discorso inconcluso, una voglia di riprendere da dove Antropofagus era rimasto, ne sentivo il bisogno! Vedere poi ancora moltissima gente amarci ed acclamarci ha fatto sì che la reunion diventasse realtà.

2) Dalla formazione diciamo “originale” sono cambiati tutti i membri tranne te, con un simile rinnovamento di line up, dobbiamo anche aspettarci un cambio di sound?
Non drasticamente. Della line up originale ci sono solo io esclusivamente perché gli altri membri non hanno potuto partecipare e non perché si volesse sperimentare qualcosa di nuovo. Tengo a sottolineare che siamo tutti in ottimi rapporti, quindi direi che il sound Antropofagus non potrà cambiare, ma è inevitabile che la modernizzazione, e i 10 anni di distanza da No Waste Of Flesh si sentiranno.

3) Ritengo No Waste Of Flesh un album che nulla ha da invidiare anche a livello estero nel genere estremo: che mi dici del nuovo album?
Sì, in effetti adesso a distanza di anni mi rendo conto che se quel disco fosse uscito direttamente in U.S.A. adesso staremmo parlando di un'altra band, in quegli anni sopratutto in Italia era difficile poter sentire qualcosa fatto bene come quel cd, le produzione non erano eccelse e c’erano molti meno gruppi rispetto ad adesso. Ebbe comunque un ottimo successo all'estero, se non erro è stato il primo prodotto Italiano ad uscire fuori dalla penisola e avere un discreto successo. Riguardo al nuovo materiale, uscirà direttamente in America, avendo una “label di New York”! So che lì il nostro nome è abbastanza apprezzato, puntiamo molto sull'Europa adesso e l'attesa che abbiamo constatato in questi ultimi mesi fa ben sparare. Di mio posso solo dirti che chi aspetta il lavoro non ne rimarrà deluso, il nostro sound non cambierà. Sarà estremamente più veloce di No Waste ma senza perdere in orecchiabilità, per noi è essenziale nonostante stiamo parlando di Brutal.

4) Dal nome della band, suppongo che tu sia fan di artisti cinematografici e filmografia del settore horror, di quali per la precisione?
Il nome deriva da una Italianizzazione del famoso film. I veri estimatori del genere erano Void e Argento: non che io sia da meno, ma il nome ed il logo derivano da un idea di Void. Una cosa che non tutti sanno è che il nostro logo ormai con restylig nasceva come vagina, era anche molto più illeggibile come da tradizione anni 90.

5) Quali band e quali artisti hanno influenzato ed influenzano il vostro sound?
Ormai non sono influenzato più da nulla semplicemente perché ho un modo tutto mio di comporre (essendo autodidatta e non avendo studiato) e se provassi ad emulare sonorità altrui non essendone padrone mi verrebbe fuori una cosa fatta male. In passato naturalmente sono stato fortemente attratto da Morbid Angel, Suffocation e Cannibal Corpse.

6) In questi anni, la scena estrema sembra stia rinascendo. Come vedi la scena underground italiana ed estera, e quali band ti hanno più entusiasmato?
Al mio rientro ho notato con molta felicità e stupore quanto la scena estrema sia in crescita sia all'estero che in Italia: era ora! Penso che per quanto riguardi l'Italia The Vile Conception dei HoP abbia spianato molto la strada, Septycal Gorge e Putridity stanno facendo il resto. Questi sono i nomi Italiani che adesso maggiormente stanno portando l'Italia ad essere fiera della propria crescita nel nostro genere, anche se parliamo sempre di underground.

7) In Italia i concerti che danno totalmente spazio ai generi estremi sono rarissimi, come mai si tende a privilegiare generi più orecchiabili?
Perché la gente è pigra ed è pigro di conseguenza l'orecchio. Non sto dicendo naturalmente che il Brutal sia di facile ascolto, è pur sempre impegnativo e di nicchia, ma se solo si provasse prima di giudicare (come spesso si fa) ad ascoltare e cercare di capire quale estenuante e ricercato lavoro ci sia dietro, sono sicuro che verrebbe meglio apprezzato e avrebbe sicuramente più pubblico di quanto abbia adesso. Si è quindi portati ad organizzare Festival più che concerti singoli, in modo da aprire un po’ di più gli spazi e il pubblico, senza esagerare naturalmente nella scelta degli accostamenti: è un grande rischio esagerare sotto quel punto di vista.

8) Il 21 maggio al Bike & Rock avremo il piacere di vedere un vostro live, un evento molto atteso dai vostri fan, cosa ci dobbiamo aspettare per questa data?
Come prima cosa i miei capelli corti (Ah! Ah! Ah!)! A parte gli scherzi, proporremo 5 nuovi brani estratti dal prossimo full di cui non abbiamo volutamente ancora rivelato né il titolo né l'autore della cover, visto che aspettiamo di avere il definitivo artwork tra le mani. Tre brani tratti da No Waste Of Flesh: RECOLLECTION OF HUMAN HABITS, THICK PUTREFACTION STINK e LOVING YOU IN DECAY.

9) Gli Antropofagus sono legati nel bene o nel male ad Argento: come mai in questa reunion non c’è lui alla voce?
Poiché all'ultimo minuto ha dovuto rinunciare, per via di problematiche che avrebbero reso impossibile l'impegno al 100% che richiedeva un nome come il nostro e avrebbero complicato la sua vita privata, quindi alla fine ho per fortuna trovato Tya che sono sicuro non farà rimpiangere Argento sia come voce che come presenza, nonostante siano due persone totalmente differenti.

10) Per un lasso di tempo il progetto Antropofagus è stato composto da un duo e capitanato da Argento. Cosa puoi dirci di questo periodo?
Un lasso di tempo praticamente inesistente, giusto il tempo di registrare il mini cd, dopodiché la mancanza mia e di Rigel ha reso anche impraticabile il palcoscenico e quindi è andato tutto morendo, per poi riprendere vita nel 2010.

Furia

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mercoledì 10 novembre 2010

Intervista - SUFFOCATE BASTARD


Un’intervista, questa dei Suffocate Bastard, attesissima come non mai, alla band che ha chiuso in maniera brutalizzante la quinta edizione del Vulgar Fest. A parlarci a nome di tutta la band è Karsten, fondatore e bassista di questo gruppo spaccaossa tedesco.

Parlami della nascita della band.
Bene, la nascita dei Suffocate Bastard risale al 2000. David e il vecchio chitarrista Patrick erano cresciuti insieme e volevano formare una band: fu davvero difficile trovare dei membri che volessero prendere la strada del Brutal con loro, per cui dopo anni di continui cambi di formazione, riuscirono a registrare il demo Architects Of Perversity con un batterista turnista e il vecchio cantante Stefan.
Il demo catturò l’attenzione mia e del primo vero batterista Thorsten, e entrambi ci unimmo alla band nel 2004. quella fu la prima line up stabile e creativa nella storia del gruppo e riuscimmo a scrivere una dozzina di canzoni e registrare il nostro debut album Acts Of Contemporary Violence. Dopo l’uscita del disco nella primavera del 2007, la band si separò dal cantante. Dopo una ricerca piuttosto lunga trovammo Brice. Lui si inserì bene nel gruppo e aveva la voce, brutale e originale, che stavamo cercando. Naturalmente ci volle un po’ per integrare del tutto Brice nella band, e nel frattempo i problemi di formazione continuarono. Nel Maggio 2009 Thorsten ha lasciato la band per motivi personali e abbiamo dovuto cercare un altro batterista. Con l’ennesima dose di fortuna abbiamo trovato subito un ottimo rimpiazzo nella persona del giovane talento Tim.
In Febbraio, il fondatore Patrick ha dovuto lasciare anche lui la band per motivi personali. Questo è stato un altro duro colpo, in quanto lui era un tassello fondamentale nella band. In maniera incredibilmente veloce abbiamo potuto dare il benvenuto in squadra a Othon. Come nuovo chitarrista sta facendo davvero del suo meglio e come tutti i nuovi membri sta già contribuendo pesantemente alle nuove canzoni.
Dopo un periodo di prova molto serrato, siamo tornati con una line up completa e funzionante e abbiamo già suonato tre concerti. Stiamo facendo del nostro meglio per imparare le vecchie canzoni, in modo da potere poi scrivere quelle che restano per il nuovo disco.

Quali sono le vostre fonti di ispirazione? Le band che influenzano il vostro sound?
Le nostre influenze personali variano largamente dal Blues al Jazz, Classica, Reggae, Punk, Hardcore, Hardcore Rap tedesco, fino a ogni tipo di Metal: classico, Thrash, Speed, Prog, Grindcore e altro. In genere, qualunque cosa sia brutale e colpisca dove fa più male è un’ispirazione per noi. Non ti nego che bands come Suffocation, Deeds of Flesh, Gorgasm, Disgorge (US), Dying Fetus, Guttural Secrete, Putridity o Malignancy lasciano decisamente il loro marchio su di noi.

Come create le vostre canzoni?
Attualmente non le creiamo... nel senso che negli ultimi 3 anni non abbiamo fatto altro che provare con nuovi membri. Abbiamo 7 “nuove” canzoni complete, 3 delle quali risalgono al 2007 più o meno, e ogni volta che stavamo per dedicarci alla scrittura delle restanti canzoni, siamo dovuti tornare al ripasso del materiale che proponiamo nei live perché nel frattempo un nuovo membro è entrato nella band. E’ sempre stato un compito noioso ma necessario, ma attualmente ci mancano altri 3 mesi dopodiché avremo padronanza su tutta la nostra discografia passata e tutto il nostro repertorio live. Speriamo di poterci rimettere a scrivere le nuove canzoni all’inizio del 2011 per poi affrontare la registrazione in estate.
Di solito comunque il processo di scrittura è uno sforzo comune. Tutti i membri della band sono capaci di suonare la chitarra, chi più chi meno, e tutti contribuiscono con degli input. In genere, tuttavia, il nostro iperattivo chitarrista David se ne esce con un nuovo grandioso riff ogni 30 secondi, e lo dimentica 2 minuti dopo! (Ah! Ah! Ah!). A parte gli scherzi, attualmente siamo molto più selettivi riguardo ai riff e agli arrangiamenti rispetto a quanto lo eravamo sul precedente album. Curiamo la struttura delle canzoni e la loro scorrevolezza molto più attentamente. Il perno rimane sempre sulla domanda: è davvero brutale? Che sembri pure uno stereotipo, ma noi cerchiamo sempre di scrivere musica che colpisca dritta in faccia! (Eh! Eh!)

Qualche parola sulla musica estrema in Germania?
Beh, la musica estrema in Germania è underground come dovunque altro, immagino. La scena è piccola ma impegnata, e siamo felici che ci siano sempre persone e gruppi che organizzano eventi Brutal e che ci fanno suonare. Inoltre abbiamo band di alta levatura come i Defeated Sanity che mostrano come ci sia un sacco di roba seriamente pesante che spunta fuori dall’underground.

Come ve la siete passata qui nel Sud Italia?
Incredibilmente bene! Davvero, questo è stato uno dei più grandi momenti nella storia della band. Sono stati tutti così dannatamente gentili con noi. Non ci è mancato nulla, il cibo era eccezionale, abbiamo passato una giornata fantastica e avevamo una casa in un paese a due passi dal mare, un grande club dove
suonare e un pubblico meraviglioso durante il concerto. Insomma, è stato in tutto e per tutto grandioso, decisamente il momento più da Rockstar della nostra carriera, veramente.

Vi è piaciuto suonare al Vulgar Fest? Avete suggerimenti per noi?
Come ho già detto, cazzo se ci è piaciuto! Il suono era buono, il fonico un amicone, voi del Metal Arci siete stati così gentili con noi e vi siete occupati di tutto! Le altre band sono state una figata e anche la gente del posto e i bikers del club non sono stati da meno. Abbiamo anche avuto la fottuta e brutale prestazione di Kekko degli Engorgement In Veins che ha cantato con noi su due pezzi! Dovrei pensarci davvero tanto per trovare qualcosa che potreste migliorare, davvero. Forse, avere ancora più birre in frigo quando invitate un gruppo tedesco! (Ah! Ah! Ah!)

Com’è la situazione dei live in Europa? Il posto che vi ha dato più soddisfazioni?
Oh, questa non è una scelta facile. Di base, ci piace suonare ovunque in Europa, ogni paese ha le sue particolarità, ed è interessante vedere posti nuovi e incontrare gente e culture differenti. Non abbiamo mai avuto cattive esperienze e siamo abbastanza fortunati da essere invitati a suonare in molti posti diversi. Scegliere dei live preferiti è dura, ma direi che suonare al Death Feast open air in Germania, al Brutal Assault in Repubblica Ceca, e il concerto da voi a Manduria saranno di sicuro dei momenti memorabili per noi.

Chiudi l’intervista come preferisci.
Mille grazie! (lo dice in italiano - n.d.) a tutti voi pazzi e simpatici bastardi Italiani! E’ stato un piacere suonare da voi e stare con voi! Speriamo di poterlo rifare presto e di spaccarvi di nuovo il culo giù da voi.
Keep it fucking Brutal!

Karsten, a nome di tutti i Suffocate Bastard

SCUM
(Traduzione a cura di Andrea Litti)

Contatti:

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martedì 9 novembre 2010

Recensione - STILLNESS BLADE


STILLNESS BLADE – Break Of The Second Seal (The Eternal Damnation)
(2010, Punishment 18)

Inizio subito dicendo che questa seconda fatica dei nostri conterranei Stillness Blade è stata la sorpresa più grande per il sottoscritto. Mi aspettavo un lavoro al livello del precedente The First Dark Chapter che già era di buon livello, ma dopo il primo ascolto si può capire che quest’album va molto al di là di quanto era lecito aspettarsi. Tanto clamore si traduce nel fatto che con questo Break Of The Second Seal gli Stillness Blade abbiano tirato fuori un album praticamente perfetto,  che sicuramente farà da pass per il loro ingresso nella stretta cerchia delle bands Death di punta della nostra scena italiana underground.
Il gruppo ha saputo migliorarsi ulteriormente in questo secondo capitolo, riprendendo le buone basi del precedente episodio ed elaborandole al meglio con una maggiore creatività e una maniacale cura dei dettagli, unita a una produzione ottimale che nel debut album era mancata.
Ottima anche la prova tecnica individuale dei tre, su Antonio Donadeo (detto “l’americano” per la sua esperienza da turnista in tour coi Vital Remains) c’è ben poco da dire che non sia già stato detto, è l’indubbia punta di diamante, ma sarebbe ingiusto e sbagliato trascurare di sottolineare il superbo lavoro di riffing di Max Schito, abile nel creare un sound dinamico che cattura costantemente l’attenzione dell’ascoltatore (tanto per intenderci durante tutto l’album non si ha mai quella sensazione di “massa informe” che caratterizza spesso il Brutal-Death). Egregia anche la prova dietro al microfono di Max col suo growl impastato ma efficace e graffiante (in NAPALM RAIN su tutte) che ricorda a tratti il Glen Benton d’annata. Importante anche il supporto del basso di Gianpaolo Marsano che non si limita a semplice accompagnamento ma forma l’incastro perfetto per le trame chitarristiche di Max.
Scendendo nel dettaglio la forza di quest’album sta soprattutto nell’ottimo livello di tutte le tracce, non c’è un pezzo che deluda o che possa essere considerato l’anello debole. Le 8 tracce si rifanno a un Blackned in scia Behemoth che a tratti sconfina nel Brutal (come in MATERIALISTIC SUFFOCATION) e a tratti nel Black ispirato dei Dissection. Dovendo però fare una selezione merita sicuramente un’analisi più accurata il terzetto d’apertura, PATH OF DAMNATION introdotta da un inquietante intro (come in tutti e 8 i brani l’uso continuo di intro, magari collegati a voler creare un concept musicale, rappresenta uno dei punti di collegamento con il debut album) si presenta come un ottimo biglietto da visita dell’album, un pezzo di poco più di 6 minuti di Death in stile Malevolent Creation, in cui nella parte centrale un gelido riff Black ci trasporta nelle lande norvegesi, per poi chiudere il pezzo tornando sul motivo iniziale. NAPALM RAIN invece parte con un incedere cupo e pesante, dal vago sentore Thrasheggiante, interrotto da stacchi di cassa che tenendo fede al titolo sembrano una pioggia di bombe, pronte a esplodere dopo pochi secondi in tutta la loro potenza in un Blackned corposo e senza scampo. Anche qui nel finale un bellissimo quanto ipnotico riff di dissectioniana memoria accompagnato dal rabbioso ma austero growl di Max alza di parecchio le quotazioni del pezzo. CHAINS OF DAMNATION può essere considerata la più variegata e completa, si passa dal triste ed evocativo inizio melodico su cui si staglia la doppia cassa di Donadeo  a un furente prosieguo distruttivo, passando per un bell’assolo breve ma intenso e finendo con il caratteristico passaggio Black: forse il miglior pezzo. Menzione di merito anche per la conclusiva ASCENSION OF SEVEN BLADES, degno epilogo di  questo pregevole album che sembra riassumere il tutto in sei minuti.
Per concludere un cenno va fatto anche alla bella veste grafica, artwork espressivo e ben realizzato, come anche il booklet.
Inutile fare ulteriori giri di parole, questo Break Of The Second Seal è destinato a essere uno dei migliori dischi Death italiani di questo morente 2010, e il fatto che a comporlo siano stati dei nostri conterranei salentini non può che inorgoglirci. Un plauso va anche alla ottima Punishment 18 per non esserseli fatti sfuggire, e che sicuramente darà loro il giusto risalto.
Gli Stillness Blade han preso il volo, fate vostro questo album!

Torrrmentor

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