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giovedì 19 settembre 2013

LIVE REPORT - AGGLUTINATION 2013

AGGLUTINATION 2013
 
Sabato 10 Agosto 2013
@Senise (PZ)

E' il 10 Agosto, giorno della 19° edizione del festival meridionale per antonomasia, e come ogni anno flotte di metallari vestiti di nero si ritrovano in massa nei piccoli e ormai familiari paesini lucani per quella che è diventata con gli anni sempre più una tradizione, in barba a falò, stelle cadenti e sabbia nei vestiti. La location di quest'anno è Senise, a mio parere una delle migliori sinora.
Io e i miei compagni di viaggio (stavolta comodamente a bordo di una macchina, per chi volesse scoprire le meraviglie dei mezzi pubblici lucani invito a leggere il report delle terrificanti 12 ore dell'anno scorso) dopo poco più di 2 ore e mezza ( durante il quale siamo stati anche tentati dal concederci uno stop presso il bellissimo lago di Monte Cotugno, poco distante) mettiamo piede a Senise abbondantemente prima dell'orario di apertura cancelli, ma ciò ci permette di familiarizzare con altri metallari già presenti, tra cui una simpaticissima coppia napoletana, e un divertentissimo bresciano, col figlio al seguito, che condividendo il loro alcool con noi creano subito un clima molto amichevole che continuerà fino ai saluti finali.
Subito emerge quella che è stata una carenza organizzativa, ovvero l'area campeggio "fantasma", brutta sorpresa per chi è arrivato provvisto di tenda e ha dovuto adattarsi in macchina.
L'attesa passa veloce, tra un cicchetto e l'altro, ed arriva quindi il momento di passare il varco:

Il tempo di fare i biglietti mi fa perdere 3/4 dell'esibizione dei REBURN, arrivo sul finale, ma davvero poco per poter dare un giudizio. Discorso diverso per i romani BLIND HORIZON, da cui sono stato piacevolmente sorpreso, un death melodico di tutto rispetto, con qualche apertura prog di ampio respiro, bravo il singer a giostrare benissimo sia il cantato in pulito che il growl, coadiuvato da riff mai troppo banali e un batteria grintosa ed energica. Una prova fiera nonostante l'oggettivo handicap di suonare in apertura. Da Approfondire!


E' subito il turno dei FOLKSTONE, da Bergamo, ben 9 elementi, per una band che nel folk metal (genere che negli ultimi anni è in forte ascesa) a livello italiano è senza dubbio la più influente, e in poco tempo il palco dell'Agglutination si trasforma in un'enorme taberna, la loro musica è orecchiabile e originale allo stesso tempo e sotto la gente gradisce e si diverte.
Si parte con l'evocativo intro di cornamuse di "Nebbie" e da lì in poi sarà tutto un allegro danzare al ritmo dei loro pezzi, tra l'altro conosciuti a memoria da gran parte del pubblico. I momenti più coinvolgenti sono su "il Confine", "Anime dannate", "Non sarò Mai" e sulla conclusiva "Rocce nere". Più che godibili!


Neanche il tempo di riprendersi ( ottima cosa il doppio palco! ) che sullo stage 2 è la volta dei baresi NATRON! Il loro attacco ha l'effetto di una manciata di sale sulla ferita aperta, ribaltano il clima folk creatosi in precedenza con una graffiante mazzata di death old-school!Come se non bastasse la band sembra anche piuttosto incazzata, e questo traspare dalle parole polemiche del singer: "Ci potete mettere dove volete, all'ora che volete e col minutaggio che volete...noi spacchiamo lo stesso!" E così fu!
La band sciolina i classici del loro repertorio con un muro sonoro che di fatto annichilisce i presenti, ottima come al solito soprattutto la prova di Nicola che dopo aver chiesto e ottenuto dal pubblico un devastante wall of death (prematuro..!) non si nega neanche un body surfing, l'apoteosi si ha su "Rot Among us", semmai ci fosse bisogno di dirlo la loro esibizione è stata grandiosa. Avrebbero meritato di certo un trattamento migliore, vista la loro storia. Orgoglio pugliese!
Si ritorna sul main stage con gli ELDRITCH, e per me era la seconda volta che li vedevo dal vivo dopo quel bellissimo Evolution 2006, peccato che però anche dopo l'Agglutination quella sarà l'unica loro esibizione che ricorderò.. i suoni perfetti che avevano accompagnato finora tutte le band si fanno con loro confusi e pastosi, le chitarre sono quasi inesistenti, la voce avrà spesso problemi tecnici, il tutto pregiudicherà non poco la formazione toscana, che passa quindi quasi inosservata... un peccato! Non pervenuti.
Inizia a fremere l'attesa per gli headliner, quando sul secondo palco partono gli HEAVENSHINE, band gothic di cui Gerardo Cafaro sembra essere il produttore, e solo così, si spiegherebbe la malizia che li vedrebbe così in alto nel running order. La band appare decisamente fuori contesto, seppur la voce dell'ottima singer sia indiscutibilmente di valore, ma sono in pochi sotto al palco a presenziare, gli altri ne approfittano per riempira la pancia di birra e salsiccia e ricaricare le forze per il trittico finale. Indubbiamente la band va ascoltata su disco, ma dal vivo nonostante l'impegno non hanno fatto presa sul pubblico, che nel frattempo preferiva il soundcheck dei Marduk. Ridondanti.


Qualdo sul palco salgono finalmente i MARDUK il cielo di Senise sembra adattarsi, creando un'atmosfera cupa e minacciosa.. Mortuus & co. Fanno il loro cazzuto show col mestiere di chi ormai ha anni e anni di esperienza alle spalle. La setlist attinge abbastanza dall'ultimo album senza tralasciare però i classici della band. Sotto il palco esplode il delirio e s'alza una nube polverosa, ciò purtroppo non impedisce di notare i soliti idioti che ne approfittano per farsi notare con gesti che nulla hanno a che fare col metal. Nel frattempo glaciali e potenti i Marduk continuano a macinare pezzi, tra cui spicca "Christraping Black Metal”. Da brividi la chiusura con “Baptism by fire". Una macchina da guerra.
Dai Marduk si passa a gli STRATOVARIUS ed è curioso notare il totale ricambio di gente sotto al palco, che si svuota di blackster (evidentemente poco inclini a rimanere) lasciando spazio al variegato e numeroso seguito dei finlandesi, in evidente stato di fibrillazione per i propri idoli. L'inizio è incoraggiante, la band sembra in forma nonostante un Kotipelto che non impressiona più di tanto, limitandosi all'essenziale. Impressionante è invece il giovane Pilve, da quasi in anno nel gruppo, ma con grinta da vendere. La setlist è corposa e attinge da più album, i momenti più intensi si registrano su "Speed of light" e sulla classicissima "Destiny", in cui i cori da sotto al palco si sprecano. L'esibizione però si prolunga per più tempo del previsto, e chi come me era in attesa frenetica degli Overkill inizia ad averne le palle piene già a mezz'ora dalla fine.

Come se ciò non bastasse finiti finalmente gli Stratovarius ci tocca sorbire prima l'ormai tradizionale consegna di targhe e poi un vero e proprio estenuante soundcheck che mette a dura prova i nervi dei thrashers sotto al palco, ma l'attesa seppur eccessiva viene prontamente ricompensata fin da subito! Si parte con "Come and get in", fresca new entry dell'ultimo album con cui gli OVERKILL salutano il pubblico. Si nota fin subito che sono in palla: il mitico "Blitz" sembra aver fermato il tempo a gli anni 80, si agita come un ragazzino, la sua voce non ha un minimo cedimento e dialoga anche col pubblico ricordando la loro passata esibizione in questo festival 15 anni fa. L'esibizione è perfetta sotto ogni punto di vista, nessuna sbavatura neanche minima, a conferma del fatto che la vecchia scuola è sempre la migliore. La setlist per forza di cose non riesce a includere tutti i loro capolavori ma è ben amalgamata tra classici e pezzi nuovi (assolutamente non disprezzabili, visto che a mio parere sono la band che, negli album più recenti, continua a mantenere lo standard qualitativo più alto tra quelle old style). Un pò sacrificato il basso di D.D. Verni, strano da sentire a volumi quasi normali anzichè iper-pompato come su disco, ma ciò non influisce sulla godibilità della performance.

Accompagnate da un pogo degno di cotanto thrash la band macina masterpiece come "Rotten To The Core", "Wrecking Crew", "Elimination" e "Fuck You", intervallati dai più recenti "Ironbound" e "Electric Rattlesnake".
Tutto davvero sublime, al punto da passare troppo velocemente, senza neanche accorgersene l'esibizione volge al termine, complice forse anche un possibile taglio di scaletta, ad ogni modo c'è comunque da rimanere più che soddisfatti per quanto appena visto.
Un'edizione quella conclusasi decisamente sopra le righe per i 1400 presenti, e che purtroppo, stando alle parole rilasciate in seguito da Gerardo pare poter essere anche l'ultima a cui assisteremo...
Sembra difficile poter immaginare un'estate senza Agglutination, che sembra così spirare tristemente subito prima del ventennale.

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giovedì 22 novembre 2012

Recensione Chemical Genocide

CHEMICAL GENOCIDE - IN HIPOCRISY THEY TRUST
(2012, Autoprodotto)
Thrash


Quanta fatica per questi ragazzi arrivare a questo demo, si perchè questa giovane band tarantina dopo un primo rodaggio, necessario per farsi le ossa in sede live, è stata poi decimata da quel fenomeno che tende a distruggere molte promettenti band del sud: la cosiddetta diaspora universitaria.
Dispersi così in varie zone d'Italia e lontani parecchi km tra di loro, peri componenti diventa difficile continuare il progetto e tutto sembra ormai perso, fino all'arrivo dell'Estate, in cui ritrovandosi tutti insieme si riprende con decisione, per dare alla luce almeno una piccola testimonianza dell'esistenza del gruppo, ed è così che prende forma "In Hipocrisy they trust".
Questo piccolo demo di 3 tracce (più un intro) sicuramente poco per formulare un giudizio, ma per i motivi sopra citati si capisce che non si poteva fare di più... 12 minuti soltanto che però riescono nell'intento di far capire a pieno lo stile Chemical Genocide.
Thrash senza fronzoli, nudo e crudo, di quello anni '80 (lo stesso ambito dei più noti concittadini Assaulter di cui potrebbero essere idealmente dei "figliocci")nella sua essenza più classica, riff taglienti, doppio pedale a raffica e voce sporca e cattiva. I primi nomi che mi son venuti in mente ascoltando questi 3 pezzi sono i Morbid Saint e i Demolition Hammer, peccato finisca già tutto subito, lasciando un pò di amaro in bocca.
Un piccolo assaggino insomma, che comunque ci fa intuire buone capacità, nella speranza che ci sia un seguito, sarebbe un peccato se "In Hipocrisy They Trust" diventasse il testamento di questa band, c'è sempre bisogno di thrash e i Chemical Genocide potrebbero risultare interessanti
Voto: 6,5/10

Tracklist:
1 Intro
2 Under Systematic Annihilation
3 In Hipocrisy They Trust
4 Chemical Genocide


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domenica 29 luglio 2012

LIVE REPORT - ROCK PRIDE FEST III

ROCK PRIDE FEST III

Sabato 09 Giugno 2012
@Largo San Francesco, Spongano (LE)

Tempo d'estate, tempo di Rock Pride! Con il primo caldo di giugno ecco arrivare la terza edizione del rock pride, un festival supportato anche da noi di Metalarci Webzine, organizzato da gli Essenza (sempre più un punto di riferimento nell'organizzazione di eventi rock metal tra Rock Pride e Spongstock)che sempre con grande passione e professionalità si caricano sulle spalle questo festival, diventato per gli amanti delle sonorità più classic, ormai un appuntamento fisso e irrinunciabile.
La location scelta quest'anno è una graziosa e tranquilla piazzetta di Spongano, a quanto pare ignota a gli abitanti locali (curioso notare che non sia stato l'unico ad avere problemi, chiedendo informazioni) e nonostante l'aver girato in lungo e in largo il paese si arriva poco prima dell'inizio del festival.
Il bill in questione quest'anno propone come headliner i marchigiani Ibridoma, gli Essenza, i baresi Twilight Gate e i Cobra; In apertura invece troviamo due cover band, Master Faster e Il Caos Strisciante, rispettivamente di Metallica e Verdena, scelta discutibilissima e solo in parte giustificabile con l'ormai evidente mancanza di nuove leve.

Dopo un inizio quindi un pò fuori contesto è con i COBRA che entra nel vivo, la band tarantina suona la carica con il proprio hard'n heavy vecchio stampo facendoci finalmente respirare l'atmosfera tipica del Rock Pride, la spiccata presenza scenica del caratteristico singer, supportato da ben 3 chitarre (forse un pò ridondanti) fanno certamente presa su un pubblico già più numeroso e abbastanza disomogeneo. Il repertorio Cobra poggia su pezzi di facile impatto e di grande orecchiabilità, tant'è che il pubblico sembra quasi trascinato a canticchiare i facili anthem rigettati dal palco. Esibizione intensa e convincente.



Setlist:
Black Widow
Metal War
Dark Warrior
Mary's Blood
Lord of Babylon

E' il momento dei Twilight Gate, band barese attiva dal 2008, ma che solo di recente sembra essere arrivata a far parlare di sè. Le aspettative sono alte, del resto sono freschi vincitori del Cold Flames contest, un biglietto da visita niente male (ndr: sono stati anche da poco confermati all'Agglutination) ma già dal primo pezzo si ha la netta sensazione di trovarsi davanti una band di caratura superiore: tecnica ottima, esecuzione impeccabile, presenza scenica da band consumata, un mix assolutamente irresisistibile che coinvolge anche chi, come me, non è particolarmente avvezzo alle sonorità power-prog.
Il sound rimanda a gruppi come Dream Theater e Symphony X, nulla di particolarmente originale, ma ciò che fanno è fatto estremamente bene. Chiusura col botto affidata alla cover di Halloweed be thy name, un classicissimo che mette i brividi anche a gli spettatori più freddi.Nota di merito al cantante, voce cristallina e spiccata teatralità nei movimenti.
Altro trionfo per i Twilight Gate, per chi non li conosceva una scoperta senza dubbio positiva!



Setlist:
Scent of Twilight (Intro)
Fate
Land of the Wiseman
Portrait of the Warlord
Halloweed be thy name ( Iron Maiden cover)

Su gli Essenza c'è rimasto ben poco da dire, l'affiatato storico trio sfodera l'ennesima prova di grande esperienza, col piglio sicuro di chi sa di essere il gruppo più atteso, anche in virtù del fatto di giocare in casa. La scaletta verte ovviamente sull'heavy dei pezzi dell'ultimo full "Devil's breath" senza trascurare però anche il passato di stampo litfibiano, rappresentato da "l'alieno su di noi". Sicuramente appagante per loro vedere la gente che da sotto il palco sa a memoria le loro canzoni e le canta insieme a loro.
i pezzi più coinvolgenti sono proprio a inizio (la bellissima "devil's breath" dai chiari richiami megadeth) e fine esibizione ( "dance of liars"). Speriamo di avere però a breve notizie di nuovi pezzi, "Devil's Breath" inizia a essere datato e c'è bisogno di nuova linfa. Nel frattempo rivedere uno show Essenza è sempre garanzia di soddisfazione.



Setlist:
devil's breath
deep into your eyes
edge of collapsed world
rock 'n' roll blood
l'alieno è su di noi
universe in a box
dance of liars

Dopo gli Essenza, per motivi personali ho dovuto lasciare il concerto, ma per non lasciare il report mutilato dell'esibizione degli Ibridoma vi lascio alle parole del chitarrista Essenza Carlo Rizzello, che ha accettato di concludere per me:

Gli Ibridoma sono l'ultima formazione in scaletta al Rock Pride fest III edizione. La band marchigiana, sotto etichetta SG Records, ha collezionato una lunga serie di live in Italia ed all'estero, ed è reduce da un tour europeo recentissimo in compagnia dei Rhapsody. La band si esibisce in uno spettacolo incentrato su sonorità tipicamente heavy metal, che richiamano in alcuni tratti gli Iron Maiden più classici, ma che in più momenti risultano arricchite da elementi di derivazione più moderna.
Da notare, sicuramente l'ottima prestazione del cantante Christian Bartolacci, dotato di una timbrica versatile e da una considerevole estensione vocale, e l'ottimo lavoro dei chitarristi, capaci di costruire un tappeto sonoro roccioso e melodico allo stesso tempo. Oltre ad una serie di estratti dalla loro discografia, tra cui le ottime "night falling", "i'm not sorry" e la recentissima "night club", la band regala al pubblico, che si lascia coinvolgere caldamente fino all'ultima nota del concerto, una personale versione di "symphony of destruction" dei Megadeth.



Setlist:
Alone in the wind
Night falling
I'm not sorry
Last supper
Seven day of death
Night Club
Symphony of destruction (Megadeth cover)
Page 26

In conclusione il Rock Pride continua a essere un imperdibile appuntamento dell'estate salentina, apprezzato anche al di fuori dei confini locali, come tra l'altro dimostrato anche dalla presenza di gente che da Bari o Taranto ha fatto fior di km per esser lì sotto il palco. Pieno supporto da Metalarci Webzine per il Rock Pride, arrivederci alla prossima edizione!


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Intervista VIOLENTOR

Intervistiamo oggi una delle sorprese più belle del 2011, già recensiti sul nostro blog, i toscanacci VIOLENTOR.

1) Salve ragazzi, iniziamo parlando dei riscostri del vostro debut album omonimo (votato dal sottoscritto come miglior album italiano 2011 nei nostri Top & Flop di fine anno) tirando le somme suppongo che ci sia da essere soddisfatti un bel pò, vi aspettavate pareri così entusiasti?

Ale “Dog” Medici: Molto soddifatti, sapevamo di aver fatto un disco che sarebbe piaciuto agli amanti del genere, del resto da ascoltatori noi stessi lo consideriamo un bel disco.

Rasha:Grazie mille Alex, le somme sono ancora lunghe da tirare. Stiamo lavorando bene e la risposta è molto positiva. I pareri degli altri, positivi o negativi, non ce li aspettiamo fino a che non ce li dicono. Ci concentriamo su altro.


2) Immagino che i paragoni coi Motorhead si siano già sprecati, vero? Ma quali sono le influenze più imprevedibili dei Violentor?

Ale “Dog” Medici: nulla di imprevedibile, siamo metallari vecchia scuola quindi si va sulla NWOBHM, Thrash, punk e crust anni '80!


3) Quanto conta l'attitudine in una band come i Violentor? Com'è il rapporto tra voi componenti?



Ale “Dog” Medici: l'attitudine e' tutto, e va di pari passo con la nostra passione per la musica, siamo quello che siamo al 100%, senza finte apparenze.
Il rapporto tra noi e' perfetto, siamo fratelli, siamo cresciuti insieme, abbiamo iniziato ad ascoltare questa musica insieme quindi condividiamo molte cose nell'ambito musicale.


4) Come riconoscimento al vostro lavoro avete avuto l'opportunità di aprire per leggende della vecchia guardia italiana come Bulldozer, Fingernails e Raw Power. Com'è stato condividere il palco con queste glorie nostrane? Le leggende spaccano ancora il culo alle nuove leve?

Ale “Dog” Medici: E' stato molto bello, molto emozionante anche perchè queste bands ci hanno influenzato sulla composizione dei pezzi del primo e del nuovo disco che uscirà tra poco, nutriamo un grande rispetto per queste bands e loro (sopratutto i Fingernails) sono in gran forma, ma i Violentor spaccano il culo a chiunque!!!

Rasha: E' stato un onore per noi suonare con loro. Siamo tutti della stessa famiglia. Le leggende spaccano il culo. Noi, dalla nostra, cerchiamo di spaccare sempre di più a ogni concerto.


5) Recentemente avete partecipato alla splendida iniziativa di beneficienza in favore dell'Emilia terremotata, che pare aver avuto molto successo. Parlateci di questa bella esperienza

Rasha:E' stato gratificante l'essere stati contattati. Abbiamo avuto occasione di poter prendere parte a un' iniziativa, per noi nuova, che ci portava a dare un piccolo contributo per qualcosa di più grande.


6) L'argomento del momento, anche su Metalarci Webzine, è il cosiddetto "pay to play". Voi Violentor nonostante siate attivi da relativamente poco avete già un curriculum di tutto rispetto, e il tutto in maniera pulita. In un panorama desolante in cui sembra passare il messaggio che solo umilianti compromessi danno visibilità, vogliamo dire che c'è un alternativa onesta? Diteci la vostra su questo tema scottante

Ale “Dog” Medici: l'alternativa al pay to play, c'e', basta fare le cose con un umiltà, se si pensa di fare i soldi con la musica, o lavorare con la musica si parte gia' con il piede sbagliato, la visibilità non si aquista, il pay to play non serve a niente. I veri investimenti che un gruppo deve sostenere sono la produzione dei dischi, il produrre merchandise, fare cassette, magari anche vinili, produrre piu' roba possibile e sbattersi per mandarla in giro, e' chiaro che i soldi ci vogliono, ma la pubblicità e' gratuita oggi giorno sul Web, e c'e' verso pure di rientrare con le spese, c'e' da farsi il culo, e'chiaro, io il mio tempo libero lo dedico esclusivamente ai Violentor, ma e' una passione e lo faccio molto volentieri.


7) Il vostro calendario live è molto fitto, quali saranno i prossimi movimenti e dove vi piacerebbe esportare il sound Violentor?

Ale “Dog” Medici: Sicuramente in Europa, abbiamo stretto un po' di contatti in questo periodo quindi presto vedrete un po' di risultati a tal proposito!
Per ora abbiamo mediamente un paio di date al mese di qui a ottobre.
Abbiamo intenzione di fare un tour di 3 date per la presentazione del nuovo album con varie bands ospiti di cui una band straniera di supporto a novembre


8) In chiave studio invece è presto per iniziare a pensare al capitolo successivo o siete già proiettati in ottica nuovo album?

Ale “Dog” Medici: Siamo gia' in studio, il nuovo album uscirà a Novembre, sempre per la messicana EBM Records!


9) La Toscana si conferma un serbatoio importante della scena italica, come facemmo anche per i vostri conterranei Devastator, parlateci in toscano della situazione metal della vostra regione

Ale “Dog” Medici: Diahane che cazzo ti devo di', noi toscani siamo immeglio!


10) L'intervista si conclude qui, vi faccio un grande in bocca al lupo per il futuro,grazie della dispobilità, chiudete come meglio credete

Ale “Dog” Medici: UH!


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lunedì 18 giugno 2012

Recensione BURNING NITRUM

Burning Nitrum - Pyromania
(2012, Autoprodotto)
Thrash

Pyromania è l'opera prima dei Burning Nitrum, 5 ragazzi del barese, che a giudicare dalla foto all'interno del disco sembrano cresciuti con i sacri valori del thrash old school, tant'è che tra magliette e toppe troviamo degli omaggi a gente del calibro di Sacred Reich, Nuclear Assault, Overkill, Dark Angel e Death Angel.
Tutto molto bello e tutto molto in stile '80, ma un pò di perplessità è più che lecita constatando che nessuno dei 5 componenti ha nemmeno sfiorato gli anni 80, trattasi infatti di ragazzi tra i 16 e 18 anni.
A questo punto per chi non conoscesse il gruppo sarebbe naturale lasciarsi andare a pre-concetti o a considerazioni di "nonnismo, aspettandosi il solito demo acerbissimo, ma basta schiacciare play e questi dannati "mocciosi" fan capire di far mangiare la povere a tanta gente ben più esperta.
I 5 pezzi di cui si compone questo "Pyromania" sembrano essere stati partoriti in qualche garage californiano di fine anni 80 tanto è marcato il profumo di old school, complice anche una produzione grezza e imperfetta che di certo non dispiace ai thrashers di vecchia data.
Semplici, efficaci e diretti i Burning Nitrum ci sbattono questi 21 minuti di thrash in cui rimandano ai Razor di "Custom Killing" con rasoiate di riff, assoli al fulmicotone e tupa-tupa a raffica.
I pezzi sono freschi e ben strutturati, già a partire dalla strumentale "Enter the Fire" (ottimo qui il lavoro delle chitarre), "Thrash Time" e "Old School Anthem" come si capisce anche dai titoli sono invece delle classicissime cavalcate di thrash intransigente e oltranzista, in "Death is upon you" è invece più in evidenza la voce, assai particolare che ricorda la "controversa" timbrica di Mem Von Stein degli Exumer, non per tutti quindi, ma che però soprattutto in questo pezzo si incastra molto bene.
La perla dell'ep è senz'altro la titletrack, a chiusura, più elaborata rispetto ai brani precedenti, in cui si fa spazio anche qualche momento breve estratto melodico a spezzare il tutto.
L'unico dettaglio assolutamente stonato riguarda l'artwork, un pò troppo freddo e "moderno",oltre che anonimo, soprattutto se contestualizzato con le atmosfere retrò dell'Ep.
Nel complesso si può tranquillamente affermare che con questo EP i Burning Nitrum hanno tirato fuori il massimo dalle loro capacità, per un risultato veramente soddisfacente soprattutto alla luce della giovanissima età e dall'instabilità della line up che ha tormentato il gruppo (a questo proposito un paluso va al singer fondatore per non essersi lasciato scoraggiare da ciò, tenendo duro fino all'ultimo).
Considerati i margini di miglioramento questi 5 ragazzi c'è da aspettarsi grandi cose, l'importante è rimanere per terra e non montarsi la testa altrimenti è facile bruciarsi (tanto per restare in tema col titolo dell'ep).
Per quanto riguarda il voto, per mia coerenza, non dò voti troppo alti per un demo/ep perchè li reputo solo un"antipasto" di ciò che la band può offrire, le premesse per l'album sono però davvero incoraggianti.


Voto: 7/10

Tracklist:
1 Enter the Fire
2 Thrash time
3 Death is upon you
4 Old school anthem
5 Pyromania

Contatti:
www.facebook.com/BurningNitrum


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lunedì 7 maggio 2012

Recensione SOUTHERN DRINKSTRUCTION

Southern Drinkstruction - Drunk Till Death
(2011, Despise the sun)
Death'n Roll

Ai Southern Drinkstruction è legato un ricordo affettivo particolare della nostra webzine, questo perchè il 10 settembre 2010 prendeva ufficialmente il via il progetto Metalarci Webzine, e a inaugurarla c'era la mia recensione di "Drink With Us", il primo vero e proprio album dei Southern Drinkstruction, che seguiva un altrettanto valido EP omonimo. Da allora di acqua sotto i ponti ne è passata sia per noi che per loro: A quella recensione, per la webzine, ne son seguite altre 140, i Southern DS invece hanno continuato a suonare in lungo e in largo lungo lo stivale, accrescendo sempre più il loro ottimo seguito, già consistente per una band underground e facendosi anche notare da un'etichetta.
Questo "DRUNK TILL DEATH" è il naturale risultato di questo tempo passato in giro tra locali, pogo, alcolici, grigliate e film western.
Il granitico death n'roll di copyright Southern non perde nemmeno un grammo della sua consistenza, ma rimane fiera e solida base del quartetto romano. Per chi non conoscesse questi 4 folli riprendo la definizione della precedente recensione per identificarne meglio lo stile:
"Per comodità potremmo definirli Death N’ Roll ma sarebbe riduttivo, visto che possiamo trovare veramente di tutto: dai riff granitici di chiara ispirazione Black Label Society, alle sfuriate Pantera, passando per frangenti Doom e Punk/Grind e arrivando persino a momenti Blues o Rock N’ Roll, il tutto poi condito da gradevoli intermezzi di spezzoni di film cult di Bud Spencer o di Sergio Leone."in una sola parola: imprevedibilità, si passa da un'influenza all'altra con estrema disinvoltura se solo Bastard facesse anche gli acuti da cantante power castrato potremmo dire che saremmo al completo!
Gli ottimi riscontri del precedente full potevano rivelarsi un ulteriore pressione nella stesura di quest'album, ma quando un gruppo ha le palle il problema non si pone; DRUNK TILL DEATH regge il confronto, mantenendosi su livelli alti ma modificando in piccola parte il sound che appare un pò meno death in favore però di una maggiore componente dannatamente southern rock.
Ognuna delle 13 tracce che compongono quest'album è all'insegna della varietà, si parte con l'ipnotica titletrack in apertura, si prosegue con la mitragliata thrash di "On your Knees", la coinvolgente "Dirty Sanchez", la fantastica "Nasty Jackass" (hit dell'album, che sicuramente in sede live non fa prigionieri!) ma anche la ballabile "Motor 666" (in cui l'inserto di tastiere dona al pezzo un fascinò retrò), la rockeggiante "Slide or Die" o la potente e massiccia "Death Bells" , che col suo plumbeo finale chiude l'album in modo sofferto.
Analizzando le singole prestazioni spicca il drumming ineccepibile della solita macchina "Eddie" a dettare i tempi sui riff sempre ispirati del buon vecchio "Ordnal". "Bastard" si segnala nuovamente oltre che per la sua voce (profonda come la figa di Selèn) per la genialità dei testi (e dei titoli, "Cumming in socks" è l'apice, nonchè la prova dello stato di malata perversione del soggetto). Buona anche la prova al basso di "Zorro", al primo esame in studio coi Southern DS.
A suggellare il tutto anche la "solita" ottima produzione ( a cura del 16 Cellar Studios) e il sempre meticoloso lavoro grafico su artwork e booklet.
In conclusione se avete apprezzato "Drink With Us" potete tranquillamente fare vostro anche "Drunk till death", ne rimarrete soddisfatti, ma se ancora non conoscete questa band rimediate presto! Indubbiamente i Southern Drinkstruction sono una delle realtà più fresche e originali della scena italiana, che si sta guadagnando sempre maggiore visibilità tramite tanta fatica e sudore, e con l'onestà e la coerenza di chi non scende a compromessi o cerca la via più facile.
Se vi capiterà di vederli dal vivo capirete la loro vera potenza: non rimarrete indifferenti.
Horns up per i Southern Drinkstruction!

Voto: 8/10

Tracklist
1. Drunk Till Death
2. On Your Knees
3. 6-Strings Skull
4. Dirty Sanchez
5. Evil Skies
6. Nasty Jackass
7. Redneck Zombie Distillery
8. Motor 666
9. Cumming in Socks
10. Drink Whiskey, Make Justice!
11. The Man With No Name
12. Slide Or Die!
13. Death Bells


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Intervista ASSAULTER

A rispondere alle domande di Metalarci Webzine quest’oggi gli Assaulter, band a mio parere tra le migliori della nostra scena pugliese, fautori di un thrash metal old school, che han da poco fatto uscire il loro primo ep già recensito ottimamente qui.

1) Salve ragazzi, innanzitutto diteci come mai questo “Crushed by raging mosh” ha avuto una gestazione così lunga, cosa è andato storto durante la realizzazione?
(PAOLO - chitarra)) Ciao a tutti, innanzi tutto faremmo prima a dire ciò che non è andato storto: dalla ricerca dello studio in cui abbiamo registrato, ai “tecnici del suono” che hanno cominciato a seguirci (e rallentarci) nel lavoro e a cui abbiamo dato ad un certo punto un bel calcione. Da quando Luca poi ha preso il loro posto le cose sono andate lisce. C'è poi da considerare una buona dose di pignoleria da parte di tutti noi.
(ENZO - basso) Menomale ha già risposto Paolo altrimenti sarebbero già partite le bestemmie...

2) Siete contenti del risultato finale? Tanta fatica è stata poi ricompensata da buoni riscontri?
(PAOLO) Assolutamente soddisfatti del risultato e la risposta della gente è stata insperata. Nonostante ci sperassimo fortemente non ci aspettavamo che sarebbe piaciuto così tanto. Questo naturalmente ci da una forte motivazione a comporre nuovi pezzi e registrare il prossimo EP/Full length al più presto.
(ENZO) Date le vendite e il supporto da parte di tantissimi ragazzi che è arrivato immediatamente non possiamo che esserne entusiasti!

3) Nonostante ormai siete ormai affermati e conosciuti in Puglia, al di fuori dei confini regionali il nome Assaulter dice ancora poco. Avete in programma di promuovere l’ep con qualche data fuori?
(PAOLO) Proprio ora stiamo cercando di organizzare un piccolo tour in giro per l'Italia per questa estate, ne approfittiamo anzi per lanciare un appello a tutte le metal bands che siano interessate ad uno scambio date: contattarci sul nostro facebook e ci mettiamo d'accordo. (Assaulter Thrash).
(ENZO) Ti dirò, abbiamo venduto in molte regioni italiane dal nord al sud semplicemente grazie al passaparola, alle recensioni e agli appassionati dell'underground nonchè parecchie copie in giappone e anche in norvegia e siamo stati contattati anche dagli stati uniti... certamente vorremmo andare anche in tour x farci conoscere il più possibile e anche x far conoscere la nostra amata birra raffo,nostra ispiratrice da sempre...

4) Nell’attuale desolante panorama locale, in cui imperversano cover/tribute bands e gruppi mono-accordo simili tra loro quanta soddisfazione dà salire sul palco e sbattere in faccia ai presenti il proprio thrash nudo e crudo anni 80?
(PAOLO) Sicuramente riuscire a fare ciò che dici è diventato sempre più difficile anche a causa di cover e tribute band verso cui va il mio disprezzo, il problema è molto più profondo però se pensiamo che queste band rispondono ad una domanda di pubblico. La gente corre in massa a supportarle e di conseguenza i gestori di locali fanno presto a fare 2+2. Dunque il mio disprezzo se lo devono dividere in parecchi ma ne ho abbastanza per tutti.
(ENZO) Sono semplicemente orgoglioso di essere thrasher e suonare thrash metal anni 80 perchè racchiude la vera attitudine del metal che non ha nulla a che fare con le merde ipocrite e commerciali e poser che circolano al giorno d'oggi! Basta essere politicamente corretti: noi dichiariamo odio verso tutto questo schifo!

5) Qual è il vostro punto di vista riguardo al dilagante fenomeno del “pay to play”?
(PAOLO) Proprio in questi giorni abbiamo scritto un testo che parla di questo. La gente con i propri soldi ci può fare quello che vuole finchè si rimane nella legalità, ma se uno si professa metallaro, si riempie la bocca criticando chi si comporta così o professando la propria attitudine e poi è il primo ad andare avanti grazie alle mazzette merita solo calci in culo. Da parte mia boicotterò ogni evento in cui vengono chiesti soldi per suonare nonché le band che sono disposte a farlo.
(ENZO) Totalmente d'accordo con Paolo... Ci sono una marea di gruppi che giustificano questa vergogna con la scusa di investire sul proprio futuro musicale... Vorrei proprio vedere quanti qui in italia possono permettersi di vivere col metal a parte le agenzie... Si investe con l'impegno e le capacità non dando il culo come fanno le veline e compagnia zoccola! È vergognoso come stanno riducendo la scena metal e da noi non potranno avere che disprezzo!

6) Di voi 4 chi è il più:
a) alcolico: enzo
b) tecnico: luca
c) scenico: enzo
d) stronzo: la iena luca
e) puzzolente: paolo
f) tenerone: paolo
g) acculturato: luca
h) folle: rodolfo
i) cattivo: boh? forse rodolfo... [:)]


7) Andando a pescare nel tanto caro thrash anni 80 quali bands secondo voi avrebbero meritato più visibilità? Quali sono inoltre i vostri gusti al di fuori del thrash?
(PAOLO) Per quanto mi riguarda sicuramente gli Artillery, mi piace il blues ed il country, da buon nerd le colonne sonore di film e anime giapponesi, e alcuni rari sbrodolamenti chitarristici.
(ENZO) Mah, ce ne sono un sacco... I Coroner dei tempi d'oro meritavano sicuramente di più... al di fuori del thrash amo smisuratamente il punk-hc, ma anche blues, country e rock&roll...

8) Prendendo spunto dal vostro pezzo “Handmaniac” voglio un vostro parere sull’attuale scena porno, sulle vostre “influenze” preferite, e sull’ipocrisia di molte donne che dicono di non masturbarsi.
(ENZO) Ei Sals (Paolo) che fine hai fatto? Mi sà che è andato a smanettare... riguardo la scena porno bisognerebbe rivolgersi a Luca che è il vero esperto del settore! Altro non possiamo dire per evitare di essere mollati dalle rispettive compagne e poi farci venire ancora di più l'impugnatura sull'arnese a causa solitudine... Che ti devo dire: secondo me chi si nasconde oltre ad essere ipocrita a mio avviso è addirittura più zozzo/a e sporcaccione/a di tutti gli altri... Che male c'è a trastullarsi un pò? Noi abbiamo scritto questo testo apposta per far capire a chiunque ci ascolti quanto è bello il fai-da-te e che non c'è nulla di cui vergognarsi! Non smetteremo mai di ringraziare quel porcone di Dio per averci dato le mani! E dato che dicono che ci ha creati a sua immagine e somiglianza mi farebbe pensare che anche lui si mena le pippe... Grazie Dio!!!

9) Qual è il sogno realizzabile e quello irrealizzabile di voi Assaulter?
(PAOLO) Quello realizzabile è un tour europeo (realizzabile ma impossibile dire quando), irrealizzabile essere stati una band attiva negli anni 80...appena finisco di costruire la De Lorean ne riparliamo.
(ENZO) E datti una mossa allora invece di smanettare!

10) Cosa dobbiamo aspettarci in futuro dal sound Assaulter? Rimarrete sulle coordinate attuali o sonderete qualche nuova influenza/sperimentazione?
(ENZO) Sembrerebbe che ci stiamo leggermente spostando verso sonorità più americane e i nuovi pezzi risultano strutturati decisamente meglio che in passato comunque ci tengo a precisare che non saranno più morbidi bensì decisamente più aggressivi e urlanti in puro stile anni 80!

11) Chiudo l’intervista con una vostra citazione: “U THRASH E’ MBORTAND… E PUR U PICCION!”. Voi chiudetela come vi pare
(ENZO) Non possiamo che essere d'accordo... comunque vogliamo ringraziare MetalArci e in particolar modo Alessandro dei cugini Dreker per lo spazio dedicato agli Assaulter e ringraziamo tutti coloro che ci supportano sempre... VI AMIAMOOOO!!! Dopo questo sfogo d'amore invitiamo chi non conosce i nostri pezzi di dar loro un ascolto (http://www.facebook.com/assaulter.thrash e http://it.myspace.com/thrashassaulter) e magari dare a noi un piccolo supporto con 5 luridi euro per l'acquisto del nostro EP d'esordio "CRUSHED BY RAGING MOSH" e noi in cambio daremo tanto thrash, tanto mosh e tanto headbanging fino allo sfinimento, basta fare attenzione a spigoli vivi e a suppellettili varie in casa... ciao a tutti e in alto le vostre bottiglie maledetti ubriaconiiiii!!! THRASH!!!


Torrrmentor
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lunedì 13 febbraio 2012

Recensione DEVASTATOR

Devastator – La Musica fa schifo
(2011, Fadeout Records)
Thrash-core

Puntuale come uno speciale di Porta a Porta dopo una tragedia, arriva il nuovo album degli iperattivi toscani Devastator, di cui il precedente ep "Andatevene tutti affanculo" anticipava 4 pezzi, dandoci un assaggio di ciò che ci aspettava.
"La musica fa schifo" oltre ad essere l'album del decennale è un perfetto condensato di questi dieci anni di attività., a partire dal titolo, come al solito dissacrante e in pieno stile Devastator, finendo poi alla bellissima copertina in cui sono presenti rimandi di tutti gli album precedenti.
La musica invece, cangiante di album in album si assesta stavolta su un punk-thrash di chiara ispirazione Negazione/Raw Power con 16 tracce (di cui 3 brevi intermezzi) con la batteria a rotta di collo per un headbanging continuo.
L'antipasto del precedente ep ci aveva fatto prendere confidenza con la novità più grande in casa Devastator, ovvero il passaggio anche alla voce del chitarrista Rob, che si discosta in modo netto dal precedente singer con la sua timbrica ruvida come un foglio di carta vetrata,; ruvida sì ma anche un pò monocorde, per fortuna l'innesto di vari cori compensa bene, dando più varietà al cantato.
La sua prova al microfono è comunque buona, seppur con qualche piccolo calo, comprensibile data l'inesperienza.
Altra novità è data dal cantato in italiano, più adatto per vomitare in faccia a gli ascoltatori le tematiche urticanti e irriverenti di queste tre teste calde. Date un ascolto a pezzi come "Vergine", "Sfilata di moda" ( in cui sbeffeggiano le odierne bands che alimentano il "pay to play"), "La mafia è una montagna di merda", l'eloquente "Bono fai vomitare", che oltre ad essere uno dei migliori pezzi del lotto è un sonoro fanculo all'ipocrisia del leader degli U2 (che tra l'altra sta sulle palle anche al sottoscritto) e infine "X Falsor", in cui vengono presi di mira questi "talent show" che di talent hanno poco e di show ancora meno.
Il gustoso mix Devastator oltre ai già citati "Bono fai vomitare" e "X Falsor" convince anche inaltri episodi come "La bella musica" , da cui è stato estratto il primo videoclip, ma anche in "Sono un terrorista" , tutte e 4 brevi staffilate punk-hardcore.schizzatissime, in cui nel riffing troviamo anche una leggera venatura System of a down .
Apprezzabili anche le variazioni sul tema, con il ritmo latino delle percussioni su "Shock alfabetico", intermezzo strumentale particolare e "coraggioso" ( il fatto di sperimentare simili "azzardi" rimarca la sicurezza e la personalità di questa band).
Cercare di descrivere a parole ciò che è la folle dimensione Devastator è impresa ardua, molto meglio concedere loro un ascolto, o li amerete o li odierete.

"E' inutile che ti sforzi tanto di ascoltare la melodia, il significato del testo.. LEGGI STO' CAZZO"
(Devastator La bella musica)

Tracklist:

1. La Musica Fa Schifo
2. Vergine
3. Ho Sbagliato Tutto
4. Necrolucro
5. Sfilata di Moda
6. Non C’è Niente da Ridere
7. Coscienza a Posto Minorenne
8. Shock Alfabetico
9. La Mafia E’ una Montagna di Merda
10. Calma Dignità e Classe
11. Bono Fai Vomitare
12. La Bella Musica
13. Se Mi Paghi Ti Avveleno
14. Sono un Terrorista
15. X Falsor
16. Meglio L’Eroina


VOTO: 7/10

Torrrmentor


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domenica 8 gennaio 2012

TOP & FLOP 2011... secondo Torrrmentor!

TOP

Artillery – My Blood
In un anno piuttosto tiepido, in quanto a nuove uscite Thrash la band danese sforna un validissimo album, l'ennesimo di una discografia praticamente impeccabile. In ambito Thrash vincerebbero di certo la palma di band più sottovalutata di tutti i tempi

Machine Head – Unto the locust
Devo ammettere che i Machine Head sono in stato di grazia ultimamente, "The Blackening" era un capolavoro, difficile fare meglio, ma il successore è comunque un album di valore, e tanto basta in questo 2011.

Evile – Five Serpent's Teeth
La sorpresa di questo 2011, un album dal sapore nostalgico, ma col giusto compromesso verso il moderno, che dà finalmente alla band quel qualcosa in più necessario per entrare nella band che contano dell'attuale circuito Thrash.

Vader – Welcome to the Morbid Reich
I polacchi si confermano nuovamente, prendendosi di diritto un posto tra le migliori band Death del momento. Album massiccio e distruttivo.

Mastodon – The Hunter
Sono stato a lungo indeciso se mettere loro o gli Opeth in questo ultimo Top, ma poi ho voluto premiare la loro costante ricerca di un nuovo sound, e il loro saper ri-inventarsi ad ogni disco.


FLOP

Morbid Angel – Illud Divinum Insanus
Intaccare la reputazione di un gruppo come i Morbid Angel era cosa assai ardua, ma questo disco ci è riuscito. Come sputtanare una carriera.

Lou Reed & Metallica – Lulù
Registrare i rantoli di un vecchio agonizzante sulla base di banalissimi riff scartati da qualsiasi album Metallica non si è rivelata l'operazione commerciale che si aspettavano. Lou Reed è ormai impresentabile e i Metallica sempre più "puppets" dei loro "masters". Cagata immonda.

Trivium – In Waves
Fatemi capire..sarebbe questo il "Metal del futuro"??? ma spero proprio di no cazzo! Riff elementari pompati al massimo, solita voce core, look da teenager ed ecco qui pronta una band impacchettata ad hoc per gli under 18. Band inutile, album mediocre.

Sepultura – Kairos
Cosa dovrebbe fare questa band per tornare ad avere un minimo di credibilità? Probabilmente la risposta sarebbe sfornare un nuovo "Arise", cosa che al momento appare assai distante. Il nuovo album è la solita accozzaglia di breakdown ormai stra-abusati. La cover -band dei Sepultura continua a boccheggiare.

Cavalera Conspiracy – Blunt Force Trauma
Se Atene piange, Sparta di certo non ride, non più a quanto pare, perchè se gli ultimi lavori Cavalera Conspiracy/Soulfly erano stati più che soddisfacenti, lo stesso non si può dire di questo album che sembra nettamente poco ispirato, e che non si discosta molto dai "rivali" Sepultura.


MIGLIOR ALBUM ITALIANO 2011

 Violentor – Violentor




MIGLIOR ALBUM/EP UNDERGROUND

Assaulter – Crushed by raging mosh


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mercoledì 28 dicembre 2011

LIVE REPORT - CORONER + SCHIZO + guests


10-12-11 - Coroner + Schizo + guests @ Demodè – Modugno (BA)

La notizia uscì fuori il giorno dopo la data di Trezzo, che sembrava l'essere l'unica discesa sul suolo italico: Coroner a Bari!
"Porca puttana, cascasse il mondo ci dovrò essere!" fu il mio primo commento, leggendo la news, che mi rese molto meno amaro il fatto di essermi perso il concerto della sera prima.
L'evento è di quelli storici per tutti i thrashers meridionali, ancor più per noi pugliesi, che abbiamo l'insperata opportunità di vederci un gruppo storico a a pochi km da casa; senza dubbio un grosso colpo quello realizzato dalla Rockcult.
La cornice dell'evento sarà il Demodè, ottima location, già collaudata per eventi metal di un certo livello, come le ultime edizioni del TMF.
Arrivato finalmente il fatidico giorno riesco ad entrare nel locale non appena i Cruentus terminano l'ultimo pezzo, ragion per cui lascio che a commentarvi le prime due bands sia l'altro nostro recensore Dave:

"I Tales Of Deliria, in occasione dell'uscita del loro album di debutto "Beyond The Line", si sono presentati sullo stage più preparati che mai: il quintetto é in continua crescita, e concerto dopo concerto ho modo di notare i loro continui miglioramenti.
Il tutto si apre con "Towards North", la terza traccia del loro album; si continua con "Under This Shroud" e con la title track "Beyond The Line", seguita da "The Anguish Fixer". Il pubblico apprezza, e una volta partita "Over The Wall", cover della nota canzone dei Testament, il pogo parte più forte di prima.
Anche gli ultimi due brani della scaletta, "Etheral Warrior I" e "Etheral Warrior II", risultano apprezzatissimi dal pubblico.
I Cruentus, storica band death metal barese formatasi nel 1990, saliti sul palco subito dopo i Tales Of Deliria, mostrano tutto il loro valore: sarà impossibile non farsi prendere da riff di vera fattura Death Metal Old School, e l'headbanging si é presto rivelato un "must". Dimostrano di essere davvero la band di valore che ci si aspettava."

Tornando a me, lo scenario che ho davanti al mio arrivo è di una sufficente presenza di pubblico ( forse ci si poteva aspettare anche un pò di più considerando che si parla sempre di un pezzo importante del thrash degli anni d'oro,anche se con meno visibilità di quanto avrebbero meritato all'epoca) ma c'è ancora l'attenuante dell'orario. Confido che le presenze aumentino considerevolmente.
Mi stupisco nel notare poche facce conosciute, segno evidente che l'evento ha avuto grande risonanza nelle altre regioni ma non tantissima nei confini locali.


Nel frattempo on stage iniziano gli SCHIZO, di ritorno qui al Demodè dopo l'esibizione del TMF 2008. Come fu per allora la band mette su un'esibizione violenta e convincente. La discografia del gruppo catanese si sa, non è molto fornita, ma si estende per un periodo abbastanza lungo, perciò è facile notare le diverse influenze che intercorrono tra i periodi: il thrash estremizzato e cattivo dei primi anni diventa più groove con i brani più recenti. Per fortuna però la scaletta verte per gran parte sui pezzi più nostalgici, particolarmente graditi sono gli estratti dell'album d'esordio, come "Make Her Bleed Slowly", la furente "Violence at the Morgue" ma soprattutto la titletrack "Main Frame Collapse" con il quale chiuderanno lo show. Non sfigurano però neanche episodi recenti come ad esempio "Electric Shock ".
Il singer Nicola Accurso col suo ormai classico passamontagna, coinvolge il pubblico che risponde alla grande con un pogo forsennato durante tutta l'esibizione. La band si conferma un pezzo di storia del metal italiano, e in particolare del metal del meridione.

Setlist Schizo:

Epileptic Void

Kill The Foetus
Demise : Desire
Mario Please Don't Cry
Make Her Bleed Slowly
Electric Shock
Ward Of Genocide
Necroschizophrenia
Violence At The Morgue
Delayed Death
Behind That Curtain
Main Frame Collapse



E'arrivato il momento tanto atteso. I Coroner sono sul palco, e nel frattempo il Demodè si è maggiormente riempito come si confà a una serata del genere. Vetterli, Marky e Royce si apprestano a fornirci una prova eccezionale, soprattutto per quanto riguarda Vetterli, vero mattatore del gruppo, particolarmente disinvolto a sciorinare i suoi riff tecnico-psichedelici su cui i Coroner han costruito la loro fama. Royce dal canto suo sembra aver fermato il tempo, la sua voce è perfettamente uguale dopo tutti questi anni.
Il pubblico è rapito dall'esibizione, si lascia andare a momenti di pogo durante gli episodi più thrash come la bellissima "Masked Jackal" oppure si gode il trip psichedelico dei pezzi più recenti. L'unica pecca sta nella scelta della scaletta, che va a prilegiare l'ultimo "Green" piuttosto che un "R.I.P." o un "Punishment for decadence", ma era difficile aspettarsi variazioni rispetto alla setlist di Trezzo.
I momenti più intensi si hanno dai ripescaggi di "Mental Vortex" su cui spicca la performance di "Semtex Revolution" (insieme a "Masked Jackal" il momento più alto del live), ma fanno la loro figura anche "Metamorphosis" e "Divine Step".
Di contro il momento più basso si ha con la discutibile cover dei D.A.F. "Der Mussolini", francamente un pò fuori contesto.
La chiusura è affidata all' unico estratto di "R.I.P." ovvero "Reborn through hate" che segue una gustosissima "Purple Haze" cover hendrixiana rifatta in chiave Coroner.
In conclusione, scaletta a parte, si è visto ciò che volevamo vedere dai Coroner, speravamo di vedere una band che ci riportasse indietro di un bel pò di anni e così è stato. Un'occasione imperdibile per chi voleva respirare un pò di anni 80, e per i presenti di quella sera ( si potrebbe dire sui 300) un'esibizione da ricordare.

Setlist Coroner

Golden Cashmere Sleeper, Part 1
Internal Conflicts
Serpent Moves
Masked Jackal
Still Thinking
Metamorphosis
The Lethargic Age
Semtex Revolution
Gliding Above While Being Below
Divine Step (Conspectu Mortis)
No Need to Be Human
Der Mussolini (D.A.F. cover)
Grin (Nails Hurt)

Encore:

Purple Haze (Jimi Hendrix cover)
Reborn Through Hate

Torrrmentor


(Foto di Annamaria D'Andrea)

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