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venerdì 23 marzo 2012

Intervista - STRANGE FEAR

1) E’ con grande piacere che mi trovo qui a fare quattro chiacchiere con gli Strange Fear grande band hardcore modenese! Per rompere il ghiaccio volete spiegarci chi sono gli Strange Fear e come nasce l’idea di questo progetto?
Guido: Ciao Vito e ciao a tutti, bhè si torna indietro di quasi 10 anni fa e nacque un po' per gioco ed un po' per la classica noia generale che affliggeva noi adolescenti al tempo, mi era stato presentato Danny che in comune con me aveva la passione per l'hardcore punk e così via si è aggregato Mirko alla batteria e passo dopo passo, con vari cambi di formazione, con un battito di ciglia ci ritroviamo nel 2012 :-)

2) Siete freschi di uscita con il vostro secondo full-lenght intitolato “A Permanent Cold”,siete soddisfatti dei risultati ottenuti?tornando indietro cambiereste qualcosa?
Guido: Wow! Più che soddisfatti! Il disco sta andando molto bene ed abbiamo avuto un sacco di belle recensioni. Siamo appena tornati dal tour europeo ed è stata una figata pazzesca! Tornando indietro non cambierei nulla, perché anche le cose brutte fortificano e comunque siamo ancora vivi e vegeti :-)

3) A breve uscirà anche il vostro primo video ufficiale, volete darci qualche anticipazione?
Guido: Ahahaahah è stato surreale! Suonare in playback la stessa canzone più di 20 volte è difficilissimo, ma molto molto divertente e come anticipazione vi posso dire che rispecchierà molto cosa facciamo in un concerto reale e tu che ci hai visto sai di cosa parliamo.

4) Ho avuto il piacere di vedervi suonare dal vivo l’estate scorsa in un festival,precisamente il “Valley Under Siege”, e mi avete davvero impressionato, per chi non ha avuto il mio stesso piacere,volete spiegarci come vi approcciate al palco?
Guido: Grazie mille! Come sempre troppo gentile :-) bhé i nostri live sono sempre carichi di alta velocità, sudore, violenza e tanta, ma tanta passione per quello che facciamo e ci gasiamo un botto quando le persone davanti al palco, ci supportano ed hanno la stessa voglia di divertirsi con noi, proprio come te e tutti i ragazzi del “Valley Under Siege”.

5) Siete da poco rientrati dal tour europeo di promozione del full-lenght, sicuro dell’apprezzamento che avete ricevuto, vi chiedo, come si presenta la scena musicale e il pubblico con cui vi siete trovati a confronto?
Guido: Come detto prima, è stata un avventura, in tutti i sensi della parola, abbiamo diviso il palco con numerose band validissime, posti fighissimi, gente fantastica che "vive" la scena in maniera invidiabile, ma soprattutto "viaggiare" con i nostri fratellini My Own Voice di Milano, che si sono rivelate persone eccezionali oltre ad essere dei gran musicisti. Grasse e grosse risate, disavventure con il furgone ed ogni dogana almeno una mezz'ora di sosta con annessa romanzina degli sbirri. Assolutamente da rifare ed al più presto :-)

6) Differenze che avete riscontrato con il nostro panorama nazionale?
Guido: Visto e conosciuto gente che si sbatte ad organizzare concerti infrasettimanali con qualsiasi mezzo a disposizione nonostante la situazione economica della penisola balcanica, non brilli di certo per essere ricca, ma per noi è stata ricca di umanità, accoglienza e cultura che a noi italiani manca già da molto, molto tempo. Provare per credere :-)

7) Ormai sono circa dieci anni che siete in attività,in questo tempo sicuramente vi sarete imbattuti in tanti concerti e bands:quali sono i live e le bands che ricordate con più piacere e con cui magari avete stretto un rapporto di amicizia e collaborazione?
Guido: Dovrei fare un elenco infinito per non scontentare nessuno, ma posso dire che ogni locale, centro sociale ed organizzazione che organizza concerti nel nostro panorama underground, ci ha sempre fatto sentire a nostro agio. Anche le bands sono tantissime, ma in particolare, volevo ringraziare tutta la crew dell'Indelirium Records, dove tutte le bands, si danno una mano a vicenda e si supportano l'uno con l'altro vedi Straight Opposition, My Distance, The Memory, Whales' Island ed X-State Ride con cui abbiamo legato di più all'interno dell'etichetta. Più in generale nel panorama nazionale, devo menzionare gli ormai "storici" Strength Approach, Attitude, MuD, La Prospettiva, Turn Against ed i nostri compagni d'avventura My Own Voice a cui vogliamo molto bene come del resto a tantissime bands nostrane che anche se non nominate sanno che sono nel nostro cuore, ma voglio ricordare anche la "nostra" scena locale modenese, che non ha nulla da invidiare, nei loro vari generi a livello nazionale e non: vedi Infamia, Jesus Ain't In Poland, No White Rag, 7 Bloody Hopes, Desire Before Death ed altri che piano piano stanno crescendo sempre di più.

8) Progetti per il futuro?
Guido: Continueremo la nostra promozione del disco nuovo, in giro per l'Italia e non solo e stiamo già lavorando su pezzi nuovi che finiranno in uno Split o un Ep, ma di sicuro continueremo ad avere un gran voracità di palchi :-)

9) Prima di concludere vi ringrazio per il tempo che ci avete dedicato e ricordate a tutti i vostri contatti!
Guido: Grazie a te Vito del tempo che ci hai dedicato e speriamo di rivederci presto insieme a tutta la bella gente che supporta la scena come te. A noi ci potete trovare su tutti i portali web da Facebook a Reverbnation, da Twitter a Myspace e in un qualsiasi locale e centro sociale che abbia voglia di farci suonare :-). Concludiamo con il nostro motto acquisito ormai da molto tempo: "STAY TRUE! STAY HARDCORE!"

Vicustrodden

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sabato 23 luglio 2011

Recensione - THE MEMORY


THE MEMORY – Call It A Comeback
(2011, In delirium Records)
Hardcore Punk New School

E’ con l’educazione di coloro che si avvicinano ad un’abitazione suonando al campanello per entrare, ma una volta chiusa la porta ti buttano a terra le mura: è cosi che ti entrano nello stereo i The Memory, formazione nata nel giugno 2009 e che con Call It A Comeback, pubblicato nel marzo 2011, arriva al debutto sulla scena Hardcore italiana. Il quintetto composto da Giancarlo Carile (voce), Nicola Manes (chitarra), Luigi Di Iorio (chitarra), Nicola Colecchia (basso) e Marco Fischietti (batteria) ci dimostra che nonostante le melodie si può essere duri come una roccia.
Il disco si apre con due pezzi che ti lasciano senza respiro, la concessione di rifiatare ci viene accordata dal singer Giancarlo solo a metà di WALK THE LINE, ma non ci permette di farlo da soli, ci scandisce i tempi con parole ben chiare: INHALE-EXHALE, che ci danno il tempo di riaccomodarci sulla sedia dopo il balzo iniziale dovuto all’ottima produzione sonora che i nostri hanno impresso al disco in fase di registrazione. Gli altri 4 pezzi che compongono l’EP sono una scarica di adrenalina pura: ritornelli e arrangiamenti orecchiabili che ti girano in testa, scambi di cori, melodie, ed infine sezione ritmica che non rallenta un istante tenendo sempre il piede sull’acceleratore, creano un'ottima atmosfera. Le influenze più evidenti sono quelle dell’Hardcore moderno, dai Comeback Kid ai Your Demise, senza però disdegnare le origini: di tanto in tanto ci si trova di fronte anche a stacchi che hanno caratterizzato la scena NYHC. In conclusione possiamo affermare che il quintetto non poteva chiedere di meglio al proprio lavoro d’esordio e noi non possiamo far altro che dare un caloroso benvenuto a questi ragazzi!

Vicustrodden

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sabato 12 febbraio 2011

Recensione - PALKOSCENIKO AL NEON


PALKOSCENIKO AL NEON – Disordine Nuovo
(2010, BJS Autoproduzioni/Box Populi)

Da Guidonia sventolando bandiera rossa arrivano i Palkosceniko al Neon, band romana molto attiva sia in studio (3 album e un EP) che live e dediti a un Crossover dalle molteplici influenze, dal Punk all’Hardcore dei primi Linea77 (eh, sì...inizialmente facevano Hardcore!) con tratti vagamente Rage Against the Machine. Mettiamo subito in chiaro che questi ragazzi ci sanno fare sul serio, a differenza di quanto succede spesso nelle band fortemente politicizzate che trascurano l’aspetto musicale pur di far passare il “messaggio” dei testi. La loro è una miscela tanto perfetta quanto esplosiva, sound ben curato , variegato ed esplosivo su cui vengono elaborate liriche rabbiose ed efficaci che, al di là della propria appartenenza politica, colpiscono nel segno.
Impossibile trovare un filo conduttore musicale nelle 14 tracce di Disordine Nuovo: di pezzo in pezzo troviamo nuovi spunti e nuove sonorità, per un totale di 35 piacevoli minuti su ottimi livelli.
I picchi più alti sono l’ipnotica opener A UN PASSO DA ME, l’intrisa di groove LUNGO LA STRADA, il bell’omaggio al compianto Nino Manfredi in IN NOME DEL POPOLO SOVRANO, l’emozionante interpretazione di SU COMUNISTI DELLA CAPITALE, in cui il dolce attacco melodico viene spazzato ben presto dalla foga e dal furore della versione incazzata di questo canto romano comunista d’altri tempi, la ribelle PERDERE, nonché PASSO DOPO PASSO dove compare anche qualche urla Hardcore che se non altro dà maggiore vitalità al cantato. Peccato che vengano utilizzate troppo poco. Questa infatti risulta l’unico appunto da fare alla band: va bene il cantato aggressivo e a tratti rappato alla “De La Rocha” che dà molta rilevanza al testo, ma una maggiore alternanza di stili gioverebbe maggiormente; per il resto un plauso per le parti di chitarra mai banali ma sempre interessanti e convincenti.
Questa band ha senza dubbio una spiccata personalità, le qualità e le capacità anche non mancano, e si vede che i consensi non tardano ad arrivare (la band è fresca semifinalista della regione Lazio all’Italia Wave) e la loro ardente voglia di prendere a calci in culo il sistema alimenta in loro un’autentica furia che la band riversa con successo nei propri pezzi.
Una bella scoperta questi Palkosceniko al Neon!

N.B:
X i pugliesi: i Palkosceniko al Neon saranno live in terra barese il 18 (Baracche Ribelli – Le Macerie) e in terra leccese il 19 febbraio, nel grezzissimo scenario old school della Rimesa di Sanarica. Consiglio di non perderveli!

Torrrmentor

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mercoledì 6 ottobre 2010

Recensione - DEVASTATOR

DEVASTATOR – Andatevene Tutti Affanculo!
(2010, Autoprodotto)

I lucchesi Devastator ci hanno ormai abituato a dissacranti provocazioni, e questo nuovo mini-capitolo della loro nutrita discografia non fa certamente eccezione. Già dal titolo e dall’artwork è chiaro il messaggio che i Devastator vogliono trasmettere, cioè che a loro non frega un cazzo di mode e tendenze musicali, loro suonano quel che vogliono, cambiando pelle ogni volta, senza schemi prefissati o pregiudizi di sorta, e se ciò non vi garba Andatevene Tutti Affanculo!
Un titolo e un artwork che indubbiamente catalizzano l’attenzione, una geniale mossa di marketing che indubbiamente porterà dei risultati a una band che comunque gode di ampia visibilità, anche perché il terzetto toscano di certo non è alle prime armi, ma è una band che si è ritagliata uno spazio consistente nel nostro panorama underground.
Questo EP ci consegna una band che come di consueto si rinnova totalmente a ogni uscita discografica e il nuovo capitolo è anni luce lontano dallo stile rockeggiante di Underground N’ Roll e sceglie di atterrare su lidi prettamente hardcore, pezzi diretti e veloci, senza un attimo di pausa, che strizzano l’occhio ai Municipal Waste ma anche ai più datati Hirax.
Un po’ di perplessità suscita la durata dell’EP: logico che la nuova direzione spinga versi una durata media ancora più ridotta, ma 4 pezzi per un totale di 9 minuti sembrano davvero pochi... Un paio di pezzi in più avrebbero dato di sicuro maggior “longevità” a questo prodotto che non ha pretese di lasciare un ricordo indelebile tra i propri fans, ma va interpretato nell’ottica di “apripista” dell’album, un assaggio cioè di quanto ci aspetterà a breve col nuovo full, nonché un modo per far familiarizzare con la nuova voce dei Devastator. Dietro al microfono infatti, dopo l’abbandono del vecchio singer, è passato il chitarrista Rob. Proprio questo cambio alla voce ha dato al gruppo maggior potenza, il cantato ruvido e grintoso di Rob sembra infatti una nuova freccia all’arco delle potenzialità a disposizione dei Devastator, e ciò si può notare soprattutto in LA BELLA MUSICA (di cui è stato realizzato un videoclip) ma soprattutto nella spassosa SONO UN TERRORISTA (che a mio parere sarebbe un peccato lasciar fuori dal prossimo album). Non colpiscono invece più di tanto VERGINE e SFILATA DI MODA. C’è da giurare che considerata “l’iper-attività” in studio di questo terzetto non ci sarà da aspettare molto per il nuovo album targato Devastator, le aspettative ci sono, la chiave per mantenerle sarà nel dare “personalità” ad ogni pezzo, perché nel punk-hardcore il rischio maggiore è la monotonia, perciò SONO UN TERRORISTA rappresenta la strada da battere.
In bocca al lupo ai Devastator!

Torrrmentor

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