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giovedì 19 settembre 2013

LIVE REPORT - AGGLUTINATION 2013

AGGLUTINATION 2013
 
Sabato 10 Agosto 2013
@Senise (PZ)

E' il 10 Agosto, giorno della 19° edizione del festival meridionale per antonomasia, e come ogni anno flotte di metallari vestiti di nero si ritrovano in massa nei piccoli e ormai familiari paesini lucani per quella che è diventata con gli anni sempre più una tradizione, in barba a falò, stelle cadenti e sabbia nei vestiti. La location di quest'anno è Senise, a mio parere una delle migliori sinora.
Io e i miei compagni di viaggio (stavolta comodamente a bordo di una macchina, per chi volesse scoprire le meraviglie dei mezzi pubblici lucani invito a leggere il report delle terrificanti 12 ore dell'anno scorso) dopo poco più di 2 ore e mezza ( durante il quale siamo stati anche tentati dal concederci uno stop presso il bellissimo lago di Monte Cotugno, poco distante) mettiamo piede a Senise abbondantemente prima dell'orario di apertura cancelli, ma ciò ci permette di familiarizzare con altri metallari già presenti, tra cui una simpaticissima coppia napoletana, e un divertentissimo bresciano, col figlio al seguito, che condividendo il loro alcool con noi creano subito un clima molto amichevole che continuerà fino ai saluti finali.
Subito emerge quella che è stata una carenza organizzativa, ovvero l'area campeggio "fantasma", brutta sorpresa per chi è arrivato provvisto di tenda e ha dovuto adattarsi in macchina.
L'attesa passa veloce, tra un cicchetto e l'altro, ed arriva quindi il momento di passare il varco:

Il tempo di fare i biglietti mi fa perdere 3/4 dell'esibizione dei REBURN, arrivo sul finale, ma davvero poco per poter dare un giudizio. Discorso diverso per i romani BLIND HORIZON, da cui sono stato piacevolmente sorpreso, un death melodico di tutto rispetto, con qualche apertura prog di ampio respiro, bravo il singer a giostrare benissimo sia il cantato in pulito che il growl, coadiuvato da riff mai troppo banali e un batteria grintosa ed energica. Una prova fiera nonostante l'oggettivo handicap di suonare in apertura. Da Approfondire!


E' subito il turno dei FOLKSTONE, da Bergamo, ben 9 elementi, per una band che nel folk metal (genere che negli ultimi anni è in forte ascesa) a livello italiano è senza dubbio la più influente, e in poco tempo il palco dell'Agglutination si trasforma in un'enorme taberna, la loro musica è orecchiabile e originale allo stesso tempo e sotto la gente gradisce e si diverte.
Si parte con l'evocativo intro di cornamuse di "Nebbie" e da lì in poi sarà tutto un allegro danzare al ritmo dei loro pezzi, tra l'altro conosciuti a memoria da gran parte del pubblico. I momenti più coinvolgenti sono su "il Confine", "Anime dannate", "Non sarò Mai" e sulla conclusiva "Rocce nere". Più che godibili!


Neanche il tempo di riprendersi ( ottima cosa il doppio palco! ) che sullo stage 2 è la volta dei baresi NATRON! Il loro attacco ha l'effetto di una manciata di sale sulla ferita aperta, ribaltano il clima folk creatosi in precedenza con una graffiante mazzata di death old-school!Come se non bastasse la band sembra anche piuttosto incazzata, e questo traspare dalle parole polemiche del singer: "Ci potete mettere dove volete, all'ora che volete e col minutaggio che volete...noi spacchiamo lo stesso!" E così fu!
La band sciolina i classici del loro repertorio con un muro sonoro che di fatto annichilisce i presenti, ottima come al solito soprattutto la prova di Nicola che dopo aver chiesto e ottenuto dal pubblico un devastante wall of death (prematuro..!) non si nega neanche un body surfing, l'apoteosi si ha su "Rot Among us", semmai ci fosse bisogno di dirlo la loro esibizione è stata grandiosa. Avrebbero meritato di certo un trattamento migliore, vista la loro storia. Orgoglio pugliese!
Si ritorna sul main stage con gli ELDRITCH, e per me era la seconda volta che li vedevo dal vivo dopo quel bellissimo Evolution 2006, peccato che però anche dopo l'Agglutination quella sarà l'unica loro esibizione che ricorderò.. i suoni perfetti che avevano accompagnato finora tutte le band si fanno con loro confusi e pastosi, le chitarre sono quasi inesistenti, la voce avrà spesso problemi tecnici, il tutto pregiudicherà non poco la formazione toscana, che passa quindi quasi inosservata... un peccato! Non pervenuti.
Inizia a fremere l'attesa per gli headliner, quando sul secondo palco partono gli HEAVENSHINE, band gothic di cui Gerardo Cafaro sembra essere il produttore, e solo così, si spiegherebbe la malizia che li vedrebbe così in alto nel running order. La band appare decisamente fuori contesto, seppur la voce dell'ottima singer sia indiscutibilmente di valore, ma sono in pochi sotto al palco a presenziare, gli altri ne approfittano per riempira la pancia di birra e salsiccia e ricaricare le forze per il trittico finale. Indubbiamente la band va ascoltata su disco, ma dal vivo nonostante l'impegno non hanno fatto presa sul pubblico, che nel frattempo preferiva il soundcheck dei Marduk. Ridondanti.


Qualdo sul palco salgono finalmente i MARDUK il cielo di Senise sembra adattarsi, creando un'atmosfera cupa e minacciosa.. Mortuus & co. Fanno il loro cazzuto show col mestiere di chi ormai ha anni e anni di esperienza alle spalle. La setlist attinge abbastanza dall'ultimo album senza tralasciare però i classici della band. Sotto il palco esplode il delirio e s'alza una nube polverosa, ciò purtroppo non impedisce di notare i soliti idioti che ne approfittano per farsi notare con gesti che nulla hanno a che fare col metal. Nel frattempo glaciali e potenti i Marduk continuano a macinare pezzi, tra cui spicca "Christraping Black Metal”. Da brividi la chiusura con “Baptism by fire". Una macchina da guerra.
Dai Marduk si passa a gli STRATOVARIUS ed è curioso notare il totale ricambio di gente sotto al palco, che si svuota di blackster (evidentemente poco inclini a rimanere) lasciando spazio al variegato e numeroso seguito dei finlandesi, in evidente stato di fibrillazione per i propri idoli. L'inizio è incoraggiante, la band sembra in forma nonostante un Kotipelto che non impressiona più di tanto, limitandosi all'essenziale. Impressionante è invece il giovane Pilve, da quasi in anno nel gruppo, ma con grinta da vendere. La setlist è corposa e attinge da più album, i momenti più intensi si registrano su "Speed of light" e sulla classicissima "Destiny", in cui i cori da sotto al palco si sprecano. L'esibizione però si prolunga per più tempo del previsto, e chi come me era in attesa frenetica degli Overkill inizia ad averne le palle piene già a mezz'ora dalla fine.

Come se ciò non bastasse finiti finalmente gli Stratovarius ci tocca sorbire prima l'ormai tradizionale consegna di targhe e poi un vero e proprio estenuante soundcheck che mette a dura prova i nervi dei thrashers sotto al palco, ma l'attesa seppur eccessiva viene prontamente ricompensata fin da subito! Si parte con "Come and get in", fresca new entry dell'ultimo album con cui gli OVERKILL salutano il pubblico. Si nota fin subito che sono in palla: il mitico "Blitz" sembra aver fermato il tempo a gli anni 80, si agita come un ragazzino, la sua voce non ha un minimo cedimento e dialoga anche col pubblico ricordando la loro passata esibizione in questo festival 15 anni fa. L'esibizione è perfetta sotto ogni punto di vista, nessuna sbavatura neanche minima, a conferma del fatto che la vecchia scuola è sempre la migliore. La setlist per forza di cose non riesce a includere tutti i loro capolavori ma è ben amalgamata tra classici e pezzi nuovi (assolutamente non disprezzabili, visto che a mio parere sono la band che, negli album più recenti, continua a mantenere lo standard qualitativo più alto tra quelle old style). Un pò sacrificato il basso di D.D. Verni, strano da sentire a volumi quasi normali anzichè iper-pompato come su disco, ma ciò non influisce sulla godibilità della performance.

Accompagnate da un pogo degno di cotanto thrash la band macina masterpiece come "Rotten To The Core", "Wrecking Crew", "Elimination" e "Fuck You", intervallati dai più recenti "Ironbound" e "Electric Rattlesnake".
Tutto davvero sublime, al punto da passare troppo velocemente, senza neanche accorgersene l'esibizione volge al termine, complice forse anche un possibile taglio di scaletta, ad ogni modo c'è comunque da rimanere più che soddisfatti per quanto appena visto.
Un'edizione quella conclusasi decisamente sopra le righe per i 1400 presenti, e che purtroppo, stando alle parole rilasciate in seguito da Gerardo pare poter essere anche l'ultima a cui assisteremo...
Sembra difficile poter immaginare un'estate senza Agglutination, che sembra così spirare tristemente subito prima del ventennale.

Torrrmentor
Continua…

mercoledì 6 ottobre 2010

Intervista - NATRON


Inutile usare troppe parole, ecco a voi Max Marzocca, batterista e fondatore della storica band Death Metal italiana NATRON:

1) Voi esistete dal 1992, inutile dire che siete stati e lo siete ancora la storia del Death Metal made in Italy. Mi parli di come sono passati questi anni e di come è cambiata la scena?
Per noi non e' cambiato niente: c'e' sempre la passione per la musica che suoniamo! Ci divertiamo, registriamo dischi, viaggiamo parecchio....insomma siamo soddisfatti di quello che abbiamo fatto in 18 anni di attività, soldi ne abbiamo visti pochi ma ci siamo tolti delle soddisfazioni. Per quanto riguarda la scena italiana ci sono diverse band valide e da un po' di tempo all'estero ci guardano con occhio diverso, la scena Death Metal sta pian piano acquistando credibilità al di là dei nostri confini e di questo non posso che esserne felice! Il livello tecnico e qualitativo della musica proposta dalle band di casa nostra è cresciuto in generale e può solo tendere a migliorare, dispiace piuttosto constatare che molte nuove band faticano a crearsi un seguito per via della costante esterofilia del nostro paese e del fatto che certi circuiti di promozione - vedi i grossi festival, certa stampa Rock e Metal… - continuano ad essere chiusi alle band estreme e al Death Metal in generale, e questo purtroppo continua a succedere solo in Italia!

2) Ormai in Italia, voi ne siete un esempio, si suona per pura passione. Cosa pensi riguardo a questo argomento? Perché all'estero è considerata una professione come tutte le altre?
Credo che ormai questo sia un mito da sfatare. All'estero come in Italia se suoni Metal lo fai per pura passione, non e' musica che ti permettere di sopravvivere con i guadagni delle vendite dei dischi o gli incassi derivanti dai tour. A volte ti reputi fortunato perché in un modo o nell'altro sei riuscito a rientrare nei costi di un tour, altre volte con quello che guadagni ci campi al massimo un mese e ti posso assicurare che questo vale anche per i nomi più blasonati. Si contano sulle dita di due mani i nomi che nella scena estrema riescono a vivere di musica e questa gente é continuamente in tour con le proprie band o con side project , o come musicisti session. Se invece parliamo di “professionalità” per tutto ciò che concerne label, music club, promozione, distribuzione etc... allora lì è già un altro discorso e in parte ti do ragione!

3) I vostri rapporti con le etichette? Come affrontate il discorso della promozione dei vostri lavori oltre ai live?
Principalmente se ne occupano le case discografiche, anche se in prima persona da sempre sono io che curo il management dei Natron. Il discorso promozione è sempre stato oggetto di disputa con le nostre etichette perché hanno sempre fatto meno di quello che ci aspettavamo!

4) In molte vostre interviste vi fanno la fatidica domanda “a quali band vi ispirate?”. Io non voglio farti questa domanda perché considero i Natron una band che ha dato vita, o ha contribuito, all'evolversi di questo genere e al massimo dovrebbero essere altre band ad essere ispirate a voi. Quanto siete consapevoli di essere la storia? In Italia la gente che viene ai vostri live sa chi ha di fronte o no? La stessa domanda rapportata all'estero?
Noi volevamo solo suonare del Death Metal nello stile più personale possibile. Se poi all'estero la stampa ci ha definiti i “padrini del Death Metal italiano” ci fa piacere... Ci scherziamo su ma non è una cosa che ci interessa molto, sono centinaia le band che hanno fatto meglio di noi in tutto questo tempo. Davvero per noi all'inizio era importante essere in una Death Metal band, registrare un demo, beccare magari un contratto e andare in tour con una delle nostre band preferite. Quando fondai i Natron nel 1992 , periodo
culminante nel successo del genere, credo che nessuna band emergente nella scena pensasse ad altro. Fummo folgorati ad esempio da EFFIGY OF THE FORGOTTEN dei Suffocation e pensavamo che un giorno sarebbe stato figo andarci insieme in tour, poi tutto questo è successo realmente in seguito dopo tanto lavoro ed è stata una bella soddisfazione!

5) Autodefinisci il vostro sound e dammi una spiegazione.
Per me è solo puro Death Metal! Non trovo altre parole, tra l'altro con le definizioni penso che i giornalisti ci sappiano fare meglio.....

6) Che differenza c'è tra registrare all'estero e in Italia? Avete avuto esperienze passate in Svezia: perché siete ritornati a produrre i vostri lavori in Italia?
Per una mera questione pratica. Di sicuro i dischi dei Natron prodotti in Scandinavia (parlo anche di Livid Corruption, mixato e masterizzato in Danimarca) sono stati un’esperienza “formativa”, ma oramai per registrare un buon disco entro certi budget non occorre più andare all'estero.
I Golem Dungeon Studio - dove abbiamo registrato Rot Among Us - sono tra i migliori nel nostro paese per quanto riguarda il Metal e credo che se mai ci sarà un altro disco dei Natron lo registreremo lì! E poi, vuoi mettere la comodità di avere uno studio professionale a 10 minuti di macchina da casa?

7) Quanto conta la scena live per voi? Il pubblico migliore che avete trovato?
Il live è tutto: a registrare un disco brutale, velocissimo e ipermoderno con le nuove tecnologie sono tutti buoni, ma è sul palco che si vede se ci sai fare o meno. E di questi tempi per me rappresenta l'unico metro di giudizio di una band! Andarsene poi in giro per il mondo a suonare è la cosa più divertente che un musicista possa fare. Pubblico migliore? Francia, Spagna , Repubblica Ceca, l'est europeo in generale....

8) Ok Max, grazie per questa intervista. E' stato un piacere per me, visto che siamo anche colleghi e amici. Un saluto da parte di tutta la Metal Arci Webzine. Chiudi l 'intervista come meglio credi.
Grazie a te per il supporto! Procuratevi Rot Among Us e venite a vederci dal vivo!!!!!!

SCUM

Contatti:

Continua…