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domenica 29 luglio 2012

LIVE REPORT - ROCK PRIDE FEST III

ROCK PRIDE FEST III

Sabato 09 Giugno 2012
@Largo San Francesco, Spongano (LE)

Tempo d'estate, tempo di Rock Pride! Con il primo caldo di giugno ecco arrivare la terza edizione del rock pride, un festival supportato anche da noi di Metalarci Webzine, organizzato da gli Essenza (sempre più un punto di riferimento nell'organizzazione di eventi rock metal tra Rock Pride e Spongstock)che sempre con grande passione e professionalità si caricano sulle spalle questo festival, diventato per gli amanti delle sonorità più classic, ormai un appuntamento fisso e irrinunciabile.
La location scelta quest'anno è una graziosa e tranquilla piazzetta di Spongano, a quanto pare ignota a gli abitanti locali (curioso notare che non sia stato l'unico ad avere problemi, chiedendo informazioni) e nonostante l'aver girato in lungo e in largo il paese si arriva poco prima dell'inizio del festival.
Il bill in questione quest'anno propone come headliner i marchigiani Ibridoma, gli Essenza, i baresi Twilight Gate e i Cobra; In apertura invece troviamo due cover band, Master Faster e Il Caos Strisciante, rispettivamente di Metallica e Verdena, scelta discutibilissima e solo in parte giustificabile con l'ormai evidente mancanza di nuove leve.

Dopo un inizio quindi un pò fuori contesto è con i COBRA che entra nel vivo, la band tarantina suona la carica con il proprio hard'n heavy vecchio stampo facendoci finalmente respirare l'atmosfera tipica del Rock Pride, la spiccata presenza scenica del caratteristico singer, supportato da ben 3 chitarre (forse un pò ridondanti) fanno certamente presa su un pubblico già più numeroso e abbastanza disomogeneo. Il repertorio Cobra poggia su pezzi di facile impatto e di grande orecchiabilità, tant'è che il pubblico sembra quasi trascinato a canticchiare i facili anthem rigettati dal palco. Esibizione intensa e convincente.



Setlist:
Black Widow
Metal War
Dark Warrior
Mary's Blood
Lord of Babylon

E' il momento dei Twilight Gate, band barese attiva dal 2008, ma che solo di recente sembra essere arrivata a far parlare di sè. Le aspettative sono alte, del resto sono freschi vincitori del Cold Flames contest, un biglietto da visita niente male (ndr: sono stati anche da poco confermati all'Agglutination) ma già dal primo pezzo si ha la netta sensazione di trovarsi davanti una band di caratura superiore: tecnica ottima, esecuzione impeccabile, presenza scenica da band consumata, un mix assolutamente irresisistibile che coinvolge anche chi, come me, non è particolarmente avvezzo alle sonorità power-prog.
Il sound rimanda a gruppi come Dream Theater e Symphony X, nulla di particolarmente originale, ma ciò che fanno è fatto estremamente bene. Chiusura col botto affidata alla cover di Halloweed be thy name, un classicissimo che mette i brividi anche a gli spettatori più freddi.Nota di merito al cantante, voce cristallina e spiccata teatralità nei movimenti.
Altro trionfo per i Twilight Gate, per chi non li conosceva una scoperta senza dubbio positiva!



Setlist:
Scent of Twilight (Intro)
Fate
Land of the Wiseman
Portrait of the Warlord
Halloweed be thy name ( Iron Maiden cover)

Su gli Essenza c'è rimasto ben poco da dire, l'affiatato storico trio sfodera l'ennesima prova di grande esperienza, col piglio sicuro di chi sa di essere il gruppo più atteso, anche in virtù del fatto di giocare in casa. La scaletta verte ovviamente sull'heavy dei pezzi dell'ultimo full "Devil's breath" senza trascurare però anche il passato di stampo litfibiano, rappresentato da "l'alieno su di noi". Sicuramente appagante per loro vedere la gente che da sotto il palco sa a memoria le loro canzoni e le canta insieme a loro.
i pezzi più coinvolgenti sono proprio a inizio (la bellissima "devil's breath" dai chiari richiami megadeth) e fine esibizione ( "dance of liars"). Speriamo di avere però a breve notizie di nuovi pezzi, "Devil's Breath" inizia a essere datato e c'è bisogno di nuova linfa. Nel frattempo rivedere uno show Essenza è sempre garanzia di soddisfazione.



Setlist:
devil's breath
deep into your eyes
edge of collapsed world
rock 'n' roll blood
l'alieno è su di noi
universe in a box
dance of liars

Dopo gli Essenza, per motivi personali ho dovuto lasciare il concerto, ma per non lasciare il report mutilato dell'esibizione degli Ibridoma vi lascio alle parole del chitarrista Essenza Carlo Rizzello, che ha accettato di concludere per me:

Gli Ibridoma sono l'ultima formazione in scaletta al Rock Pride fest III edizione. La band marchigiana, sotto etichetta SG Records, ha collezionato una lunga serie di live in Italia ed all'estero, ed è reduce da un tour europeo recentissimo in compagnia dei Rhapsody. La band si esibisce in uno spettacolo incentrato su sonorità tipicamente heavy metal, che richiamano in alcuni tratti gli Iron Maiden più classici, ma che in più momenti risultano arricchite da elementi di derivazione più moderna.
Da notare, sicuramente l'ottima prestazione del cantante Christian Bartolacci, dotato di una timbrica versatile e da una considerevole estensione vocale, e l'ottimo lavoro dei chitarristi, capaci di costruire un tappeto sonoro roccioso e melodico allo stesso tempo. Oltre ad una serie di estratti dalla loro discografia, tra cui le ottime "night falling", "i'm not sorry" e la recentissima "night club", la band regala al pubblico, che si lascia coinvolgere caldamente fino all'ultima nota del concerto, una personale versione di "symphony of destruction" dei Megadeth.



Setlist:
Alone in the wind
Night falling
I'm not sorry
Last supper
Seven day of death
Night Club
Symphony of destruction (Megadeth cover)
Page 26

In conclusione il Rock Pride continua a essere un imperdibile appuntamento dell'estate salentina, apprezzato anche al di fuori dei confini locali, come tra l'altro dimostrato anche dalla presenza di gente che da Bari o Taranto ha fatto fior di km per esser lì sotto il palco. Pieno supporto da Metalarci Webzine per il Rock Pride, arrivederci alla prossima edizione!


Torrrmentor
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mercoledì 14 dicembre 2011

LIVE REPORT ESSENZA + MNEMOS

07-12-2011 - Essenza + Mnemos @ L'insonne - San Cassiano (LE)

Arrivata a "L'Insonne", San Cassiano, la prima cosa che mi colpisce è lo stile del locale, esteticamente piacevole non è enorme ma si sa, non è certo la metratura a far sì che una bella serata all'insegna della buona musica si concluda positivamente. Il posto comincia a riempirsi sempre di più, questa volta non ci sono solo i classici amici delle band o in questo caso del festeggiato Antonio (batterista degli Mnemos), sono presenti anche volti nuovi presumibilmente del posto o attirati dalla serata live in sè.
Cominciano a suonare i giovani "Mnemos",gruppo formatosi nel 2009 dall'incotro di Ludi De Ronzis (voce) e Francesco Probo (chitarra) tramite il loro insegnante di chitarra. La band sin da subito crea nuovi brani con uno stile molto personale. Alla batteria Alberto Probo nonchè fratello del chitarrista e al basso Michele Dell'Abate.
In questa serata ci fanno ascoltare per la prima volta alcuni inediti in vista dell'uscita del loro nuovo album.
La graziosa front girl affascina immediatamente con la sua morbida e trasportante voce.

Uno stile particolare,direi ben definito nonostante varie mescolanze fra classico Rock anni 90 e sperimentale. I pezzi sono tutti caratterezzati da questa impronta stilistica e al tempo stesso sono abbastanza diversi da mantenere sempre accesa l'attenzione e la voglia di scoprirli secondo dopo secondo. Buona la scelta di fare alcuni brani anche in italiano, a mio avviso con un ottimo risultato. Se segui il genere non possono non piacerti e affascinarti, auguro ai ragazzi di continuare su questa strada perchè hanno un potenziale non indifferente.
Arriva il turno degli Essenza, band attiva dal lontano 1993, formata dai due fratelli Carlo Giuseppe Rizzello (chitarra e voce), Alessandro Rizzello (basso) e Paolo Colazzo (batteria). Un' esplosione "Heavy" da far spalancare gli occhi a chi proprio non se l'aspettava perchè magari non era a conoscenza della band e della sua musica. La cosa che mi ha affascinato di più è stata la reazione della gente, sin dall'inizio si è creato in prima fila un muro umano di capelloni che ondeggiavano a ritmo e dietro di loro il classico immancabile pogo il tutto sotto lo sguardo stupito di chi poi si è fatto prendere dalla situazione e ha cominciato a diverstirsi.. Possiamo dire che gli "Essenza" hanno avuto il merito di coinvolgere anche chi col genere non aveva nulla a che fare! Musicalmente e tecnicamente parlando impeccabili, hanno suonato fino a sfinire la folla rimasta sicuramente soddisfatta della serata. La loro discografia vanta 5 album, due demo e 5 compilation, e l'esibizione si è incentratrata sui brani che attualmente rappresentano il gruppo ovvero quelli di "Devil's Breath", partendo dall'omonimo "Devil's Breath", alla mia preferita "Rock 'n' roll blood",a "Deep into your eyes", "Dance of liars", "Edge of collapsed world", "Universe in a box".

Infine un tuffo nel passato attraverso i vecchi pezzi come l'immancabile "L'Alieno è su di noi" dall'album "Suggestioni" del 2000.

Un particolare riconoscimento va anche a "L'Insonne" di San Cassiano perchè i locali che accolgono e danno la loro disponibilità per questi eventi contribuiscono a mantenere viva la scena musicale Rock/Metal salentina e non è roba da poco!


Rigmor


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giovedì 5 maggio 2011

Intervista - ESSENZA


Rispondono quest’oggi alle nostre domande i fratelli RIZZELLO, Carlo & Alessandro, fondatori e colonna portante di una delle band più longeve della nostra scena Salentina: gli Essenza!

1) Ciao a voi, partiamo proprio dal dato anagrafico, quest’anno festeggerete i 18 anni di vita degli Essenza, vero? Un’enormità per una band underground! Qual è il segreto di tanta durata? Essere fratelli in una band aiuta?
Carlo: Verissimo! Quest’anno, esattamente ad agosto, gli Essenza festeggeranno 18 anni di attività ininterrotta. Ad essere onesti, non sono in grado di spiegarti come ci siamo riusciti, perché la cosa è andata avanti in modo del tutto naturale. Non ti nascondo che in questi 18 anni di problemi ce ne sono stati tanti. Siamo riusciti a superarli, con un po’ di determinazione, con la nostra testa dura… e negli ultimi anni, grazie anche al supporto non indifferente di amici, stampa specializzata e fans.
Alessandro: Fino a che avremo qualcosa da dire e da mettere in musica, saremo sempre pronti e determinati.

2) In questo lungo lasso di tempo qual’è stato il punto di maggiore esaltazione e il punto più difficile per voi?
Carlo: Tirando un po’ le somme, devo dire che i momenti più felici sono stati quelli successivi alla pubblicazione dei nostri cd. Ognuna delle pubblicazioni, a partire dai due demo pre ’98, passando dai vari live, ep, compilation… fino ai tre full lenght (Suggestioni del 2000, Contrasto del 2002 e Devil’s Breath del 2009), è stata seguita da molto entusiasmo, valanghe di recensioni e concerti fortunati.  Ognuna di queste tappe ha contribuito alla nostra crescita artistica e direi anche “umana”. Certo, non siamo diventati ricchi e famosi, ma siamo molto orgogliosi di quello che abbiamo fatto!!!
Uno dei momenti più difficili è stato quello di affrontare l’uscita dalla band di mio fratello Luca (primo batterista degli Essenza), nel 2003. Per fortuna abbiamo trovato Paolo Colazzo, che si è integrato benissimo nella formazione e che ora è un membro insostituibile della band.

3) Le radici e le influenze musicali degli Essenza affondano esclusivamente negli anni 80 o c’è anche qualche riferimento moderno? Come la pensate sull’attuale scena Metal (locale e non)? Il meglio è già stato detto oppure no?
Carlo: Le nostre influenze musicali sono molto variegate, siamo tutti e tre dei gran divoratori di musica. Abbiamo ascolti molto disparati, anche in ambiti lontani dal Metal. Certo, la base sulla quale abbiamo costruito il nostro sound è una miscela tra gli schemi dell’Hard Rock anni ’70 e il Metal classico degli anni ’80, ma il nostro approccio tecnico e compositivo ha molti aspetti comuni al Thrash ed al Power Metal moderni. La verità è che non abbiamo un unico filone di riferimento, siamo più propensi a miscelare soluzioni stilistiche che possano esprimere al meglio l’essenza del pezzo sul quale stiamo lavorando.
Se poi devo descrivere le mie personali preferenze musicali, sono comunque in difficoltà, perché amo in egual modo le grandi band dei ’70 (Black Sabbath, Deep Purple, Kansas, Boston, Thin Lizzy, Rush…), l’Heavy classico degli ’80 (Van Halen, Racer X, Ac/Dc, Riot, Mr. Big, Ozzy solista, Judas Priest, Rage…), l’Heavy Glam dei Cinderella, Ratt, Poison, Dokken, il Thrash di Annihilator, Megadeth ed Anthrax, l’innovazione dei primi Dream Theater e dei Symphony X, il Power di Helloween, Blind Guardian, Gamma Ray, il Southern dei Lynyrd Skynyrd, Pride and Glory e Black Stone Cherry… e, non me ne vogliate, ma trovo sempre qualcosa di interessante anche in alcune band più moderne. Sì, per esempio ho apprezzato Scream, Aim And Fire dei BFMV, Shogun dei Trivium, Blackbird degli Alter Bridge (e tanti altri). Non sono assolutamente d’accordo sul fatto che solo le vecchie band hanno qualcosa da dire. E sono innamorato anche dell’underground, in tutte le sue forme più sincere. Così, solo per fare alcuni esempi  di Metal band locali, trovo interessantissimi (senza escludere alcun sotto-genere) L’Impero delle Ombre, Lonny Blaster, Hopesend, Backjumper, Black Rose, Stonecutters, Cast Thy Eyes, Clinicamente Morti, Silvered e quelle che io considero le “nuove leve” Dreker, Folk ‘n’ Troll, Southern Cult… Di progetti seri ce ne sono davvero tanti. Purtroppo la scena locale pecca di un vero e proprio movimento, per cui si è costretti a fare affidamento a strutture, finanziamenti e canali molto limitati.

4) Il vostro ultimo full Devil’s Breath (recensito qui) è datato 2009. C’è il progetto di dare alle stampe un successore o ancora non è nei piani?
Carlo: Abbiamo in cantiere tante nuove idee, ma prima di affrontare una nuova avventura in studio (e specialmente una lunga trafila promozionale) speriamo di allacciare nuovi contatti con una buona etichetta. La BigMud Records ci ha permesso di allargare i nostri orizzonti: interviste, recensioni, compilation, rotazioni in radio, e tanti contatti all’estero (specialmente in Sud America e Paesi dell’Est), ma ora che l’etichetta è stata praticamente inglobata in un’altra Indie italiana, abbiamo necessità di cercare un altro valido supporto alle nostre attività.

5) Come sono andate le recenti date? Dopo 18 anni c’è ancora l’emozione del brivido live?
Carlo: Mi ritengo estremamente soddisfatto dei concerti fatti dal 2009 ad oggi. La band ha trovato uno straordinario affiatamento, che si traduce in un ottimo groove. Per alcune date abbiamo dovuto sostituire temporaneamente Paolo o Alex, perché purtroppo non è sempre facile pianificare gli impegni artistici e non, ma a volte dei compromessi sono necessari per il bene della band, e siamo fiduciosi che i nostri fans e amici ci possano capire. In definitiva però, abbiamo avuto l’occasione di suonare in ottimi festival e in rassegne molto partecipate, e ce ne attendono degli altri prossimamente, nei quali non vediamo l’ora di esibirci… E a dire la verità, recentemente anche alcuni locali della zona si sono mostrati molto disponibili ad ospitarci.
Alessandro: Suonare nell' underground diventa ogni giorno sempre più difficile anche perché i posti in cui farlo sono sempre più rari; la scena pullula di cover bands e di imitatori dei grandi “nomi”. Resta davvero poco spazio per chi si batte per la propria musica e per le proprie idee. Le “garage bands” di un tempo spesso adesso si riducono a squallide imitazioni del peggiore showbusiness di massa.

6) Entrambi siete anche organizzatori di eventi, tra cui due molto apprezzati qui da noi come il Rock Pride e lo Spongstock , cosa ci potete anticipare delle edizioni di quest’anno?
Carlo: Ti ringrazio per questa domanda. Organizziamo questi due eventi totalmente dedicati alla musica Hard & Heavy underground di qualità, perché crediamo che siano necessarie delle vetrine professionali per valorizzare l’operato di band che hanno passione e grandi capacità. Nelle precedenti edizioni abbiamo avuto un ottimo riscontro di pubblico, ma continuiamo a faticare per l’ottenimento di fondi, sponsorizzazioni, spazi, permessi… Fortunatamente dei piccoli aiuti ci sono forniti da radio, webzine, giornalisti, associazioni e piccole imprese locali, anche se ci resta l’amaro in bocca nel vedere l’attenzione dei mass-media e delle istituzioni focalizzata su pochi grandissimi eventi non sempre dal grande valore culturale e artistico. Ma mi fermo qui per non fare polemiche. Resta il fatto che c’è una grande disponibilità delle band (locali e non) e dei ragazzi dello staff, che permettono di andare avanti a costo di grandi sacrifici.
Mentre per lo Spongstock III preferisco non anticipare niente (questo festival è in programma per agosto), ricordo tutti i lettori che il 7 maggio prossimo a Spongano, ci sarà la seconda edizione del Rock Pride Fest (sito ufficiale www.essenzamanagement.com/RPF) con Mnemos, Folk ‘n’ Troll, Hopesend, Essenza e i romani GRAAL. Abbiamo cercato di accontentare i gusti musicali più disparati… ma senza uscire dal seminato: è di Hard Rock ed Heavy Metal originale di cui vogliamo occuparci… ed è esattamente quello che troverete sul palco di questo evento. Abbiamo bisogno di tutto il supporto locale possibile per permettere al festival di crescere, per cui vi invito a non mancare e a venire a divertirvi.

7) Quale obiettivo vi ponete per il futuro? Si arriverà a un quarto di secolo di Essenza?
Carlo: Il nostro obiettivo principale è di suonare on stage quanto più possibile…, di non snaturare mai il nostro “true-sound” e di portare la nostra musica quanto più lontano possibile!!!

Grazie per aver risposto alle nostre domande, salutate i nostri lettori come volete voi!
Carlo: Siamo noi a dover ringraziare te e tutti quelli che supportano le band come la nostra! Invito tutti a visitare il nostro sito ufficiale www.essenzamanagement.com e specialmente ad ascoltare i brani di Devil’s Breath su Youtube, MySpace, LastFM… e magari di acquistare il cd!
Spero anche di incontrarvi tutti personalmente al Rock Pride fest II. Non resterete delusi!

Torrrmentor

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domenica 27 marzo 2011

Live Report - ESSENZA + BLACK ROSE


24.03.2011 - Essenza + Black Rose @ El Rojo - Alezio (LE)

Serata fottutamente Rock e dal sapore retrò quella di ieri 24 marzo all’El Rojo di Alezio. On stage ci sono ben 24 anni di storia complessivi tra gli Essenza e i Black Rose, due tra le bands migliori, nonché più d’esperienza della nostra scena Hard ’n’ Heavy. Le aspettative sono quindi molto alte, non capita così spesso una serata con così tanta carne al fuoco, soprattutto in un contesto più limitato come quello dell’El Rojo.
Ad aprire la serata ci pensano i Black Rose, con il loro Hard Rock vecchio stampo. il pubblico non è ancora numeroso, ma il gruppo non sembra badarci granché visto che l’esibizione è coinvolgente e passionale come una band Rock deve essere, e quindi gli assoli si sprecano e il ritmo avvolge. Il cantante-chitarrista, da buon frontman, è abile nel tenere la scena e nell’introdurre i pezzi. Si passa così da PARADISE LOST, di chiara scuola Guns N’ Roses, al Rock ’N’ Roll dannatamente trascinante di LIFE, AN AMAZING GAME. Il quartetto riscuote consensi dai presenti anche grazie alla disinvoltura con cui sciolinano i pezzi uno dopo l’altro, trasmettendo anche la sensazione di metterci l’anima in quei pezzi. Struggente la ballad LADY VIOLET, classico pezzo strappa mutande che non può mancare. DON’T DAMN ME richiama i Van Halen, mentre la conclusiva HONEYLIE GIRL (altro pezzo da 90) sembra teletrasportarci direttamente negli anni 80.
Rapidissimo cambio di palco e gli Essenza sono già pronti a dare il cambio, con il loro Heavy Rock e con le loro tamarrissime asce da combattimento sottomano, in formazione d’emergenza causa assenza del batterista (dietro le pelli a rimpiazzarlo c’è il drummer degli Evilcrosses Pierpaolo). Si parte con ROCK ’N ROLL BLOOD, e già dal primo pezzo si vede che come detto per i Black Rose la componente “passionale” della band è marcata anche qui: del resto quando in una band ama i propri pezzi li suona con maggiore convinzione, e lo spirito Rock fa il resto! EDGE OF COLLAPSE WORLD è introdotta da un doveroso pensiero alla drammatica situazione giapponese, e l’intesa tra i due fratelli Rizzello fa sì che i due si scambino anche il ruolo di cantante, anche se solitamente è Carlo (il chitarrista) ad essere il singer ufficiale. La bellissima DEVIL’S BREATH è a mio parere il pezzo migliore del gruppo (nonché titletrack dell’album, già recensito su Metal Arci Webzine qui), in cui si può ravvisare anche qualche leggera influenza Megadeth. Successivamente, dopo CONTRASTO e DEEP INTO YOUR EYES è il turno dell’omaggio ai Black Sabbath con l’immortale PARANOID, che viene dedicata a tutti i musicisti Rock/Metal che si fanno il culo a mantenere attiva la scena.  In SUGGESTIONE troviamo anche delle tinte Litfiba, e prima della fine della serata c’è spazio anche per un featuring con l’highlander John Cardellino (de L’Impero delle Ombre) su LIVING AFTER MIDNIGHT e per una ENTER SANDMAN sempre gradita.
In conclusione una serata davvero memorabile, per quanto mi riguarda tra le migliori a cui ho assistito all’El Rojo. Dispiace vedere che il pubblico sia stato esiguo, soprattutto considerando la caratura delle due bands, che avrebbero meritato ben altra partecipazione, ma del resto si sa che ormai funziona sempre così: si va a supportare la band di pivellini dell’amico, ma poi si rimane a casa se c’è una band di gente che non si conosce. In più diciamola tutta, come il metallaro anche il rocker è un esemplare in via d’estinzione qui da noi…
Ad ogni modo come si suol dire in questi casi:  “Chi c’è c’è, chi non c’è si fotta!“ \m/

Torrrmentor

Contatti ESSENZA:

Contatti BLACK ROSE:

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domenica 13 febbraio 2011

Recensione - ESSENZA


ESSENZA - Devil’s Breath
(2009, BIGMUD Records)

Gli Essenza non hanno bisogno di presentazioni: una band attiva dal 1993, 2 ep e 3 album (tra cui quest’ultimo Devil’s Breath), tanti live e tanta esperienza alle spalle. Per non parlare della tecnica individuale dei tre componenti: tanto di cappello…
Il disco che vado a recensire, date le premesse, non poteva che farmi venire l’acquolina in bocca! E non ha deluso le mie aspettative…
Devil’s Breath è un album quadrato. Non nel senso che non entra nel vostro lettore cd, ma che non ha nulla fuori posto: chitarre rocciose, basso e batteria solidi, voce che traccia linee essenziali e facili da memorizzare. Le 8 tracce seguono il solco delle più classiche Hard Rock/Heavy Metal band ’70-’80 senza però mai scadere in facili plagi, e non risultando ripetitive. L’insidia più grande, per chi suona questo genere, è proprio quella di dover fare i conti con le grandi band del passato avendo pochi margini di manovra: omaggiare senza copiare, innanzitutto, e contemporaneamente avere poche possibilità di reale innovazione.
Gli Essenza si dimostrano molto bravi in questo. Devil’s Breath potrebbe benissimo passare per un disco registrato 30 anni fa… lo spirito è quello!
In realtà, si capisce che è un disco di ultima generazione dal lavoro di Alessandro Rizzello al basso e Paolo Colazzo alla batteria, mentre le parti di chitarra di Carlo Rizzello le definirei molto più vintage. Niente di male, ripeto: lo spirito è quello…
Se andiamo ad ascoltare DANCE OF LIARS mettendoci sotto un Hammond, ad esempio, avremmo i Deep Purple di Richie Blackmore e John Lord… mentre DEEP INTO YOUR EYES richiama forse più i Black Sabbath
Come ho già detto prima si tratta di piacevoli richiami, mai di plagi, e comunque sempre mantenendo uno stile molto personale. Un marchio di fabbrica c’è ed è molto ben definito.
I suoni sono molto ben curati, e le scelte stilistiche dei tre musicisti (break, riff, soli…) sono indiscutibilmente di gusto e ottimamente incastrati nei pezzi.
Menzione a parte per la voce: se da un lato ne ho sottolineato i pregi, tra cui le linee vocali efficaci pur essendo essenziali, dall’altro devo dire che andava alzata leggermente a livello di volume e arricchita a livello di effetti (magari un leggero delay e una diversa compressione) per avere una maggiore profondità e presenza.
Insomma, a voler proprio cercare il pelo nell’uovo, 8 tracce mi sembrano poche: scorrono piacevolmente, ma il disco finisce troppo presto, per noi affamati di sano Hard Rock suonato come si deve…
Che dire? Un album assolutamente da avere, e una band da supportare e andare a vedere dal vivo!
Long live Rock ‘N’ Roll!!!

The Rock Child

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