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sabato 28 maggio 2011

Live Report - HELLVATE + CLINICAMENTE MORTI + ANTROPOFAGUS


21.05.2011 - Bike & Rock - Manduria (TA)

Tocca al Bike & Rock di Manduria ospitare una delle più attese ed importanti reunion della scena Metal italica, supportate da due ottime realtà della scena underground.
Aprono le danze i campani Hellvate, ottimo Death Metal ed ottima tenuta di palco, penalizzati purtroppo dalla scarsa affluenza dei salentini che, si sa, sono nottambuli per eccellenza. Live davvero entusiasmante, prova canora devastante con un ottima tenuta da parte di tutta la band, una band che a mio avviso continuando su questa linea potrà togliersi diverse soddisfazioni.
Attaccano i Clinicamente Morti ora, che al Bike & Rock sono di casa. Live senza una piega, tecnicamente sopra le righe, con i preziosismi della chitarra di Alessandro, la precisione nel tocco di Giovanni e la versatilità del poliedrico frontman. Tra vecchi cavalli di battaglia ed anticipi del nuovo album, con somma gioia si nota l’incastro di Salvatore al basso, entrato in pieno nei meccanismi di sound della band. Un live di Death Metal violentemente sputato in faccia ai presenti, impreziosito da una cover come RUMORE NEL VENTO, che vuole essere un tributo prima alla scena italica e poi al mondo bikers che è sempre prodigo a promuovere la scena underground.
Un pezzo di storia di Metal italiano ora sale sul palco, Meatgrinder e soci si esibiscono in un incalzare di ferocia e violenza che raramente ho visto, precisi, violenti, letali…..un live devastante! Un’esposizione di pezzi incentrati per lo più sul nuovo lavoro, ma senza privarci di qualche perla dal passato, la prova di Tya è devastante, incalzato da un drumming che maciulla le pelli, il tutto coordinato da Meatgrinder a dare il colpo di grazia all’ascoltatore. Ottima band, che finalmente il panorama italiano ha il piacere di riavere sui palchi, e che ha contribuito a fare a pezzi un pubblico come quello del Bike & Rock che, è risaputo, di Metal soft non ne mastica…..ma per Metal estremo dice violentemente la sua!
Dunque, ottima serata ed ottima riuscita per questo live al Bike & Rock, ottimo esito che dice chiaramente due cose: in primis che la scena italiana rappresentata nel Metal estremo è florida e devastante sia con le band storiche che per le new entry, e che la Puglia, sia per quantità/qualità di band proposte che per eventi rappresentati si pone nelle regioni d’Italia che meglio rappresentano e supportano il Metal estremo.

Furia

Continua…

sabato 2 ottobre 2010

Recensione - CLINICAMENTE MORTI


CLINICAMENTE MORTI – 7
(2008, Autoprodotto)

I Clinicamente Morti sono una band salentina attiva sin dal 2005, da un’idea di Salvatore Camillo e Giovanni Leone (rispettivamente chitarrista ritmico e batterista). Da allora la band ha realizzato un demo (Obitorio del 2006) e il primo full lenght 7, più numerosi live prestigiosi di supporto a bands di livello internazionale come Avulsed, Master, Lividity, Deicide e Brutal Truth e la partecipazione a importanti festival del sud Italia come il Total Metal Festival, il Vulgar Fest e il Sound of Perseverance.
Questo 7 datato gennaio 2008 è un ambizioso concept album ispirato ai 7 peccati capitali, in cui ogni pezzo rappresenta un peccato, più un intro.
Si parte col tributo all’avarizia di SCHIAVO D’AVIDITA’, che sembra anticipare le caratteristiche di quest’album, un sound Thrash Death influenzato da Obituary e dai break di scuola Pantera (soprattutto nelle parti chitarristiche) sotto un tappeto di doppia cassa.
Da segnalare la prestazione della sezione ritmica, la vera spina dorsale del gruppo che tiene in piedi la struttura dei pezzi, incentrati in maggioranza su tempi cadenzati. Apprezzabili gli stacchi melodici delle chitarre accompagnati da assoli lenti ma intensi come in FAME DI PECCATO e IL CULTO DEL SUPERBO (quest’ultimo a mio parere il pezzo migliore dell’album), il tutto poi accompagnato da un marcato groove, che sembra essere il maggior punto a favore della band.
Veniamo ora ai punti dolenti: innanzitutto la scelta del cantato in italiano è molto penalizzante per il singer, la poca musicalità della nostra lingua fa sì che molte parti di cantato risultino forzate o quantomeno poco adatte; ciò si ripercuote anche sul timbro del cantante, a metà tra growl e un cantato sporco e “costretto” a far sì che il testo possa risultare comprensibile, quando forse un growl più profondo risulterebbe più azzeccato. Manca inoltre una dose di cattiveria a causa delle poche accelerazioni che rende questo 7 un po’ trattenuto.
Luci e ombre quindi per questo primo full dei Clinicamente Morti, per il futuro bisognerà concentrarsi sui propri punti a favore accentuandoli maggiormente; le capacità ci sono, il muro sonoro c’è e il groove non manca, da queste considerazioni si dovrà partire per dare un seguito di maggior valore, facendo anche attenzione a riflettere sui punti deboli. Il cantato in italiano al momento rappresenta lo scoglio maggiore a una crescita della band, riconsiderare quest’aspetto potrebbe far si che il cantato migliori e con esso il sound generale.
Un ultimo appunto su produzione e veste grafica dell’album. Sulla prima fondamentalmente un buon risultato, c’è qualche piccola pecca ma si può dire che per un’autoproduzione è un suono più che buono. Molto buona la veste grafica, interessante l’artwork, con un back scarno ma efficace in pieno stile Death anni 90.

Torrrmentor

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