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martedì 1 novembre 2011

Recensione CIRCUS OF DEAD SQUIRRELS

Circus Of Dead Squirrels - Operation Satan
(2011, Vlad Production )
Industrial Metal


Le sensazioni che si possono provare ascoltando questo lavoro dei Circus Of Dead Squirrels, è quello di un disco che non ti aspetteresti, soprattutto da una band underground. Generalmente il metodo per ottenere fama è quello di scimmiottare sulle proposte già avanzate dai mostri sacri del genere di riferimento, copiando magari sound o tipologia di songwriting. “Operation satan”, invece, è un disco molto maturo e convincente, in ogni suo aspetto. L’Industrial Metal è un genere musicale spesso denigrato e disprezzato dai puristi del “raw power” metallico, ma al di là dei gusti personali non si può non riconoscere la bravura compositiva ed esecutiva e l’originalità del sound, che ha radici nel terreno già coltivato da altre band ma dalle quali non scopiazza assolutamente nulla.
Stavo per stendere un velo pietoso sulla scelta del titolo dell’album, ma per fortuna il tema conduttore delle canzoni non è il banale e scontatissimo satanismo, bensì l'accostamento complottista (e oso dire: REALISTA e REALE) tra Bin Laden e gli Stati Uniti d'America, così come mostra la cover, raffigurante un Bin Laden con abiti... tipicamente americani. il "satana" è quindi appunto l'america, o meglio, il governo d'elite che all'ombra di tutti gli stati tesse i suoi progetti mondialisti sulle spalle della povera gente.
La struttura dell’album è molto interessante: composto da 16 tracce, contiene al suo interno 9-10 canzoni propriamente dette, intervallate però da intermezzi strumentali o parlati che conferiscono maturità e spessore all’album e in un certo senso creano l’ambientazione sonora della traccia successiva.
Generalmente i brani sono molto feroci, con una cattiveria di fondo che non va mai via nemmeno nelle parti più “sintetizzate” elettronicamente. L’elettronica è la parte migliore di questa proposta musicale, ed è usata in maniera impeccabile sotto ogni punto di vista. Tuttavia non sono presenti pecche evidenti, e il risultato è un complesso eterogeneo ma al tempo stesso compatto, che non stanca all’ascolto, a patto di essere ovviamente predisposti ad apprezzare un sottogenere del Metal così contaminato dall’elettronica. In alcuni punti ci tornerà alla mente Marilyn Manson ai suoi psicotici inizi, in altre gli Static X, ma giusto per associazione di generi, stili e sonorità, perché come già detto in precedenza non sono presenti plagi o scopiazzature: i Circus Of Dead Squirrels sanno ciò che vogliono e si affermano in maniera decisa nel panorama Industrial. Che il successo possa accompagnarli e premiarli per i loro innegabili sforzi nel creare un disco ironico e divertente ma al tempo stesso serio e rispettabile in ogni sua parte.

Grewon

Tracklist:

01 – E. Coli surprise
02 – Mesmerized
03 – Laboratory lust
04 – Familiarized
05 – What we deserve
06 – Desensitized
07 – Chickenshit
08 – Tranquilized
09 – Saturday mourning
10 – Euthanized
11 – Puppy maul madness
12 – Brutalized
13 – Bible thumpers
14 – Hellbound
15 – Inferno
16 – Operation satan

Continua…

giovedì 5 maggio 2011

Recensione - CARTON


CARTON - Alter Ego
(2011, Autoprodotto)

Band molto particolare questi Carton, e lo si evince già dalla bizzarra confezione del loro cd, Alter Ego, molto curata ma appunto particolare. Cosa che subito balza all’occhio e in qualche modo “rompe il ghiaccio” incuriosendo l’ascolto. Una volta inserito il cd nel lettore, dopo una brevissima intro strumentale fatta di suoni campionati (l’effetto sonoro sembra quello di un didjeridoo, come quello usato e abusato da Jamiroquai, unito alle campanelle natalizie… bizzarro accostamento, ma tanto la seconda traccia entra subito), ci si rende subito conto del genere trattato dai Carton: un incrocio ben definito tra Metalcore, Industrial Metal e se vogliamo anche Alternative Metal. Nulla di particolarmente tecnico e virtuoso quindi: suoni pesanti, decisi, martellanti, uniti ad una voce graffiante e urlata, sulla falsariga degli industrial-metallers Static X.
Tuttavia nonostante anche i Carton definiscono il proprio genere come Industrial Metal, mi sono sentito di citare le varie contaminazioni perché per poter essere industrial “puro” avrebbe dovuto contenere molta elettronica e parti campionate (qui è praticamente assente), e poi perché ho trovato diverse assonanze (attenzione: assonanze, non plagi) con le band dell’attuale scena Metalcore (A Day To Remember e gli ultimi, meno commerciali, Bullet For My Valentine) e con l’Alternative Metal dei Guano Apes.
Ma, sostanzialmente, il disco è bello e piacevole all’ascolto oppure no? Sì e no. Chiarisco innanzitutto che non sono un amante del genere, tuttavia questo Alter Ego ha diverse frecce al suo arco: più di ogni altra cosa la serietà, nel senso che traspare proprio la convinzione con cui i componenti dei Carton compongono ed eseguono le tracce. Si nota ben poco l’acerbità tipica delle band underground senza una lunga carriera alle spalle: qui i ragazzi sanno benissimo ciò che vogliono e avanzano spediti nella direzione che hanno scelto.
Tuttavia il disco ha anche alcuni lati negativi, oltre alla produzione non eccelsa: io non giudico mai un album underground in base al livello di produzione, è ovvio che per realizzare un prodotto agli standard della Nuclear Blast bisogna avere un budget stratosferico. Le 11 tracce che compongono l’album (9 canzoni e 2 brevissimi intermezzi) sono veramente troppo corte! In media sono tutte di due minuti e mezzo, tre minuti al massimo. Alter Ego, quindi, finisce prima della mezzora, lasciando un po’ l’amaro in bocca proprio per questo motivo. Non pretendevo un disco di 80 minuti pieni alla Dream Theater, chiariamoci! Dopotutto anche il genere musicale dei Carton comporta una scelta di brani sostanzialmente corti, veloci e diretti, però mi sarebbe piaciuto ascoltare qualche “sperimentazione” in più, qualche “particolarità” che contraddistinguesse il disco nel panorama Metalcore/Industrial. Ma non voglio “bastonare” questa band: tutto ciò è anche conseguenza del genere musicale scelto. Infatti come il Doom Metal o l’Experimental Progressive siano grandiosi da ascoltare nello stereo di casa ma poi dal vivo spesso e volentieri annoiano, per il Metalcore succede esattamente il contrario. La sicurezza di fondo c’è, e sono certo che in sede live i Carton sapranno dare ai pezzi di Alter Ego una luce diversa.

Grewon

Contatti:

Continua…