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sabato 23 luglio 2011

Intervista - DREKER


Risponde alle nostre domande Alessandro, singer e fondatore dei Dreker:

1) Partiamo dalle origini, soprattutto dalla scelta del nome, che contraddistingue goliardia ed attaccamento a tradizioni alcoliche tipicamente salentine: come mai questa scelta?
In parte hai già risposto: non volevamo un nome "anonimo", ma qualcosa che appunto ispirasse goliardia e facesse intuire già il tipo di proposta musicale. Il nome Dreker venne fuori spontaneamente ed è stato subito accolto benissimo dalla prima line up.

2) Ora parliamo di stile. Sicuramente sia nei vostri live che su album, il vostro sound è molto più europeo, ed in particolare tedesco, da Destruction a Sodom passando per i Tankard... Quali band hanno più caratterizzato la vostra proposta musicale?
Il riferimento principale ovviamente è la scena tedesca, con i 3 nomi da te citati (a cui aggiungerei i meno conosciuti S.D.I.) ma va comunque va aggiunto un pizzico di USA della nuova ondata (Warbringer, Municipal Waste) e il Punk di gente come D.R.I. e S.O.D. Sarebbe ingeneroso non citare anche i nostrani Bulldozer ma soprattutto gli Hopesend!

3) I testi delle vostre canzoni hanno sempre un approccio critico ed ironico a problemi di massa latenti. Ricordo una vostra BIMBOMINKIA ad esempio che fece storia... Come nasce un vostro testo?
Sui testi si può dire che alcuni sono relativi al binomio pogo & birra, la maggior parte invece prendono spunto dall’attualità e attraverso l’ironia si cerca di far passare un messaggio nel testo per quanto possibile (visto che, essendo in inglese i testi, non è che la gente se li fili più di tanto!). Molto spesso l’intento è provocatorio, come appunto in BIMBOMINKIA, e penso che in futuro la stronzaggine aumenterà: c’è già in cantiere un progetto di un pezzo-sfogo su come vanno le cose qui da noi, con cui molto probabilmente ci inimicheremo mezzo Salento!

4) Ultimamente avete avuto problemi di line up. Come mai è diventato così difficile, oggi, trovare gente che abbia voglia e passione per suonare?
Fosse solo questione di voglia e passione sarebbe già più semplice… I problemi sono purtroppo ben di più. Prima di tutto ci dev’essere l’intesa di gruppo, se non c’è intesa è come essere separati in casa. Poi c’è la serietà personale, e anche quella conta: bisogna avere costanza nelle prove, voglia di impegnarsi e limitare il cazzeggio (e qui abbiamo perso prove intere!). Poi c’è la bravura e la fiducia che si ripone nel gruppo. Se tutti i componenti credono nel gruppo, allo stesso modo si può seriamente fare qualcosa. Noi inoltre chiediamo anche un’attitudine ironica, e credimi che nel Salento questa cosa è molto difficile da trovare, siamo una zona di musicisti altezzosi ed egocentrici del cazzo!

5) Tocchiamo un po’ di argomenti caldi. Cosa pensi delle agenzie di booking per le band underground? Sono un’opportunità oppure una perdita di tempo?
Soldi buttati nel cesso. Si paga per farsi prendere per culo da gente che specula sulla passione per la musica. In molti casi serve solo a riempirti la bocca dicendo che hai suonato con qualche grossa band (davanti a gente che manco ti ascolta e aspetta solo l’headliner). Io vado fiero dei nostri piccoli concertini onesti in posti di merda, non pago il "pizzo per la visibilità".

6) Conosci bene la scena underground pugliese. Hai avuto con i Dreker difficoltà ad esibirti per mancanza di live o di locali?
Più o meno ci si ricollega alla domanda di prima. Se uno si adatta suona anche in una falegnameria usata tipo centro sociale (come infatti ci è successo, e ci siamo divertiti un casino!). Avendo questo spirito i live non ci sono mai mancati, tutt’altro, ci siamo finanziati il nostro EP suonando in ogni cazzo di posto per tutta un’estate. E’ anche vero che fare "i precari full-time" è pesante, e spesso i gestori sono delle enormi teste di cazzo che è bene mandare a fanculo… Attualmente la situazione è una delle più nere degli ultimi anni, le band vecchie si sciolgono, i giovani non hanno convinzione e dilagano cover band e dj set. Se non ci si sveglia la scena muore.

7) Nel Sud Italia siamo pieni di band dal potenziale immenso. Ironicamente abbiamo pochissimi live, ed in quei pochi le band nostrane vengono quasi sempre snobbate. Come spieghi la tendenza da parte degli organizzatori a preferire band del Nord piuttosto che rappresentare il Sud?
A volte penso che noi meridionali abbiamo un complesso d'inferiorità verso il Nord. E a questo si aggiunge la stupidità di alcuni gestori che magari spendono volentieri cifre enormi per pagare trasferte lunghe, pur avendo la possibilità di avere una band di pari valore a un prezzo inferiore qui al Sud. Vogliamo un esempio? In Sicilia abbiamo una band storica del Metal italiano come gli Schizo, che però non vedo quasi mai negli eventi del Sud. Per fortuna che tra noi band del Sud c’è abbastanza supporto reciproco, e quindi si riesce a "galleggiare".

8) Come vedi la scena attuale, cosa credi potrebbe e dovrebbe essere migliorato per sopravvivere?
Tutto deve partire dalla base, prima di tutto. Le band e gli organizzatori possono fare qualsiasi cosa, ma se si arriva al punto di avere gli Exodus a pochi km e la gente non muove il culo vuol dire che c’è un serio problema! Per il resto, penso che le migliori situazioni si abbiano nei locali autogestiti e nelle varie masserie occupate, che purtroppo sono sempre meno. Le band invece dovrebbero avere meno manie da rockstar e più spirito di collaborazione reciproca, e in questo senso ci tengo a segnalare l’ottima iniziativa degli amici Stige che ha portato alla creazione di una compilation in free download con band pugliesi e calabresi, tra cui noi Dreker (il link per scaricarla è questo: http://www.mediafire.com/?61bj307n5dk88nj) che senz’altro ha rafforzato lo spirito di gemellaggio tra noi band del meridione, oltre a essere un’importante fonte di autopromozione. E’ quella la strada da seguire!

9) Che progetti hai in cantiere con i Dreker? E quando avremo la possibilità di rivedere un vostro live?
Recentemente siamo stati fermi perché abbiamo registrato 3 pezzi che andranno a confluire in uno split CD con altre 3 band pugliesi (Stige, Vinterblot e Immortadell) e che dovrebbe esser pronto per fine luglio/inizio agosto, e subito dopo ci metteremo in moto per pubblicizzarlo. Già per agosto qualcosa in programma c’è, non possiamo stare troppo tempo senza live altrimenti entriamo in astinenza! Ora gli obiettivi maggiori sono farci conoscere con qualche altra trasferta fuori Salento e fuori Puglia e comporre altri inediti per iniziare a pensare concretamente al primo vero e proprio album!

Furia

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sabato 19 marzo 2011

Recensione - DREKER


DREKER – In Thrash We Trust
(2010, Autoprodotto)

I Dreker sono una band salentina nata nel 2008 per volere del vocalist Alessandro Fiore, con l’intento di coniugare il suo spasmodico amore per il Thrash Metal old school con una una sana e potente visione bastardamente ironica di tutto ciò che gira intorno ad ogni singolo individuo! Il monicker altro non è che la più classica storpiazione dialettica salentina della birra Dreher, assolutamente la più abusata nella terra natìa di questa band. Dopo vari cambi di lineup si arriva ad una formazione ben definita in cui ad Alessandro si affiancano Germano Panico e Christian Scigliuzzo alle chitarre, Davide bisanti al basso e Matteo Solida alla batteria, e con questa formazione prende vita il primo ep autoprodotto della band contenente cinque brani!
Il disco si apre con la voce di Homer Simpson che brinda nientepopodimenoche… all’alcool! Solo questa intro vale ottimamente come biglietto da visita, dando una limpida idea della proposta musicale del quintetto salentino, ma se ciò non fosse sufficiente ecco che viene sparata in faccia WE WANT TO DRINK, che più che il titolo di un brano, rappresenta un vero e proprio inno! Riff taglienti, e cassa e rullante sparati, ricetta che non ha niente di originale ma che funziona perfettamente nel contesto del Thrash Metal puramente Speed e senza fronzoli dei Dreker. L’accostamento ai tedesconi Tankard è inevitabile oltre che per la musica, anche per la goliardia dei testi e per l’attitudine prettamente Punk data dal forte impatto di ogni singola traccia, e i brani si delineano tutti sulla stessa lunghezza d’onda, niente tecnicismi particolari a discapito di una schiettezza vomitata ad ogni secondo! Gli altri titoli dei brani la dicono lunga su quanto appena affermato: BIMBOMINKIA (fan dei Tokyo Hotel preparate la vasella… ND/Piranha), WAR OF THE WHORES e la title track IN THRASH WE TRUST. Un episodio a parte è la strumentale A MOMENT OF LUCIDITY, brano dalla struttura decisamente più complessa che in oltre 6 minuti viaggia in diverse direzioni esplorando altri lidi musicali oltre al Thrash… ma a dispetto del titolo sono fermamente convinto che questa è nata fondamentalmente da una sbornia collettiva più truce e significativa delle altre.
La pecca di IN THRASH WE TRUST è senza dubbio la produzione che non esalta il lavoro dei Dreker, e spesso negli episodi solisti le chitarre risultano un po’ troppo impastate, e mentre in sede live la band si dimostra perfettamente e perennemente a proprio agio, in studio si nota ancora un po’ di inesperienza… Ma poco male, questo è solo l’inizio: in alto le bottiglie e rutto libero!!!

Piranha

Contatti:

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giovedì 3 marzo 2011

LIVE REPORT - Fuckin' mbriacata Metal


26.02.2011 - Whore House Inc. + Dreker @ Olimpio Rock Cafè - Racale (LE)

Il nome Fuckin'mbriacata Metal già la dice lunga… Atmosfere che non se ne vedono molte in giro, a far da padrona sicuramente la genuinità della serata con tutto ciò che fa da cornice. I presupposti son buoni!!!
Il tempo di guardarsi intorno e vedere un bel po’ di bottiglie sparse per il locale e subito inizia la prima band, i Whore House Inc. Loro vengono da Bari, era la prima volta che gli vedevo dal vivo. Il gruppo si dimostra interessante sin dai primi accordi, loro propongono un genere  dalle forti radici Stoner con influenze Southern Rock.
Non sentivo una band Stoner da molti anni, specialmente nel Salento: questo non può che farmi piacere!
Azzeccatissima la cover dei mitici Kyuss, graffiante e sporca ma che rende ancora di più l'idea di quello che la band vuole andare a toccare.
Cambio palco in tempi record e tocca subito ai padroni di casa Dreker, questa sera in una nuova veste, nuovi componenti ma lo spirito è sempre quello, Thrash Metal senza fronzoli e niente altro.
Introo azzeccatissimo e subito si parte con WE WANT TO DRINK! , un accenno di pogo che si farà più movimentato durante il resto dell'esibizione.
Alessandro il cantante è un vero stuntman, nonostante la sua convalescenza da un intervento ieri ha dato prova di quanto ci sa fare sia con la voce che con il suo temperamento.
BIMBOMINCHIA e VIVA TOPOLIN l'apice della goliardia in senso buono dei Dreker, una band che riesce ad amalgamare perfettamente i canoni del Thrash Metal. Buona anche la prestazione dei componenti sia vecchi che nuovi della line-up che nonostante la prima esibizione con questa formazione, sembravano una band già collaudata da tempo.
Un piccolo punto a sfavore per entrambe le band è stato, sicuramente, il suono non molto pulito che ha reso entrambe le prestazioni non al top, colpa sicuramente dell'acustica del locale. Questo però non ha distorto quelle che erano le mie aspettative della serata che sono state ripagate in maniera soddisfacente.
Buona Fuckin' mbriacata a tutti!!!!

SCUM

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