sabato 28 maggio 2011

Recensione - SOULDECEIVER


SOULDECEIVER - The Curious Tricks of Mind
(2011, Nadir Music)

I Souldceiver sono una band che affonda le proprie radici nel Death Thrash Metal di matrice tecnica, si sfiorano i vecchi canoni di questo genere ma a far da padrone sono le sonorità nuova scuola.
Si sente l'influenza, in particolare per il suono della batteria, dei primi Fear Factory, ma anche un bel po’ di scuola svedese nelle parti soliste, che non guastano mai.
Buona la prestazione sia del vocalist che dei musicisti, in molti riff richiamano parti alla Monstrosity ultimi e richiami melodici alla Dark Lunacy, il cd scorre davvero bene da HUNDRED 25 a SUICIDING.
Molto bello il settimo pezzo ICON OF YOUR GOD, a mio avviso il brano di punta di questo lavoro, il tutto reso davvero molto interessante grazie ad un'ottima produzione, frutto dei famigerati Nadir Studios (la professionalità non si discute!).
Passiamo ad analizzare qualche punto dolente: manca un brano che dia potenza a questo lavoro, a volte si scade nella monotonia e questo cala l'intensità di ascolto. E poi da menzionare la copertina un po’ fuori dai canoni, scelta discutibile… ma i gusti son gusti!
Nel complesso The Curious Tricks Of Mind è un ottimo lavoro e  si capisce sin da subito che non stiamo parlando di una band di ragazzini alle prime armi, ma la qualità compositiva e tecnica dei Souldceiver è da tenere in considerazione.
Band, quindi, da tenere sotto occhio per quello che potrebbe essere il panorama Metal italiano nel prossimo futuro.

SCUM

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Live Report - HELLVATE + CLINICAMENTE MORTI + ANTROPOFAGUS


21.05.2011 - Bike & Rock - Manduria (TA)

Tocca al Bike & Rock di Manduria ospitare una delle più attese ed importanti reunion della scena Metal italica, supportate da due ottime realtà della scena underground.
Aprono le danze i campani Hellvate, ottimo Death Metal ed ottima tenuta di palco, penalizzati purtroppo dalla scarsa affluenza dei salentini che, si sa, sono nottambuli per eccellenza. Live davvero entusiasmante, prova canora devastante con un ottima tenuta da parte di tutta la band, una band che a mio avviso continuando su questa linea potrà togliersi diverse soddisfazioni.
Attaccano i Clinicamente Morti ora, che al Bike & Rock sono di casa. Live senza una piega, tecnicamente sopra le righe, con i preziosismi della chitarra di Alessandro, la precisione nel tocco di Giovanni e la versatilità del poliedrico frontman. Tra vecchi cavalli di battaglia ed anticipi del nuovo album, con somma gioia si nota l’incastro di Salvatore al basso, entrato in pieno nei meccanismi di sound della band. Un live di Death Metal violentemente sputato in faccia ai presenti, impreziosito da una cover come RUMORE NEL VENTO, che vuole essere un tributo prima alla scena italica e poi al mondo bikers che è sempre prodigo a promuovere la scena underground.
Un pezzo di storia di Metal italiano ora sale sul palco, Meatgrinder e soci si esibiscono in un incalzare di ferocia e violenza che raramente ho visto, precisi, violenti, letali…..un live devastante! Un’esposizione di pezzi incentrati per lo più sul nuovo lavoro, ma senza privarci di qualche perla dal passato, la prova di Tya è devastante, incalzato da un drumming che maciulla le pelli, il tutto coordinato da Meatgrinder a dare il colpo di grazia all’ascoltatore. Ottima band, che finalmente il panorama italiano ha il piacere di riavere sui palchi, e che ha contribuito a fare a pezzi un pubblico come quello del Bike & Rock che, è risaputo, di Metal soft non ne mastica…..ma per Metal estremo dice violentemente la sua!
Dunque, ottima serata ed ottima riuscita per questo live al Bike & Rock, ottimo esito che dice chiaramente due cose: in primis che la scena italiana rappresentata nel Metal estremo è florida e devastante sia con le band storiche che per le new entry, e che la Puglia, sia per quantità/qualità di band proposte che per eventi rappresentati si pone nelle regioni d’Italia che meglio rappresentano e supportano il Metal estremo.

Furia

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Recensione - LUCKY BASTARDZ


LUCKY BASTARDZ – Bite Me, Dude
(2010, Red Pony Records)

Mi trovo qui a scrivere la recensione dell’ultimo lavoro di una band nota per essere una vera macchina da guerra in sede live ma che ha sempre un po’ sofferto in fase di prova discografica.
Questo Bite Me, Dude ribalta invece qualsiasi tipo di aspettativa negativa grazie ad una prestazione veramente notevole da parte dei quattro “bastardi fortunati”.
Se l’aspetto live era ed è il punto di forza di questa band, con quest’album si confermano un tir fuori controllo anche su disco. Inutile dire che già dai primi ascolti si può toccare con mano un po’ in ogni brano l’influenza del vecchio zio Lemmy ma con ciò non voglio assolutamente dire che i Nostri pecchino di poca originalità, assolutamente: ci troviamo di fronte una band molto consapevole delle proprie potenzialità e dell’obiettivo da raggiungere.
Le regole di Bite Me, Dude sono poche ed essenziali: Rock ‘N’ Roll assassino, Thrash Metal e gustosissimi sprazzi Country e Rockabilly.
Il primo brano dell’album FIRE, BEERS, ROCK ‘N’ ROLL ci fa subito intendere cosa ci aspetta: una SPIETATA GUERRA ALL’INSEGNA DELLA BIRRA E DEL ROCK!
Manifesto di una grande crescita artistica sono i brani HONOUR AND BLOOD e THE BALLAD OF KELLY THE KILLER, due pezzi davvero molto carichi di pathos e quindi una grande novità (inaspettata) per un gruppo come i Lucky Bastardz.
Questo è veramente un gran bel disco. Un lavoro che riesce ad amalgamare (nel vero senso della parola) stili musicali così lontani come Country, Rockabilly e Thrash Metal ottenendo un risultato notevole.
Va segnalato CRAWLING UNDER SNAKES, a mio parere il momento migliore di questo disco e sicuramente una mazzata nei denti dal vivo.
Concludendo non posso che complimentarmi con questi quattro bastardi di Alessandria che mi hanno confermato come l’attitudine in questo “losco” ambiente musicale sia fondamentale. Spero di poterli ammirare presto in concerto.
Disco consigliatissimo.

Morbid Tales

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lunedì 16 maggio 2011

Live Report - L’IMPERO DELLE OMBRE


15.05.2011 - L’Impero delle Ombre @ I Sotterranei - Copertino (LE)

C’era grande attesa per questo live, quando c’è di mezzo una band dell’importanza de L’Impero delle Ombre l’evento diventa imperdibile, anche perché sono poche le occasioni per poterseli gustare in sede live, in più nell’occasione la band presentava per la prima volta i nuovi pezzi dell’album I Compagni di Baal, quindi non presenziare a questa serata sarebbe imperdonabile.
Al momento dello start il pubblico è già radunato nella saletta live, gremita al punto che si ha quasi difficoltà ad entrare dal piccolo ingresso, e buona parte del primo pezzo mi tocca sentirlo lì, senza possibilità di vedere il palco, finché spazientito inizio a spostare bruscamente i tipi appollaiati lì, guadagnando finalmente la prima fila: ora si ragiona!
Come loro consuetudine grande risalto viene data all’ambientazione, l’atmosfera è tetra, cimiteriale e quasi onirica, il nero fa da padrone, la nebbia artificiale sfoca la timida luce dei candelabri e John Cardellino col suo face-painting e le sue catene è pronto a farci da guida in questo viaggio oscuro che ci attende. Per l’occasione la band si avvale anche della presenza di Erica Giuri nelle vesti di performer, che contribuirà a dare una maggiore atmosfera maledetta celandosi a seconda dei pezzi in diverse vesti, quasi a voler rappresentare fisicamente il brano.
La formazione attuale vede insieme sullo stesso palco 4 mostri sacri del Metal Salentino: i due fratelli Cardellino, supportati alla chitarra da Mr. “Piranha” Ilario Suppressa, alla batteria dall’impeccabile metronomo Dario “Peruviano” Petrelli, affiancati al basso dal giovane Stefano Bianchini, che ha il compito di fare da filo conduttore tra il passato il presente.
L’esibizione ha qualità e quantità, come ci si poteva aspettare, ben 11 pezzi di cui ovviamente la maggior parte estratti dal nuovo album, ma non mancano anche le perle Doom del fortunato album omonimo, nonché DR. FRANKY dallo split coi Bud Tribe. Ciò che salta subito all’orecchio è la differenza tra primo e secondo capitolo della band, più Doom e oscuri i primi, più Heavy e corposi i secondi, ma comunque accomunati dall’essere tutti ottimi pezzi.
I picchi più alti della serata sono stati secondo me l’esecuzione di due dei pezzi del primo album, che hanno ricreato più di tutte quel pathos caratteristico della band. Sto parlando ovviamente della splendida CONDANNA (da pelle d’oca!), come anche la funerea IL GIARDINO DEI MORTI, introdotta da un intro che catalizza l’attenzione. Tra i nuovi invece ho preferito DIOGENE, che ha aperto l’esibizione.
Il grande caldo all’interno non sembra intaccare più di tanto i 5 (menzione d’onore per Ilario e il suo “mantello” di pelle) che continuano senza pausa  a proporre i pezzi in successione. Da segnalare poi l’assolo di batteria di Petrelli (è un marziano, cazzo!) e la chiusura finale di GHOST.
A fine serata la tanta gente presente si può ritenere soddisfatta, un concerto pienamente riuscito, sia per l’esibizione sia per il pubblico (tra cui gente che veniva dalla Basilicata) dimostrato anche dall’ “assalto” al merchandise della band.
L’Impero delle Ombre sono una garanzia nonché un vanto della nostra scena locale. Supporto totale, e speriamo di vederli al più presto nuovamente live!

Torrrmentor

Setlist:
- INTRO/DIOGENE
- RITUALE
- DR. FRANKY
- CONDANNA
- DIVORATORI DELLA NOTTE
- IL GIARDINO DEI MORTI
- COSMOCHRONOS
- L'OSCURA PERSECUZIONE
- DARIO DRUM SOLO/SOGNI DI DOMINIO
- LA CADUTA DEL CONTE DI SAINT GERMAN
- GHOST


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Recensione - THORONDIR

THORONDIR - Aus Jenen Tagen
(2011, CCP-Records)

Che il panorama Viking/Folk/Extreme Epic/Humppa Metal sia ormai saturo di band che si scopiazzano l'una con l'altra, è ormai un dato di fatto. Ensiferum, Equilibrium, Moonsorrow, Finntroll, hanno dettato legge e definito un genere che o si ama o si odia, senza mezze misure. I tedeschi Thorondir hanno voluto ripercorrere le orme delle band sopracitate, senza osare di distinguersi da esse, in nulla e per nulla. Rimasti sicuramente affascinati dal sound e dal successo ottenuto dai compaesani Equilibrium, hanno voluto usare il loro stesso "linguaggio musicale": riff granitici, cavalcate epiche, combinazioni tra growling e screaming, inserti folkeggianti, e feroci situazioni sonore in cui il pogo è d'obbligo.
Tutto ciò rappresenta un pregio e un difetto allo stesso tempo: innanzitutto devo dire che io sono un amante del genere, quindi la ripetitività, quando epica, non mi stanca neanche un po'. Tuttavia mi duole ammettere che i richiami al sound degli Equilibrium siano troppo palesi e frequenti: nonostante siano al loro secondo album, i Thorondir mancano di una loro identità precisa, e un orecchio inesperto difficilmente noterebbe la differenza tra le due band. Detto questo, c'è però da dire che il nuovo lavoro dei Thorondir è davvero ben fatto e curato in tutti i suoi aspetti: come produzione e livellamento dei volumi ci troviamo veramente ad altissimi livelli, e anche il songwriting, malgrado alcuni (rari) punti in cui si sarebbe potuto osare di più, regge bene e convince.
Il disco comincia con un'intro strumentale, molto particolare, per poi entrare ferocemente nel vivo dell'azione con la seconda traccia, e proseguire su questo territorio pressoché per tutta la durata dell'album. Voglio però dividerlo in tre parti: la prima è quella più scontata, che sa di "già sentito". Nella parte centrale invece assistiamo al songwriting più ispirato, che è difficile non rapisca l'ascoltatore. L'ultima parte invece contiene pezzi con lunghe parti strumentali, quasi d'atmosfera (che ho apprezzato molto).
Nel complesso il nuovo lavoro dei Thorondir non può di certo essere annoverato tra le pietre miliari del genere, a causa soprattutto delle troppe assonanze con quanto già proposto dagli Equilibrium in precedenza, ma si tratta pur sempre di un buon disco che potrà suscitare diverse emozioni agli amanti del Folk/Viking Metal.

Grewon

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