Mi trovo qui a scrivere la
recensione dell’ultimo lavoro di una band nota per essere una vera macchina da
guerra in sede live ma che ha sempre un po’ sofferto in fase di prova
discografica.
Questo Bite Me, Dude ribalta invece qualsiasi tipo di aspettativa negativa
grazie ad una prestazione veramente notevole da parte dei quattro “bastardi
fortunati”.
Se l’aspetto live era ed è il
punto di forza di questa band, con quest’album si confermano un tir fuori
controllo anche su disco. Inutile dire che già dai primi ascolti si può toccare
con mano un po’ in ogni brano l’influenza del vecchio zio Lemmy ma con ciò non
voglio assolutamente dire che i Nostri pecchino di poca originalità,
assolutamente: ci troviamo di fronte una band molto consapevole delle proprie
potenzialità e dell’obiettivo da raggiungere.
Le regole di Bite Me, Dude sono poche ed essenziali:
Rock ‘N’ Roll assassino, Thrash Metal e gustosissimi sprazzi Country e Rockabilly.
Il primo brano dell’album
FIRE, BEERS, ROCK ‘N’ ROLL ci fa subito intendere cosa ci aspetta: una SPIETATA
GUERRA ALL’INSEGNA DELLA BIRRA E DEL ROCK!
Manifesto di una grande crescita
artistica sono i brani HONOUR AND BLOOD e THE BALLAD OF KELLY THE KILLER, due
pezzi davvero molto carichi di pathos e quindi una grande novità (inaspettata)
per un gruppo come i Lucky Bastardz.
Questo è veramente un gran bel
disco. Un lavoro che riesce ad amalgamare (nel vero senso della parola) stili
musicali così lontani come Country, Rockabilly e Thrash Metal ottenendo un risultato notevole.
Va segnalato CRAWLING UNDER
SNAKES, a mio parere il momento migliore di questo disco e sicuramente una
mazzata nei denti dal vivo.
Concludendo non posso che
complimentarmi con questi quattro bastardi di Alessandria che mi hanno
confermato come l’attitudine in questo “losco” ambiente musicale sia
fondamentale. Spero di poterli ammirare presto in concerto.
06.11.2010 - Winter Support Party -
Breakdown / Super Reverb @ Bike &
Rock - Manduria (TA)
La serata promette bene,
l'atmosfera è giusta con quel pizzico di nebbia che rende più tetro l'ambiente
circostante.
La prima band di apertura sono
i Breakdown, una band del posto. Sinceramente è la prima volta che li vedo e li
sento: il loro è un sound che si rifà alle vecchie sonorità Rock/Hard Rock del
passato. Un live, quello dei Breakdown, discreto ma che è servito per
riscaldare per bene la serata.
Una ventina di minuti per il
cambio palco e per sturare le orecchie ed ecco salire sul palco i Super Reverb.
Loro già li conoscevo, provengono dal Sud Salento e il loro sound affonda le
radici nel sano e potente Rock ‘n’ Roll americano, ma molto salentinizzato.
Che dire dei Super Reverb? Il
cantante (che a vederlo fisicamente è un misto tra James Hetfield dei Metallica
e Earl della serie tv "My Name Is Earl"), è fantastico nel suo stile,
un vero cabarettista. Riesce a coinvolgere la gente come non mai, dal bikers al
metallaro più marcio. Dietro di lui degli ottimi musicisti molto giovani
anagraficamente ma dotati di una tecnica e di una grinta da far tremare i muri.
Il live dura circa un'ora e mezza con pezzi propri e cover di vecchio Rock ‘n’ Roll riarrangiate (meglio degli originali a mio avviso!) in stile Super Reverb.
Il live si chiude con la
salita sul palco di Mimmo Breccia, il padrone di casa, che ringrazia tutti con
un Affanculacibbestramuerti! generale,
e coi Super Reverb che sparano sonorità Rock, Reggae, Fusion, Rock ‘n’ Roll,
salti, grida, fufù (il loro cavallo di battaglia), la gente che canta e balla… insomma
delirio assoluto!
Grandiosi Super Reverb e
ricordate sempre: chi più ne ha più ne metta!!!!!! Mica pippette…
25.09.2010 - Anime
Rock Fest @ Heineken Green Stage - Tricase (LE)
Quando vai a vedere
un’esibizione di Pino Scotto sai già a cosa vai incontro: lui è così proprio
come te lo aspetti, come quando lo incontrai tre anni fa al 5° South Cheyenne… Sanguigno, senza
peli sulla lingua, energico (nonostante l’età - oltre trent’anni di carriera),
e soprattutto una gran voce!
Già, un live di Pino Scotto è
sempre una garanzia.
Lui sale sul palco e si
scatena come una bestia cui hanno lasciato aperta la gabbia… Gran voce, dicevo,
ma non solo: lui è uno che sa stare sul palco, tiene in piedi lo show da solo,
e tra un pezzo e l’altro ne ha per tutti! Chissà a quanti saranno fischiate le
orecchie, mandati affanculo senza
mezzi termini dallo Zio Pino…
Grande energia e musica che
pompa, è davvero un peccato che venga “ghettizzata” e relegata in (pochi) spazi
sicuramente non adatti: il Rock meriterebbe
ben altri palchi e ben altra considerazione!
Non me ne vogliano i musicisti,
tutti ottimi interpreti del fottuto Rock
N’ Roll dello Zio - dal chitarrista Steve
Volta, allo storico bassista Frank “Kopo”
Coppolino, al batterista Marco Di
Salvia – ma è lui l’anima (dannata)
della festa… che tra un classico e l’altro (e tra un sorso di Jack Daniel’s e
l’altro…) infila i brani dell’ultimo lavoro discografico Buena Suerte uscito da pochi mesi, che vanta collaborazioni
illustri come Caparezza e Kee Marcello ex Europe.
Ovviamente l’augurio è
puramente ironico, come spiega lui stesso, perché c’è poco da stare allegri…
Lo show scivola via tra QUORE
DI ROCK ‘N’ ROLL, CHE FIGLIO DI MARIA, DIATRIBAL ROCK, tutte con dovuta dedica, e senza rendersene conto siamo
già alla fine. Lo Zio si fa serio per un momento, ricordando lo scomparso Ronnie
James Dio e dedicandogli LONG LIVE ROCK ‘N’ ROLL, in un medley con ROCK
AND ROLL dei Led Zeppelin. Poi sono foto e autografi per tutti…
PS: non me ne vogliano le altre band che si sono esibite nell’ambito
dell’Anime Rock Fest, ma il sottoscritto ha avuto qualche contrattempo ed è
arrivato in zona giusto alla fine dell’esibizione degli Ashram Inside… Non
posso che scusarmi con voi, mi sarebbe piaciuto vedere e recensire tutti: sarà
per la prossima volta…
Primo studio album per i romani Southern Drinkstruction, uscito nel settembre 2009, a soli 2 anni dall’omonimo Ep che riscosse buoni consensi di critica, consegnando all’underground nostrano una band molto promettente. Le aspettative sono poi state confermate (o addirittura aumentate) con questo Drink With Us che li consacra come una delle realtà più interessanti della nostra scena. Questi quattro personaggi (Bastard, Ordnal, Eddie e Mela, di cui quest’ultimo non più nel gruppo) hanno infatti dato alle stampe un prodotto tanto valido quanto estremamente originale e variopinto, pienamente in linea con lo stile Southern Drinkstruction, divenuto ormai un vero marchio di fabbrica, uno stile secondo il quale è difficile ricordurli a un genere preciso… Per comodità potremmo definirli Death N’ Roll ma sarebbe riduttivo, visto che in questo album possiamo trovare veramente di tutto: dai riff granitici di chiara ispirazione Black Label Society, alle sfuriate Pantera, passando per frangenti Doom e Punk/Grind e arrivando persino a momenti Blues o Rock N’ Roll, il tutto poi condito da gradevoli intermezzi di spezzoni di film cult di Bud Spencer o di Sergio Leone.
Un gran bel calderone, non c’è che dire, e se poi a questo songwriting eterogeneo ci aggiungiamo un ottimo bagaglio tecnico dei componenti abbiamo un quadro di riferimento di quello che è questo Drink With Us, che parte già a mille con il primo pezzo DEATH N’ ROLL: pesante come un macigno irrompe il riff Doom d’apertura, su cui si erge cavernoso l’imponente growl del singer Bastard, che con cadenza lenta e profonda accompagna l’incedere della chitarra, neanche il tempo di assuefarsi a questo andazzo che il pezzo esplode in tutta la sua potenza, si parte con la prima sferragliata, al grido di “This is fuckin’ death n’ roooool” e qui citando Bastard inizia “la danza degli animali”, la batteria è un fiume in piena, mirabile anche il lavoro del basso, qui molto in evidenza.
SIX SICK SEX sembra l’elogio di Bacco, tabacco e Venere, o meglio dei primi due che permettono di arrivare più facilmente alla terza: “Drink my bitch/swallow this/smoke my weed, one more drink?/At your sixth drink/fall on my balls/you’re most stoned/gag and puke on my dick”.
La struttura segue quella del pezzo precedente ma con un inizio più sostenuto.
I brani FISTFEST e SUPER STRONG FAST GLUE sono quelli maggiormente in your face, brevi diretti e immediati, influenzati dal punk ma con un tappeto di Blast Beat a sostegno, mentre la splatter PUSSY CARNAGE merita una menzione speciale per la geniale trovata di accompagnare la parte crescente del pezzo con urla di orgasmo femminili, che danno il via a un massacrante finale Grind. Con la titletrack DRINK WITH US che poggia su un basilare riff Blues si tocca uno dei picchi dell’album, canzone tanto semplice quanto efficace, che inneggia alla sana bevuta in compagnia, quasi ipnotica nel suo ritmo, impossibile non ritrovarsi a canticchiarla prima che la consueta scarica di batteria arrivi a fomentare l’headbanging! Da ascoltare a tutti i costi!
Su FROM NORTH TO SOUTH l’attitudine birraiola viene messa da parte per un momento di riflessione sulla memoria di amici andati, le atmosfere sono più pacate e di ampio respiro, mentre LOVE STORY vince la palma di brano più originale dell’album, qui si va sul Rock N’ Roll e compare addirittura una tastiera, a conferma dell’imprevedibilità del combo. Il pezzo scorre via scanzonato e piacevole, con Bastard che ci regala altre perle come “I wanna be your crazy cock/I wanna be your Dr. Spok”.
SHIT AND LIES non è una delle canzoni migliori dell’album, ma ha il merito di scagliarsi contro le agenzie di promozione (solo “merda e bugie” appunto) e contro le bands che ad esse “abboccano”. Completano il lotto la tiratissima MEXXXICUM e WALKIN' ALONE che chiude il disco nella maniera in cui era cominciato, riprendendo vagamente il tema portante dell’opener.
Ci troviamo quindi davanti a un album davvero ben fatto, impreziosito ulteriormente da un ottima veste grafica, a cura del singer, e da una produzione potente e corposa (16th Cellar Studios) che non fa altro che impreziosire maggiormente ciò che già di per sé merita di essere considerato una vera e propria gemma dell’underground, tenendo conto che si parla sempre di un disco totalmente autoprodotto.
Non perdete di vista questa band, perché è facile pensare che cresca ancora, attirando si spera le attenzioni di una casa discografica, e se vi capita l’occasione non perdeteveli in sede live, dove dimostrano ampiamente tutta la loro bravura, simpatia e verve alcoolica…e giacché fatevi una birra con loro!