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domenica 9 dicembre 2012

Recensione THE NOSEBLEED CONNECTION

THE NOSEBLEED CONNECTION - NOSEBLEEDERS
(2011, AUTOPRODOTTO)
THRASHCORE


Terzo album per i laziali The nosebleed connection che si apre subito con 3.32 nel nome del crust core più spietato e senza fronzoli giusto per capire cosa ci aspetta proseguendo nell'ascolto.
Your game is over e Surface/yourself continuano a martellare con un sound che molto deve a band come Sick of it all e Biohazard, senza aperture melodiche o di sorta, estremo e diretto in faccia come genere comanda.
Jonestown, Shiva lies e Superpower continuano a serrare i tempi di un sound che definisco thrashcore solo perchè la base fa risalire al trhash ma che più a a che fare con band come i raw power.
Scum of the system/ the state of piranhas, one love e trough the venom seppur con aperture di sorta, talvolta evitabili come nella scandalosa One love, continuano a tenere il sound su buoni livelli ben eseguiti, anche se il genere in linea di massima non richiede esplicitamente virtuosismi la proposta rimane sempre buona e perfettamente eseguita da una band che oserei definire ormai ben navigata.
The grip of steel chiude un disco che si lascia ben ascoltare, che senza impressionare particolarmente va dritto al punto senza fronzoli nè sbavature, sia compositive che esecutive, peccato che risulti un tantino anonimo nel complesso, una maggior dose di personalità potrebbe fare la differenza in futuro.
Tuttavia anche se l'appellativo core mi fà sempre paura per i suoi modernismi osceni, questo Nosebleeders si tiene bene in piedi, non entusiasma ma non fà nemmeno rabbrividire.

Voto: 5/10

TRACKLIST:
1 3.32
2 YOUR GAME IS OVER
3 SURFACE/YOURSELF
4 JONESTOWN
5 SHIVA LIES
6 SUPERPOWER
7 SCUM OF THE SYSTEM/THE STATE OF PIRANHAS
8 ONE LOVE
9 THROUGH THE VENOM
10 THE GRIP OF STEEL


Furia
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lunedì 13 febbraio 2012

Recensione DEVASTATOR

Devastator – La Musica fa schifo
(2011, Fadeout Records)
Thrash-core

Puntuale come uno speciale di Porta a Porta dopo una tragedia, arriva il nuovo album degli iperattivi toscani Devastator, di cui il precedente ep "Andatevene tutti affanculo" anticipava 4 pezzi, dandoci un assaggio di ciò che ci aspettava.
"La musica fa schifo" oltre ad essere l'album del decennale è un perfetto condensato di questi dieci anni di attività., a partire dal titolo, come al solito dissacrante e in pieno stile Devastator, finendo poi alla bellissima copertina in cui sono presenti rimandi di tutti gli album precedenti.
La musica invece, cangiante di album in album si assesta stavolta su un punk-thrash di chiara ispirazione Negazione/Raw Power con 16 tracce (di cui 3 brevi intermezzi) con la batteria a rotta di collo per un headbanging continuo.
L'antipasto del precedente ep ci aveva fatto prendere confidenza con la novità più grande in casa Devastator, ovvero il passaggio anche alla voce del chitarrista Rob, che si discosta in modo netto dal precedente singer con la sua timbrica ruvida come un foglio di carta vetrata,; ruvida sì ma anche un pò monocorde, per fortuna l'innesto di vari cori compensa bene, dando più varietà al cantato.
La sua prova al microfono è comunque buona, seppur con qualche piccolo calo, comprensibile data l'inesperienza.
Altra novità è data dal cantato in italiano, più adatto per vomitare in faccia a gli ascoltatori le tematiche urticanti e irriverenti di queste tre teste calde. Date un ascolto a pezzi come "Vergine", "Sfilata di moda" ( in cui sbeffeggiano le odierne bands che alimentano il "pay to play"), "La mafia è una montagna di merda", l'eloquente "Bono fai vomitare", che oltre ad essere uno dei migliori pezzi del lotto è un sonoro fanculo all'ipocrisia del leader degli U2 (che tra l'altra sta sulle palle anche al sottoscritto) e infine "X Falsor", in cui vengono presi di mira questi "talent show" che di talent hanno poco e di show ancora meno.
Il gustoso mix Devastator oltre ai già citati "Bono fai vomitare" e "X Falsor" convince anche inaltri episodi come "La bella musica" , da cui è stato estratto il primo videoclip, ma anche in "Sono un terrorista" , tutte e 4 brevi staffilate punk-hardcore.schizzatissime, in cui nel riffing troviamo anche una leggera venatura System of a down .
Apprezzabili anche le variazioni sul tema, con il ritmo latino delle percussioni su "Shock alfabetico", intermezzo strumentale particolare e "coraggioso" ( il fatto di sperimentare simili "azzardi" rimarca la sicurezza e la personalità di questa band).
Cercare di descrivere a parole ciò che è la folle dimensione Devastator è impresa ardua, molto meglio concedere loro un ascolto, o li amerete o li odierete.

"E' inutile che ti sforzi tanto di ascoltare la melodia, il significato del testo.. LEGGI STO' CAZZO"
(Devastator La bella musica)

Tracklist:

1. La Musica Fa Schifo
2. Vergine
3. Ho Sbagliato Tutto
4. Necrolucro
5. Sfilata di Moda
6. Non C’è Niente da Ridere
7. Coscienza a Posto Minorenne
8. Shock Alfabetico
9. La Mafia E’ una Montagna di Merda
10. Calma Dignità e Classe
11. Bono Fai Vomitare
12. La Bella Musica
13. Se Mi Paghi Ti Avveleno
14. Sono un Terrorista
15. X Falsor
16. Meglio L’Eroina


VOTO: 7/10

Torrrmentor


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giovedì 21 ottobre 2010

Recensione - THE LETHAL DOSE OF RAGE


THE LETHAL DOSE OF RAGE – The Fall Of The Man
(2010, Autoprodotto)

La scena metal barese è sempre stata molto valida e rigogliosa, soprattutto se si parla della componente  Extreme (e non poteva essere altrimenti visto che da lì provengono i padrini del Death italiano Natron!).
In cotanta abbondanza Death si inserisce una nuova e giovane band, i The Lethal Dose of Rage, un quintetto che nonostante la pochissima esperienza sembra già aver bruciato le tappe, ed è ciò che si evince da questo demo The Fall Of The Man: solo 3 pezzi, ma sufficienti a farci capire che la stoffa c’è eccome.
Il contesto di riferimento è il Death/Core moderno dei Carnifex, palese influenza del gruppo, il sound è a volte cupo e a volte sfrenato e sempre abbastanza godibile, senza particolari ed eccessive pecche, risalta soprattutto la prova vocale del singer Alessandro, che alterna con facilità un profondo growl a un malefico scream risultando convincente in entrambi, ottima anche la prova alla batteria di Livio, con tempi sempre molto ben sostenuti che tengono alto il ritmo dei pezzi, ma si può dire che in generale tutta la lineup può essere contenta della prova offerta, soprattutto tenendo conto che i margini di miglioramento sono altissimi (l’età media della band è intorno ai 18/19 anni). I 3 pezzi sono di buona qualità, AFTER sembra il migliore, sia perché più violento e immediato sia anche per via della travolgente parte centrale,  SONS OF DECADENCE gioca più su tempi sincopati,  mentre MACHINE OF TORTURE da buona opener scorre molto bene.
La registrazione è amatoriale ma superiore alla media, piccole imperfezioni sui volumi, ma ampiamente compensate da un generale sound più che soddisfacente. La band ora sta avendo anche una discreta attività live che immagino aumenterà i loro consensi (li ho visti al debutto e devo dire che anche sul palco confermano un’inaspettata disinvoltura, tipica di chi ha già una buona maturità) nel frattempo la band ha solo da far tesoro delle proprie buone capacità per cercare di migliorarsi ulteriormente e puntare ad allargare i propri confini, stando attenta a non cadere in facili entusiasmi giovanili ma soprattutto a non diventare troppo derivativi, perdendo di personalità. Se queste premesse verranno mantenute sentiremo presto parlare di questi The Lethal Dose of Rage anche al di fuori dei confini baresi.

Torrrmentor

Contatti:
 
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giovedì 16 settembre 2010

Recensione - CRIPPLE BASTARDS


CRIPPLE BASTARDS - Age Of Vandalism
(2010, Selfmadegod Records, boxset)

Per la Selfmadegod Records, una raccolta a dir poco entusiasmante. Siamo di fronte alla storia del Grind italiano: i Cripple Bastards, il tutto per un totale di 4 cd e 1.036 tracce!
I 4 cd presenti nel box contengono ciò che i Cripple sono stati in passato, materiale inedito registrato nei primi anni di formazione, dal 1987 al 1993, con i due membri principali, Giulio The Bastard e Alberto The Crippler.
Parliamo di sonorità che sfociano nel Grind/Noise/Core, modi di concepire la musica che sicuramente all'epoca nella nostra penisola non erano ancora arrivati.
Il primo disco contiene i demo ufficiali e cioè il 94 Songs Demo 1991, Starding Strong e gli split con Agathocles, Dark Season e Violent Headache. Ci sono degli inediti e cioè un demo di 25 pezzi datato 1989. Chiude il tutto con il loro primo live all'estero, in Croatia nell'agosto del 1992.
Il secondo disco parte con il lato A di From 88 To 91. Qui si possono ascoltare molti brani che poi andranno a finire in futuro nell'album Your Lies In Check. Ci sono degli extra e cioè delle registrazioni estrapolate da prove dal 1989 al 1991. In questo cd si possono gustare i Cripple in una strana versione pulita, come ad esempio nel brano KILROYS GREEN CADILLAC.
Il terzo cd comprende ben 348 canzoni e rispetto al secondo, questo è il lato B di From 88 To 91. Ci sono anche delle registrazioni di un live a Torretta del 1991 e 145 brani per uno split mai realizzato con i KSG e una registrazione agli studi Dracma in quel di Torino.
Il quarto e ultimo disco raccoglie i progetti paralleli di Alberto e Giulio risalenti a prima della nascita dei Cripple Bastards. Parliamo dei Dissonance, Hars Feelings, Grim Corpses, Isolation As Cult, e in chiusura gli Streptogrinder, il tutto per un miscuglio di Hardcore e Grind Noise primordiale.
I Cripple Bastards con questa raccolta mettono a nudo tutto il loro intricato passato. Un lavoro tagliente, marcio ma pieno di attitudine, per gli amanti delle vere sonorità Grind un box da inserire urgentemente nella propria collezione.
"We are not musicians, we are CRIPPLE BASTARDS!".

SCUM

Contatti:


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